REGIONE PUGLIA

PRESENZA G. R

SETTORE LEGALE E CONTENZIOSO G.

Il Bari, 4 Luglio 2000

Prot n. 11/L/14206

Ufficio 16

Oggetto: Sentenza del Consiglio di Stato IV sezione n.1407/2000 del 14.12.99. Parere.

Con nota prot. n. 24/11614/116/16 del 26.05.2000 il Coordinatore del Settore Sanità Dott. Carlo di Cillo, ha chiesto al Settore scrivente di esprimere proprio parere in ordine alla diffida inoltrata dal Dott. Anelli, segretario prov.le della FIMMG, nei confronti dell'Assessorato alla Sanità e delle AAUUSSLL interessate, con la quale si intima alle rispettive Amministrazioni di conformare la propria attività, (in sede di adozione di provvedimenti recanti la disciplina delle attribuzioni di incarico o, in sede di redazione delle graduatorie aziendali e successive materiali attribuzioni degli stessi incarichi), all'interpretazione giurisdizionale della normativa in materia espressa dal Consiglio di Stato IV sezione con sentenza n. 1407/2000.

Con lo stesso atto si invitano le rispettive autorità a ritirare in via di autotutela gli atti adottati in contrasto con la decisione e l'interpretazione suddetta.

Il Settore scrivente ritiene fondata la pretesa dei medici, possessori dell'attestato di Formazione in Medicina Generale e, concorda pienamente con le motivazioni che supportano la sentenza del Consiglio di Stato.

I medici abilitati all'esercizio della professione prima dell' 1.1.1995 ed in possesso "anche" dell'attestato di che trattasi, possono e devono accedere ad entrambe le percentuali di riserva, dal momento che tali soggetti possiedono di fatto i requisiti previsti per entrambe le categorie. Inoltre, costoro, tanto se vengano chiamati a ricoprire incarichi ai sensi della lettera A, quanto ai sensi della lettera B del comma 6 art. 3 DPR n.484/96, concorrono con gli altri candidati, ossia nel primo caso i medici abilitati dopo il 01.01.1995 in possesso dell'attestato e, nel secondo caso con i medici abilitati anteriormente ma privi dell'attestato in questione, "facendo valere per intero il loro punteggio comprensivo dei 12 punti di cui all'art. 3, 1 comma, parte 1, lettera F".

Infatti, il motivo dell'attribuzione di un punteggio così elevato all'attestato di formazione in Medicina Generate è quello di rendere quest'ultimo superiore, in sede di formazione della graduatoria unica regionale, a qualsiasi altro titolo, accademico o di servizio, previsto dallo stesso art. 3. Ne discende che, se tale punteggio non venisse considerato, il medico in possesso dell'attestato verrebbe superato in graduatoria dal collega che, durante lo stesso periodo di 24 mesi, anziché frequentare il corso di formazione, abbia svolto attività di servizio conseguendo punteggio valutabile ai sensi dei commaI, parte 2 dell'art.3 DPR484/96.

Pertanto, i medici in possesso dei suddetto titolo verrebbero addirittura danneggiati dall'aver conseguito l'attestato di formazione in medicina generale e, ciò, contrasta fortemente con il rilievo dato dalla legislazione comunitaria al titolo e, con la valorizzazione riconosciuta allo stesso in sede di accordo nazionale collettivo.

Pertanto, per quel che riguarda le procedure di assegnazioni delle zone carenti di medicina generale e guardia medica relative all'anno 1999, non essendo le stesse ancora esaurite, la P.A. potrà facilmente avvalersi della facoltà di autotutela, annullando parzialmente il bando pubblicato sul BURP n.52 del 27.04.2000, nella parte io cui dispone" che per la copertura del 50% dei posti riservati ai possessori del titolo equipollente, al medico che possiede entrambi i requisiti "attestato di formazione e titolo equipollente" non possono essere attribuiti i 12 punti di cui alla lettera F dell'art. 3 comma 1 DPR 484/96.''

Per quel che concerne invece le procedure di copertura delle zone carenti relative all'anno 1998, essendo le stesse già esaurite, il ripristino della legalità violata pregiudicherebbe posizioni già consolidate travolgendo diritti acquisiti. Infatti, così come da consolidata giurisprudenza, l'esercizio del potere di autotutela richiede la valutazione dell'esistenza di un "interesse pubblico" e concreto all'annullamento, non identificabile nel mero ripristino della legalità e, la sua comparazione con gli "interessi privati" sacrificati, qualora per effetto del provvedimento illegittimo siano sorte posizioni giuridiche qualificate e consolidate nel tempo.

Il dirigente del Settore  (Avv. Giuseppe Cipriani)