Medici di Famiglia esentati dall'IRAP.

 

COMUNICATO STAMPA

 

Medici di Famiglia esentati dall'IRAP.

 

Innovativa sentenza della Corte di Cassazione sulla esenzione dell'imposta IRAP ai medici di famiglia, emessa dalla sezione tributaria della Suprema Corte n. 23068 in data 9 settembre.

La Corte di Cassazione ha, infatti, stabilito che si è esclusi "dall'applicazione dell'imposta soltanto qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata: il requisito della "autonoma organizzazione", il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: 

a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell'organizzazione, e non sia quindi inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; 

b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l'id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui (ex plurimis, Cass. n. 3676, n. 3673, n. 3678, n. 3680 del 2007)".

 

La motivazione della sentenza evidenzia che l'esenzione deriva in primis dal fatto, del resto già acquisito in molte altre decisioni della Cassazione, che in capo ai medici convenzionati non si ravvisa l'autonoma organizzazione richiesta dalla normativa IRAP in quanto inseriti in strutture organizzative con responsabilità ed interessi altrui e cioè del SSN. In alternativa o in aggiunta a tale criterio, la Cassazione indica il non disporre stabilmente di personale dipendente e non aver effettuato un certo volume di acquisti di beni strumentali per l'attività esercitata.

 

In sostanza il requisito dell'autonoma organizzazione ricorre quando il contribuente è il responsabile dell'organizzazione, ha una dotazione di rilevanti beni strumentali o si avvale di dipendenti. Secondo la Corte, in questo caso si configura un'attività soggetta a IRAP, con capacità contributiva ed entità produttiva di ricchezza autonomamente funzionante fino a quasi prescindere dall'opera del professionista.

 

Le tesi fin ora sostenute dalla Fimmg Puglia trovano quindi un pieno riconoscimento da parte della Cassazione. Tesi fatte proprie anche dalla Regione Puglia e dall'Assessore Tedesco che insieme alla Fimmg per dare ulteriore impulso alla costruzione della rete delle associazioni complesse dei medici di famiglia aveva chiesto alla Agenzia delle Entrate di chiarire la valutazione del personale dipendente ai fini dell'assoggettabilità al tributo, rimarcando che il MMG opera nell'interesse del SSN per la tutela della salute del cittadino secondo schemi organizzativi adottati a livello nazionale e regionale e non autonomi, anche con l'ausilio di dipendenti.

 

Un impegno sostenuto attivamente dall'ARES Puglia ed in particolare dal dott. Mario Morlacco che in più occasioni ha incontrato i vertici regionali dell'Agenzia delle Entrate per esporre le motivazioni dei medici e della Regione.

 

Un risultato, dunque, frutto anche dell'azione sinergica messa in atto tra la sezione legale della FIMMG Puglia diretta dall’Avv. Michele Langiulli e dall’impegno del gruppo di lavoro nazionale sull’IRAP presieduto dal Vice Segretario Nazionale dott. Carmine Scavone.

 

Le ultime decisioni, sopra ricordate, consentono quindi al MMG pugliesi di procedere tranquillamente sulla strada dell'associazionismo senza dover temere che i servizi resi al cittadino possano essere determinare un aggravio dal punto di vista fiscale per l'erogatore.

 

Bari, 24 ottobre 2008

 

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