Decreto legge: 16mila miliardi per ripianare i debiti pregressi delle ASL

Avviato anche il piano sociale 2001-2003 per l'assistenza ai soggetti in difficoltà

 

Consiglio dei Ministri del 16 febbraio 2001

 

Il Consiglio ha approvato i seguenti provvedimenti:

su proposta del Presidente del Consiglio, Amato, e dei Ministri del Tesoro, Visco, e della Sanità, Veronesi:
- un decreto-legge finalizzato al ripiano dei disavanzi del Servizio sanitario nazionale per coprire le maggiori spese sostenute dalle Aziende sanitarie locali ed ospedaliere per il periodo antecedente al 31 dicembre 1999, in attuazione dell’accordo Governo-Regioni definito lo scorso mese di agosto. Il provvedimento prevede l’erogazione, in via immediata, alle Regioni di un acconto 7.000 miliardi; per il ripiano del restante disavanzo vengono inoltre stanziati ulteriori 9.000 miliardi, le cui modalità di erogazione verranno stabilite con decreto del Ministro del Tesoro.
Vengono altresì rideterminati i compiti e potenziate le strutture dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali, sia per quanto concerne la dotazione di personale che per le disponibilità finanziarie, allo scopo di agevolare la realizzazione delle attività istituzionali dell’Agenzia stessa, finalizzate non solo al miglioramento organizzativo e gestionale dei servizi sanitari, ma anche alla razionalizazione e al contenimento dei costi dell’assistenza;

Su proposta del Ministro per la Solidarietà Sociale, Turco:


-uno schema di decreto presidenziale per l’approvazione del Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali, relativo al triennio 2001-2003, in attuazione della legge quadro istitutiva del sistema integrato dei servizi sociali (legge n. 328 del 2000).
Il Piano, che ha come obiettivo la promozione del benessere sociale della popolazione, è finalizzato in particolare a:
- valorizzare e sostenere le responsabilità familiari;
- rafforzare i diritti dei minori;
- potenziare gli interventi per contrastare la povertà;
- sostenere con servizi domiciliari le persone non autosufficienti, in particolare le disabilità gravi.
Oltre ai suddetti obiettivi, il Piano ne individua altri, non meno importanti, che riguardano l’inserimento sociale degli immigrati, la prevenzione delle droghe e la tutela degli adolescenti. Ulteriori bisogni sociali, non espressamente indicati nel Piano, potranno essere soddisfatti dagli Enti locali e dalle Regioni sulla base di specifiche scelte di priorità sociale, tenuto conto delle esigenze della popolazione di riferimento.


 
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