Caso Anelli Ordine dei Medici: lettera del Segretario Provinciale agli iscritti

 

Prot. 129/05 del 24/06/2005    

Carissimo,

dopo qualche settimana di silenzio torniamo a parlare della vicenda che ha visto coinvolto il nostro Segretario regionale, sospeso per sei mesi dall’Ordine dei Medici di Bari per le dichiarazioni rese in occasione della grande manifestazione nazionale del 24 maggio 2004. Questo periodo di silenzio si è reso necessario per consentire a Filippo Anelli di predisporre con la massima serenità il ricorso alla Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie che è stato depositato qualche giorno fa.

Tenendo fede alla promessa fatta nella mia relazione al VII Congresso provinciale del 30 aprile u.s., la sezione provinciale ha predisposto, con il consenso di Filippo Anelli, un dossier sulla vicenda che puoi consultare  cliccando sul seguente link: http://bari.fimmg.org/Media/Ordine_Anelli.zip

Il dossier contiene la versione integrale delle motivazioni della sanzione e una serie di schede nelle quali sono stati riassunti tutti gli eventi e le argomentazioni poste a base del ricorso alla Commissione Centrale.

Al di là di ogni speculazione, come potrai notare, nelle motivazioni del provvedimento adottato dalla Commissione Disciplina dell’ordine dei Medici di Bari non si rilevano fatti diversi da quelli divulgati dai media all’indomani della pronuncia della Commissione.

Infatti, al dott. Anelli si contestano le dichiarazioni sulle liste di attesa in Puglia e sull’eccessivo ricorso all’erogazione delle prestazioni a pagamento nelle strutture pubbliche (intramoenia). L’Ordine ha incredibilmente interpretato dichiarazioni intese a dare il contributo dell’organizzazione sindacale al miglioramento dell’organizzazione del Servizio Sanitario in Puglia come una offesa di una intera categoria di medici (i primari)! Pertanto ha ritenuto di censurarle, con buona pace, peraltro, per il la libertà di opinione, di critica, di pensiero e di esercizio dell’attività sindacale.

A rendere ancora più sconcertante gli avvenimenti  vanno rilevate, così come ha fatto il Consiglio di Stato con un Decreto cautelare ed una Ordinanza, una serie di limitazioni al diritto alla difesa, costituzionalmente garantito a tutti i cittadini italiani. Infatti, al dott. Anelli, in fase  di audizione preliminare è stato più volte negato l’accesso preventivo agli atti e la possibilità di farsi assistere da un difensore di sua fiducia.

Si deve purtroppo rilevare che in questa occasione è stato reiterato un comportamento che negli anni passati il massimo organo giurisdizionale italiano, la Corte di Cassazione, aveva già condannato, annullando  una sanzione disciplinare comminata proprio dall’Ordine di Bari, per la violazione del diritto alla difesa del medico sottoposto a procedimento.

Maggiori dettagli, comunque, potrai facilmente conoscerli leggendo i documenti che ti abbiamo messo a disposizione.

Con rammarico si deve prendere atto che tali comportamenti provengono da un organo che istituzionalmente assolve ad una funzione di garanzia per i medici e per i cittadini.

Ancora una volta la FIMMG , impegnando di persona il suo massimo rappresentante regionale, sta portando avanti una battaglia per riaffermare diritti inviolabili di ogni cittadino che in qualche modo oggi, per i medici, sono limitati.

Chiunque di noi potrebbe in futuro trovarsi nelle condizioni di dover far valere questi diritti di civiltà e di garanzia.

Di questo, credo, si debba tener debito conto in vista del rinnovo del Consiglio dell’Ordine dei Medici di Bari previsto entro la fine di quest’anno.

Ti abbraccio

Vito De Robertis Lombardi

 

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