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decisive per le misure anti-truffe in sanità allo studio del
Governo. Dopo tre ripetuti rinvii, il provvedimento messo a punto
dal ministro della Salute, Girolamo Sirchia, sbarca nuovamente
oggi in Consiglio dei ministri. E, se approvato, potrebbe assumere
addirittura la forma del decreto legge. Sempreché davvero abbia
incassato il beneplacito del Quirinale, il cui «visto»
preliminare - data la delicatezza della materia e soprattutto la
necessità di valutare l'esistenza dei presupposti di «necessità
e urgenza» - era stato esplicitamente deciso di richiedere a
Campi venerdì scorso dal Consiglio dei ministri.
Proprio le valutazioni del Quirinale, oltreché l'accordo politico
all'interno della maggioranza, avranno un peso rilevante anche sul
merito dei contenuti specifici del provvedimento. Che nell'ultima
versione conferma la stretta sulle sanzioni - fino anche al
raddoppio di quelle attuali - per dipendenti o convenzionati col
Ssn che commettono illeciti e per chi viola le norme sulla
pubblicità. Col sovrappiù dell'obbligo per gli Ordini
professionali di definire in tempi certi le decisioni nei
confronti dei propri iscritti, ma anche con la creazione di una
task force anti illeciti affiancata ai Nas. Non manca, nel testo,
anche la previsione di un raddoppio delle multe per chi viola il
divieto di fumo.
Le attenzioni sulle truffe sanitarie, del resto, sono massime. Non
è un caso che ieri Sirchia abbia visitato il Comando generale
della Guardia di Finanza. Un incontro, afferma un comunicato della
Gdf, «nel corso del quale sono stati affrontati argomenti di
comune interesse, relativi soprattutto all'attività svolta dal
Corpo nel settore sanitario. Settore particolarmente esposto a
illeciti in danno degli interessi finanziari dello Stato».
In attesa degli ulteriori sviluppi delle inchieste in corso in
tutta Italia, intanto, sale la tensione sul blocco dei convegni
deciso da Farmindustria. L'Aimp (associazione dei professionisti
dei convegni) ha dichiarato che «gli organizzatori di eventi
congressuali rischiano di rimanere stritolati» e ha chiesto di
poter partecipare alla stesura del «Manifesto etico» in cantiere
al ministero della Salute. Ma anche la Fism, che riunisce le
società medico-scientifiche, teme i contraccolpi del blocco delle
attività di formazione (Ecm) per i medici: siamo davanti a «deviazioni
minimali», si sostiene, e le manifestazioni congressuali «sono
strumento reale ed efficace per l'aggiornamento dei medici e un
vantaggio per i cittadini».
Quanto ai convegni medici, cominciano a circolare i primi dati
dopo il taglio deciso con la Finanziaria 2002: quelli di importo
superiore a 25.823 euro nel 2002 sono calati del 25% circa,
passando da 4.151 a 2.880, con sole 370 autorizzazioni nei primi
due mesi del 2003. Sono invece rimasti stabili tra il 2001 e il
2002, a quota 14mila, i cosiddetti mini-simposi (sotto la soglia
dei 25.823 euro): se, però, si confermerà la tendenza dei primi
due mesi dell'anno (2.700 eventi), crescerebbero del 25 per cento.
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