"Sulla spesa sanitaria governo illiberale"

 Lettera aperta di Farmindustria a Berlusconi sui conti pubblici



RICCARDO DE GENNARO (Repubblica del 18 agosto 2001)


Roma - Autoritarismo e repressione. Quest'accusa al governo Berlusconi non viene dai giovani del movimento «no global» reduci dalle sanguinose giornate di Genova, ma dalla Farmindustria, l'associazione delle industrie farmaceutiche aderenti alla Confindustria. In una lunga lettera aperta al presidente del Consiglio, pubblicata a pagamento sui giornali, la Farmindustria ha alzato il tiro della polemica contro l'accordo tra governo e Regioni per il controllo della spesa farmaceutica: «È quanto di più illiberale si possa concepire», scrive il presidente Gian Pietro Leoni. E poco più avanti: «A noi pare che questo accordo altro non sia se non una collezione di misure repressive». Quello sulla sanità è il primo e inaspettato scontro tra Confindustria e governo, frutto forse anche della difficoltà dell'esecutivo di conciliare devolution e liberismo. In particolare, gli imprenditori sono sorpresi dall'adozione di accordi che definiscono «avventatamente antiindustriali». Dopo aver denunciato come «illiberale» anche l'esclusione degli industriali farmaceutici dalla predisposizione dell'accordo («nessuno ha sentito il dovere democratico di ascoltarci»), la Farmindustria rincara la dose: «Di che federalismo si tratta se si decentrano le oppressioni anziché le democrazie?».
Che cosa preoccupa la Farmindustria? Il fatto che «è stato fissato un tetto di spesa al nostro settore che non ha precedenti, un modo per impiccare l'industria farmaceutica a un disavanzo cronico, ma un modo anche per minimizzarci, toglierci risorse, ridimensionarci». Accuse pesanti, parole forti. Alle quali il ministro della Sanità, Girolamo Sirchia, replica con diplomazia. Ammette che gli industriali «qualche ragione ce l'hanno», precisando che «Farmindustria dice una cosa vera quando lamenta che gran parte o tutta la manovra viene scaricata sull'industria farmaceutica». Ma ricorda che «la voce maggiore nello sforamento del tetto alla spesa sanitaria sono i farmaci, per cui era logico concentrarsi su di essi». Sirchia annuncia correttivi anche per la spesa del personale, «cresciuta l'anno scorso del 3,8 per cento» e ribadisce che «il patto StatoRegioni, e con esso l'impegno a contenere la spesa, resta la base della modernizzazione del sistema sanitario». Il prossimo round è previsto per il 4 settembre, quando il ministro per le attività produttive, Antonio Marzano, incontrerà proprio i vertici di Farmindustria

 

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