LEGGE REGIONALE 12 aprile 2000, n. 9

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BILANCIO DI PREVISIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2000 E BILANCIO PLURIENNALE 2000-2002  .

B.U.R.P. n. 48 del 13.4.2000

ESTRATTO

Disposizioni in materia sanitaria

Art. 21
(Norme di ripianamento disavanzi sanitari)

1. Al fine di dare corso al ripiano della quota residua del disavanzo delle ex USL derivante dalla gestione liquidatoria 1994 e retro, così come aggiornata al 31 dicembre 1999, viene attivato l'apposito capitolo di spesa 771082 da finanziare attraverso le specifiche erogazioni a tale scopo disposte dallo Stato e da introitare sul capitolo di entrata 2056610.
2. Agli stessi fini i commissari liquidatori delle aziende sanitarie sono autorizzati a utilizzare le risorse finanziarie provenienti dall'alienazione del patrimonio delle aziende sanitarie per la parte non destinata ad attività assistenziale ai sensi dell'articolo 28, comma 12, della legge 23 dicembre 1998, n. 448. All'attivazione delle relative procedure provvedono gli stessi direttori generali nella veste di commissari secondo la normativa vigente.
3. Il competente Assessorato alla sanità provvede all'adozione di tutti gli atti necessari alla regolarizzazione di eventuali carte contabili derivanti da provvedimenti esecutivi di pignoramento a carico del tesoriere regionale adottati dall'autorità giudiziaria in relazione a debiti delle ex USL rientranti nella gestione liquidatoria e con imputazione delle relative somme al capitolo di spesa 771082 di cui al comma 1. L'Assessorato alla sanità, inoltre, provvede a comunicare alle ASL interessate i pagamenti già intervenuti sulle relative partite debitorie, ai fini delle necessarie modifiche e registrazioni da introdurre nelle contabilità delle gestioni liquidatorie.
4. In relazione alle risorse da acquisire dalla Regione, a proprio carico e a carico dello Stato, per il ripianamento dei disavanzi di parte corrente del Servizio sanitario regionale (SSR), le ASL sono autorizzate ad acquisire anticipazioni dagli istituti di credito tesorieri entro i limiti fissati con delibera della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore alla sanità. La delibera della Giunta regionale indica anche il tasso massimo di interesse da applicare alle anticipazioni degli istituti tesorieri.
5. Le risorse assegnate alle ASL per il ripianamento dei disavanzi, incluse le anticipazioni di cui sopra, sono utilizzate dai commissari delle gestioni liquidatorie e dai direttori generali, anche a mezzo di transazioni, predisponendo un programma di estinzione delle passività.
6. Al fine di assicurare la gestione unitaria del processo di estinzione delle passività e fornire alle ASL il necessario supporto tecnico-finanziario e legale, l'Assessorato alla sanità definisce i criteri per l'estinzione delle passività e ne coordina l'applicazione con particolare riferimento agli atti transattivi.
7. Agli oneri conseguenti all'attivazione del supporto tecnico-finanziario e legale, quantificati per l'esercizio finanziario 2000 in lire 150 milioni, si provvede mediante l'istituzione nel bilancio 2000 del capitolo 711030 denominato "Oneri connessi al supporto tecnico-finanziario e legale alle ASL per il processo di estinzione dei disavanzi (spesa obbligatoria)", con lo stanziamento di lire 150 milioni.
8. Qualora il direttore generale e il commissario liquidatore consegua, attraverso adeguata attività transattiva, risparmi di spesa superiori al venticinque per cento complessivo di tutti i disavanzi provenienti dagli esercizi 1999 e precedenti, ivi compresi quelli di cui alle gestioni liquidatorie, viene allo stesso attribuita la maggiorazione del venti per cento del compenso spettante di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 luglio 1995, n. 502, fermo restando la verifica dei risultati amministrativi e di gestione da effettuare ai sensi dell'articolo 1, comma 6, della legge 17 ottobre 1994, n. 590 e del decreto legislativo 19 gennaio 1999, n. 229. Il collegio sindacale provvede alla certificazione degli eventuali risparmi conseguiti.
9. Al fine di accelerare le operazioni di ripianamento dei disavanzi sanitari di cui al presente articolo, la Giunta regionale è autorizzata a ricorrere a cessione di crediti derivanti da specifici trasferimenti statali all'uopo previsti, anche attraverso gli strumenti finanziari di cui alla legge 30 aprile 1999, n. 130.

Art. 22
(Finanziamento delle Aziende ospedaliere)

1. In attesa dell'adeguamento della disciplina riguardante il finanziamento delle Aziende sanitarie al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come modificato dal d.lgs. 229/1999, alle Aziende ospedaliere è corrisposto mensilmente un acconto pari al novanta per cento di un dodicesimo dei tetti massimi di remunerazione dell'assistenza ospedaliera e ambulatoriale erogata a carico del Servizio sanitario nazionale (SSN).
2. La Giunta regionale procederà al conguaglio, fra l'ammontare massimo riconosciuto e gli acconti erogati, dopo l'apposizione del visto di congruità sul bilancio di esercizio per l'anno di riferimento.

