COMUNICATO STAMPA

 

Non c'è emergenza influenza in Puglia!

I dati emergono da uno studio epidemiologico nazionale "Influnet" condotto dai medici di famiglia, dall'Istituto Superiore di Sanità e dall'Università di Milano e di Genova.

Lo studio rivela che l'incidenza in Puglia dell'influenza, nella prima settimana dell'anno 2000, è di 9 casi su mille abitanti, al di sotto della media nazionale.

Una percentuale assolutamente "normale" per questo tipo di epidemia.

L'influenza è una malattia infettiva che ogni anno colpisce le nostre popolazioni.

Ogni anno, senza alcun clamore e senza che fossero adottati provvedimenti propagandistici, i medici di famiglia hanno sempre curato i loro assistiti con abnegazione e senso del dovere in stretta sintonia con i medici di guardia medica.

Proprio per la profonda conoscenza del "fenomeno influenza" i medici di famiglia hanno chiesto con insistenza che le ASL approvassero i piani di vaccinazione di tutta la popolazione anziana e di tutte le categorie a rischio.

Sono stati i medici di famiglia a denunciare i ritardi e le omissioni da parte delle ASL nella fornitura dei vaccini antinfluenzali e a creare una vera rete ambulatoriale e domiciliare di vaccinazione di massa.

Grazie allo spirito di servizio dei medici di famiglia in Puglia, lo scorso anno e soprattutto quest'anno, si è dato il via ad indagini epidemiologiche sull'influenza.

Ancora oggi dobbiamo registrare non solo l'assenza di programmazione della Regione Puglia, in questo campo, ma anche la mancanza assoluta di dati epidemiologici da parte dell'Assessorato Pugliese alla Sanità.

Il medico di famiglia ha garantito comunque servizio e ruolo istituzionale, nonostante l'Assessorato alla Sanità.

Di fronte a tale impegno e professionalità ci saremmo aspettati un'affiancamento al lavoro che si sta' svolgendo con proposte ed iniziative condivise di rafforzamento del servizio.

Con la circolare del 10 gennaio l'Assessore dimostra di non conoscere il nostro lavoro e di creare discredito al ruolo del medico, disinformando e allarmando l'opinione pubblica.

Chiedere ai medici di famiglia di tener aperti gli ambulatori dalle ore 8 alle ore 20 significa ignorare come questi professionisti svolgono la loro professione. Una professione imperniata sul rapporto di fiducia medico-paziente e sull'autonomia organizzativa di assistenza sia ambulatoriale che domiciliare.

I Medici di Famiglia sono l'unica categoria in grado di adattare l'impegno lavorativo alle esigenze degli ammalati, senza necessità di adempimenti burocratici, semplicemente moltiplicando le ore di attività in base alle necessità dei pazienti.

Infatti in questi giorni i medici di famiglia, al fine di assicurare la migliore assistenza ai propri malati, effettuano numerose visite domiciliari giornaliere e oltre ad una intensa attività ambulatoriale svolgono assistenza anche nei giorni festivi e dopo le ore 20 dei gironi feriali.

Condividiamo, per altro, l'esigenza espressa dall'Assessore Regionale alla Sanità, di potenziare in questo periodo gli organici di guardia medica.

La medicina del territorio (distretto, pediatria, guardia medica e medicina generale) è sistematicamente impegnata a favore dell'assistenza del singolo cittadino e della sua famiglia anche nelle fasi di emergenza sociale (ADI, ADP, vaccinazioni e quant'altro riguarda la prevenzione).

Il rapporto di lavoro del medico di famiglia parte sì dall'ambulatorio, ma si realizza, quando è opportuno, al domicilio del paziente.

Tutto questo avviene quotidianamente!

Esigenze di emergenza, se individuate attraverso regole, programmazione sanitaria e di organizzazione moderna del lavoro della medicina generale non avrebbero più bisogno di interventi strumentali dell'ultim'ora.

Ricordiamo che la Puglia e le sue coste sono da anni in emergenza e assistenza profughi, spesso portatori di malattie infettive, dove i medici sia del territorio che degli ospedali prestano servizio al di là di ogni ruolo e competenza integrandosi tra loro.

Interferire nell'organizzazione del lavoro del medico di famiglia, imponendo dall'alto l'apertura degli studi, senza tener conto di come si svolge realmente l'attività sul campo, compromette i livelli assistenziali che i medici attualmente assicurano e che sono sufficienti a gestire in maniera ottimale, quest'anno come gli anni passati, l'epidemia influenzale e quant'altro si verifichi di straordinario.

Noi siamo certi che l'Assessore alla Sanità onorerà la sua firma posta a sigillo di un contratto che lascia al medico l'organizzazione del suo lavoro in ragione delle esigenze dei propri assistiti.

Per questo crediamo che questa circolare sia illegittima e strumentale e che costituisca una grave frattura nel rapporto tra l'assessore, i medici convenzionati ed i cittadini e ne chiediamo il ritiro e l'attivazione del 118, vera cenerentola dell'emergenza territoriale regionale.

Bari 11/1/2000

 

Il Segretario Regionale CUMI Il Segretario Provinciale FIMMG

Dott. Ludovico Abbaticchio dott. Filippo Anelli