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I
medici insorgono contro il DL antitruffe
ROMA - Un provvedimento inefficace e pericoloso, che rischia di
spaventare i medici onesti, a danno dei pazienti. I sindacati dei medici
bocciano il Dl anti-truffa varato venerdì dal Governo. Il provvedimento
prevede sanzioni pesanti per i camici bianchi e gli amministratori
corrotti. Ma è proprio il pugno di ferro voluto dall'Esecutivo a
incendiare le critiche. Non bastano «pene più aspre o roboanti
proclami - afferma il segretario generale dell'Anaao-Assomed, Serafino
Zucchelli - a elevare i livelli etici degli addetti al settore». Con
questo decreto, aggiunge, «siamo alle grida manzoniane. Non sarà la
faccia feroce di uno Stato che minaccia pene assurde e inventa una
polizia speciale per il mondo sanitario», a sconfiggere il malcostume.
Quello del Governo sarebbe, allora, solo «un maldestro e demagogico
tentativo di rassicurare l'opinione pubblica». Sulla stessa linea il
presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici, Giuseppe
Del Barone: «Il decreto spaventa i medici onesti, questo farà scattare
una medicina difensiva e chi ci rimetterà sarà il malato». Contro il
decreto interviene anche il responsabile delle Politiche sociali e della
salute della Margherita, Rosy Bindi. La ricetta giusta per combattere il
comparaggio, afferma, è dire «alle case farmaceutiche che le risorse
private da loro usate in maniera commerciale devono essere messe a
disposizione di un programma pubblico di informazione e di formazione
dei medici. Insomma: finanziamenti privati per un programma pubblico di
informazione e formazione del personale sanitario». E secondo Umberto
Caruso (Nuovo Psi), «le sanzioni nella sanità già esistono,
prevederne di nuove è un modo per ottenere popolarità». Dura la
replica del ministro Girolamo Sirchia: «I medici onesti non hanno nulla
da temere dal provvedimento. Le argomentazioni dei sindacati non vanno
nell'interesse dei cittadini ma sono fatti per odio politico. I
sindacati sono ormai organismi politicizzati che vanno contro
l'interesse della gente». In difesa del decreto interviene anche
Adamo Bonazzi, segretario generale dell'Unione sindacati autonomi
europei (Usae): «Difficile essere contrari a un provvedimento che
aumenta i controlli e la tutela dei cittadini». Venerdì, intanto,
Farmindustria ha comunicato l'intenzione di convocare rivedere la
propria posizione in merito al blocco dei congressi medici. Una mossa
piaciuta al presidente di Confcommercio, Sergio Billé: «È un passo
significativo che costituisce un oggettivo elemento di conforto per il
settore del turismo congressuale italiano, messo a dura prova, dallo
stop dell'attività congressuale».
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