Dal decreto tagliaspesa risparmi di 6mila miliardi in tre anni

Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore di martedì 18 settembre)


Un freno alle spese correnti delle Regioni che dal 2002 al 2004 dovrà fruttare risparmi per 3.550 miliardi. E minori spese per i conti di Asl e ospedali che valgono altri 2.406 miliardi per il prossimo anno, considerando soltanto le misure quantificabili con certezza.

Avrà un impatto finanziario complessivo di 6mila miliardi il decreto legge di contenimento della spesa sanitaria varato venerdì scorso dal Governo in omaggio al patto di stabilità siglato l'8 agosto con le Regioni.

Accordo che in verità apre anche considerevolmente i cordoni della borsa per il Ssn: 470mila miliardi fino al 2004, ripiano dei disavanzi inclusi. Con l'obiettivo di centrare il mitico rapporto del 6% a regime tra spesa Ssn e Pil.

In attesa che diventi oggetto di confronto in Parlamento (il Dl non è stato pubblicato neppure sulla «Gazzetta Ufficiale» di lunedì 17, lasciando dunque ancora nell'incertezza sull'entrata in vigore di alcune norme, come il dimezzamento delle multiprescrizioni, che hanno un forte impatto amministrativo e naturalmente sugli assistiti), il decreto legge salva-spesa sanitaria riserva nuove sorprese. Quelle finanziarie, per il momento, che la relazione tecnica di accompagnamento al disegno di legge di conversione quantifica con pignoleria.

La limitazione all'espansione delle spese correnti generali delle Regioni (al netto di interessi passivi, finanziamenti comunitari e spesa sanitaria) vuol essere un tributo a Maastricht. Gli effetti della misura dovrebbero rendere risparmi per 2.700 miliardi per le Regioni a statuto ordinario (600 mld nel 2002, 800 mld nel 2003, 1.300 mld nel 2004) e altri 850 per quelle a statuto speciale (rispettivamente 200, 250 e 400 mld nell'arco dello stesso triennio 2002-2004).

Nel "benedire" la stabilità dei fondi destinati al Ssn (quelli per il 2001 aumentano di 7mila mld attestandosi a 138mila mld, per salire poi a 146.376 nel 2002, a 151.122 nel 2003 e a 157.371 nel 2004), la relazione governativa calcola poi gli effetti di minor spesa che dovranno produrre gli interventi specifici destinati all'assistenza sanitaria.

E la parte del leone - almeno per quanto riguarda le misure il cui impatto finanziario sia in qualche modo misurabile - arriva dal rinvio di un anno della riduzione e quindi dell'abolizione del ticket (franchigia a 70mila lire) su diagnostica e specialistica previste dalla Finanziaria 2001: soltanto nel 2002 la proroga vale 2.100 miliardi di riflessi positivi.

Anche la riduzione dei posti-letto per acuti (che dovrà scendere da 4,5 a 4 ogni mille abitanti) dovrà contribuire a un calo delle spese regionali per l'assistenza ospedaliera. Per il 2002 si calcolano risparmi pari a 100 miliardi, destinati a crescere a 200 nel 2003 e nel 2004.

I posti-letto dovrebbero dimagrire di 15mila unità: ma non sarà un taglio a tappeto, in quanto nei programmi del Governo una parte sarà riconvertita e altrimenti destinata, soprattutto puntando al potenziamento delle strutture di lungodegenza, vera e propria palla al piede del sistema sanitario.

Quanto al capitolo che s'è rivelato politicamente più impegnativo in queste settimane, la farmaceutica, i risparmi di spesa previsti non rappresentano formalmente la parte più consistente.

A incidere di più sarà il dimezzamento (da 6 a 3 pezzi per ricetta) delle multiprescrizioni destinate ai malati cronici: 120 miliardi su base annua, considerando una riduzione del 5% della spesa specifica.

 Una trentina di miliardi dovrebbe poi risparmiare il Ssn dai minori sconti concessi alle farmacie rurali e altri 56 miliardi dall'applicazione del prezzo di rimborso sui generici ai valori del listino più basso.

Ma proprio nel capitolo-farmaci la relazione tecnica al decreto legge evita di fare previsione di risparmi su altre due novità: la distribuzione diretta extra farmacie («dipende dal grado di adesione regionale») e dall'applicazione del prezzo di riferimento per categorie terapeutiche omogenee (sono «misure sperimentali»). Altrimenti i risparmi calcolati salirebbero ben oltre i 6mila miliardi calcolati.
(18 settembre)

 

 

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