Il Consiglio dei ministri decide sull'anti-truffe

28/02/03: Sole24ore

 

Il Consiglio dei ministri decide sull'anti-truffe

Ore decisive per le misure anti-truffe in sanità allo studio del Governo. Dopo tre ripetuti rinvii, il provvedimento messo a punto dal ministro della Salute, Girolamo Sirchia, sbarca nuovamente oggi in Consiglio dei ministri. E, se approvato, potrebbe assumere addirittura la forma del decreto legge. Sempreché davvero abbia incassato il beneplacito del Quirinale, il cui «visto» preliminare - data la delicatezza della materia e soprattutto la necessità di valutare l'esistenza dei presupposti di «necessità e urgenza» - era stato esplicitamente deciso di richiedere a Campi venerdì scorso dal Consiglio dei ministri.

Proprio le valutazioni del Quirinale, oltreché l'accordo politico all'interno della maggioranza, avranno un peso rilevante anche sul merito dei contenuti specifici del provvedimento. Che nell'ultima versione conferma la stretta sulle sanzioni - fino anche al raddoppio di quelle attuali - per dipendenti o convenzionati col Ssn che commettono illeciti e per chi viola le norme sulla pubblicità. Col sovrappiù dell'obbligo per gli Ordini professionali di definire in tempi certi le decisioni nei confronti dei propri iscritti, ma anche con la creazione di una task force anti illeciti affiancata ai Nas. Non manca, nel testo, anche la previsione di un raddoppio delle multe per chi viola il divieto di fumo.

Le attenzioni sulle truffe sanitarie, del resto, sono massime. Non è un caso che ieri Sirchia abbia visitato il Comando generale della Guardia di Finanza. Un incontro, afferma un comunicato della Gdf, «nel corso del quale sono stati affrontati argomenti di comune interesse, relativi soprattutto all'attività svolta dal Corpo nel settore sanitario. Settore particolarmente esposto a illeciti in danno degli interessi finanziari dello Stato».

In attesa degli ulteriori sviluppi delle inchieste in corso in tutta Italia, intanto, sale la tensione sul blocco dei convegni deciso da Farmindustria. L'Aimp (associazione dei professionisti dei convegni) ha dichiarato che «gli organizzatori di eventi congressuali rischiano di rimanere stritolati» e ha chiesto di poter partecipare alla stesura del «Manifesto etico» in cantiere al ministero della Salute. Ma anche la Fism, che riunisce le società medico-scientifiche, teme i contraccolpi del blocco delle attività di formazione (Ecm) per i medici: siamo davanti a «deviazioni minimali», si sostiene, e le manifestazioni congressuali «sono strumento reale ed efficace per l'aggiornamento dei medici e un vantaggio per i cittadini».

Quanto ai convegni medici, cominciano a circolare i primi dati dopo il taglio deciso con la Finanziaria 2002: quelli di importo superiore a 25.823 euro nel 2002 sono calati del 25% circa, passando da 4.151 a 2.880, con sole 370 autorizzazioni nei primi due mesi del 2003. Sono invece rimasti stabili tra il 2001 e il 2002, a quota 14mila, i cosiddetti mini-simposi (sotto la soglia dei 25.823 euro): se, però, si confermerà la tendenza dei primi due mesi dell'anno (2.700 eventi), crescerebbero del 25 per cento.

 

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