Caro collega,
l'approvazione da parte del Consiglio dei
Ministri del decreto anti truffa costituisce l'ultimo tentativo - in
ordine di tempo - per delegittimare la nostra professione e
impedirci di svolgere, secondo scienza e coscienza, il nostro
lavoro.
Consentire alla ASL, sulla base di un errore
burocratico o formale, di comminare "una sanzione
amministrativa pecuniaria non inferiore nel minimo a 50.000 Euro …per
prescrizioni farmaceutiche o diagnostiche non pertinenti per
tipologia o quantità con la patologia di riferimento ovvero …per
ingiustificati ricoveri ospedalieri" è il tentativo di un
regime che vuole condizionare - nel senso del risparmio - il nostro
comportamento professionale, utilizzando norme terroristiche che
possono colpire il medico prescindendo da qualsiasi valutazione di
appropriatezza.
La modifica dell'articolo 640 del Codice Penale
che prevede, ai medici che abbiano commesso tali reati, una "pena
decuplicata" rispetto agli altri cittadini, nonché la
"confisca delle cose che servirono o furono destinate a
commettere il reato" ed il deferimento all'Ordine per
"la radiazione dalla professione del responsabile",
rappresenta un giudizio durissimo da parte del Governo contro i
medici italiani, assimilabili a pericolosi mafiosi.
Contro questo provvedimento che ci umilia
profondamente e ci lascia in balia di provvedimenti amministrativi
dal carattere sommario e persecutorio la FIMMG proclama lo stato di
agitazione e dichiara la mobilitazione generale.
Ti invito quindi a partecipare alle assemblee che
in questi giorni, in ogni provincia, si stanno organizzando.
Ti aspetto alla grande manifestazione del 5
aprile p.v. a Bari per ribadire il nostro orgoglio di essere medici
ed esprimere tutti insieme la nostra rabbia e contrarietà contro
tutti quei provvedimenti, nazionali e regionali, che mortificano e
rischiano di fare sparire questa nostra professione.
Bari 2 marzo 2003
Filippo Anelli