Roma, 2 giugno 2000

Il Segretario Generale Nazionale

Ai Segretari Provinciali Fimmg

Loro indirizzi

Premessa:

Anche quest’anno per il modello Unico, quadro RE, relativo ai redditi del 1999, ad alcuni medici Fimmg può essere utile allegare questo "asseveramento sindacale". Infatti l’incremento inflativo delle voci di spesa si è scontrato con il mancato rinnovo del rapporto convenzionale.

 

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Il rapporto fra il medico di medicina generale e il SSN è regolato dalla Legge 833/78 da cui sono derivati i DPR attuativi che contengono le clausole normative ed economiche.

L’esame di tale DPR permette di evidenziare che il medico convenzionato ha uno stato giuridico particolare, più volte definito dalla Magistratura come "parasubordinazione". Esso infatti presenta aspetti di libera professione ed aspetti che richiamano istituti della dipendenza. Infatti il medico di medicina generale viene retribuito con una quota capitarla annua fissa e forfetaria per ogni singolo assistito in carico negli elenchi personali. La quota capitarla è uguale su tutto il territorio nazionale e prevede scatti automatici di anzianità commisurati agli anni di laurea del medico. La retribuzione del medico è soggetta s ritenuta d’acconto alla fonte e riportata su un certificato del sostituto d’imposta rilasciato dalla Asl di competenza e incrociato con il modello 740 della Asl medesima da parte dell’anagrafe tributaria. Pertanto partire dall’analisi delle spese per determinare induttivamente il reddito del soggetto in esame, non ha valenza per il medico di medicina generale dato che la sua retribuzione:

Si ritiene doveroso far presente che la convenzione dei medici di medicina generale è scaduta il 31/12/97 e che da allora la categoria presta la propria opera in regime di "prorogatio".

In effetti la remunerazione del medico di medicina generale ha subito una decurtazione netta a causa dell’aumento dei costi, non compensato dall’adeguamento dei ricavi, a prescindere dall’incidenza dell’IRAP.

Per l’anno in corso si acuisce pertanto il problema della inapplicabilità dell’attuale metodo di accertamento induttivo per la nostra categoria.

Perciò, questo sindacato ribadisca quanto già avuto occasione di esprimere negli incontri avuti presso il Ministero delle Finanze, e cioè che la categoria dei medici di medicina generale convenzionati costituisce un settore, i cui proventi sono difficilmente valutabili attraverso l’analisi delle spese.

 

Mario Falconi