Art. 23

1. I benefici di cui alla legge regionale 21 novembre 1996, n. 25, modificata e integrata dalla l.r. 14/1998, con decorrenza dalla data di entrata in vigore della stessa legge, si applicano ai dipendenti regionali della Regione Puglia che per motivi istituzionali risultano residenti fuori Regione.
2. Le somme spettanti, non cumulabili con analoghi benefici eventualmente concessi dalla Regione di residenza, saranno erogate dalla ASL di provenienza residenziale dei dipendenti regionali e sarà rimborsata dalla Regione a carico del capitolo di spesa 781075 del bilancio autonomo.

Art. 24
(Quota di spesa sanitaria nelle strutture residenziali protette)

1. La disponibilità di cui al capitolo 741012 per lire 5 miliardi è destinata alla spesa sanitaria relativa ai ricoveri nelle residenze protette ai sensi del regolamento regionale 2 aprile 1997, n. 1 e agli enti socio-educativi di cui alla legge 28 agosto 1997, n. 284.
2. Le somme che risulteranno non utilizzate alla fine di ciascun esercizio finanziario saranno restituite entro il 28 febbraio successivo e potranno essere attribuite alle ASL che avranno documentato un maggiore carico assistenziale.

Art. 25

1. Le prestazioni sanitarie specifiche integrative di cui all'articolo 57, commi 3 e 4, della legge 23 dicembre 1978, n. 833, istitutiva del SSN, sono assicurate in termini di continuità e di uniformità nell'ambito regionale in favore dei soggetti di cui al comma 2.
2. Le prestazioni sanitarie specifiche integrative di cui agli articoli successivi sono erogate agli invalidi per causa di guerra e di servizio, agli invalidi civili per fatti di guerra (decreto legge 2 marzo 1948, n. 135, convertito dalla legge 3 novembre 1952, n. 1790), ai cittadini già deportati dal nemico (legge 14 marzo 1961, n. 130), ai perseguitati politici (legge 3 aprile 1961, n. 284), agli invalidi della disciolta Repubblica sociale italiana (legge 24 novembre 1961, n. 1298).
3. Le prestazioni sanitarie di cui alla presente disposizione sono erogate agli aventi diritto da parte delle ASL di residenza dell'assistito, le quali provvedono al rilascio della certificazione sanitaria di cui all'articolo 37 del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3.
4. Sono erogate a carico del Fondo sanitario nazionale (FSN) tutto quelle prestazioni di assistenza sanitarie, specifiche, preventive, ortopediche e protesiche ai sensi dell'articolo 3 della l. 833/1978 e delle leggi e ordinamenti in vigore e successive modificazioni.
5. Viene erogato a carico del bilancio regionale, nei limiti degli stanziamenti annuali, un contributo di soggiorno per cure termali che, pur potendosi configurare come prestazione sanitaria, precedentemente era riconosciuto in favore dei beneficiari indicati al comma 2.
6. Ai singoli beneficiari, in occasione della effettuazione di cure termali prescritte dal medico curante, è concesso un contributo giornaliero, nei limiti della spesa documentata, fissato per l'anno 2000 in lire 55 mila per un massimo di dodici giorni.
7. I mutilati, invalidi di guerra e gli appartenenti a tutte le categorie assimilate devono presentare all'ASL di appartenenza, al fine di ottenere il rimborso del contributo di soggiorno di cui al comma 5, la fattura o la ricevuta fiscale nominativa dell'albergo presso cui hanno soggiornato per l'effettuazione delle cure termali.
8. Le ASL che hanno erogato agli invalidi del loro territorio i contributi di cui al comma 5 devono inoltrare, entro e non oltre il 31 gennaio di ogni anno, al competente ufficio dell'Assessorato alla sanità, documentata istanza per il rimborso delle somme versate, per l'anzidetto titolo, nell'intero anno precedente a quello di presentazione della domanda.
9. La misura di tutte le contribuzioni in danaro previste della presente disposizione sarà annualmente modificata in proporzione alla percentuale del tasso di inflazione programmata.
10. L'onere derivante dalla presente norma, stimato in lire 264 milioni l'anno, sarà sostenuto con i fondi del capitolo di nuova istituzione (CNI) "Prestazioni sanitarie integrative di cui ai commi 3 e 4 dell'articolo 57 della l. 833/1978".

Art. 26

1. Nella more del completamento e perfezionamento del programma ex articolo 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67, per il quale la deliberazione della Giunta regionale 21 luglio 1999, n. 1063 rappresenta punto di riferimento, in anticipazione e a stralcio del programma stesso, nell'ambito del quadro programmatico di cui alla deliberazione CIPE del 6 maggio 1998 relativo alla seconda fase del programma nazionale straordinario di investimenti previsto dalla citata legge, è autorizzata la stipula di accordo di programma, ex articolo 5-bis del d.lgs. 229/1999, per l'accelerazione delle procedure e la realizzazione del Presidio ospedaliero di Vico del Gargano (Fg) prevista al capo 6.3 della del. giunta reg. 1063/1999 e con impegno finanziario nei limiti dell'importo indicato alla Tabella 3A allegata alla del. giunta reg. 1063/1999.