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La Giunta presenta le novità che saranno
introdotte nei prossimi mesi: via libera ai fondi integrativi; "è
possibile che non sia più automatico ed obbligatorio essere iscritti al
SSN" Via alla devolution nella sanità: Formigoni
lancia l'idea della "mutua regionale": nel piano socio
sanitario regionale approvato ieri dalla Giunta tante novità
all'insegna della "libertà di scelta e della soddisfazione
dell'utente-cliente", annuncia il presidente lombardo. Tutto
parte dalla conferenza Stato Regioni del 8 agosto, che ha deciso di
definire ciò che il SSN continuerà a passare (le cure salva-vita) e
ciò che invece non passerà più: i livelli minimi di assistenza
saranno stabiliti il 30 novembre. Ma la Regione ha giocato d'anticipo ed
ha proposto i fondi integrativi, nonchè le mutue regionali obbligatorie
per "coprire i non autosufficienti" e gli anziani, che in
Lombardia sono tanti 1.209.000 quelli tra i 69 e 75 anni e 337000
quelli con più di 80 anni. L'assessorato regionale
alla famiglia ha già fatto partire un'iniziativa sperimentale per oltre
7000 anziani oltre i 75 anni, con assegno di accompagnamento e quindi
totalmente invalidi) che lasciano alla famiglia totale libertà di
scelta sull'assistenza domiciliare: o con un buono di 800.000 lire al
mese o con un "voucher" di cure domiciliari da spendere con
chi li offre. Con la devolution non è esclusa una
svolta choc, che sancirebbe la fine del SSN istituito nel 1978 e
rimasto, sin'ora invariato
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