Revisione
del decreto ministeriale 18 maggio 2004, attuativo
del comma 2 dell'articolo 50 della legge n. 326 del
2003 (Progetto tessera sanitaria), concernente il
modello di ricettario medico a carico del Servizio
sanitario nazionale. Decreto del Ministero
dell'Economia e delle Finanze del 17.03.08, Gazzetta
Ufficiale n. 86 del 11.04.08 - Supplemento ordinario
n. 89 per la trasmissione al ministero finanze
Queste le novita' ad una prima lettura:
I farmacisti hanno il debito informativo sia della
informatizzazione della ricetta sia del rilevamento
della casella suggerito, questo comporta che e' bene
stare attenti a stampare le ricette pertanto diventa
importante la biffatura della casella suggerita per
la rilevazione delle prescrizioni indotte.
Il disciplinare tecnico chiarisce una volta per
tutte che la biffatura e l'apposizione per
l'esenzione reddito non e' di competenza del MMG
bensi delle strutture eroganti, cosa che peraltro
eravamo dopo anni riusciti a imporre nel Lazio.
Il nostro Centro Studi segnala inoltre la chiara
disposizione che nel caso di prescrizioni di
prodotti integrativi, presidi etc in numero
superiore a sei è la struttura che DEVE fotocopiare
la ricetta del medico e non richiederne la
ripetizione.
Nel
disciplinare e' allegata anche la codifica delle
esenzioni, la nota 4 delle esenzioni in gravidanza
chiarisce un dubbio legato al tempo intercorrente
tra la data della prescrizione, il diritto alla
esenzione, e il tempo reale di prestazione chiarendo
che qualora non si sappia in che settimana sara'
resa la prestazione siano le strutture eroganti ad
apporre il dato giusto della settimana di gravidanza
in corso all'atto della prestazione richiesta.
Modificate
inoltre:
Le modalità del
codice di priorità delle prestazioni;
L'area per identificare i soggetti assicurati da
istituzioni estere.
Le matrici per l'identificazione del personale
navigante marittimo e dell'aviazione
civile
Sono state aggiunte
le esenzioni
- PML = prestazioni medico legali;
- X01 = extracomunitari;
- TDL = terapia del dolore.
E' stato ribadito
anche il rinvio dell'obbligo di riportare il codice
fiscale a barre