La replica all'articolo di Cornaglia Ferraris su Repubblica - Bari del 25.3.2003

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L'articolo del dott. Paolo Cornaglia Ferraris (Camici e Pigiami, ecc.)

Caro Direttore,

accogliamo volentieri le provocazioni del collega Paolo Cornaglia Ferraris. Non abbiamo alcuna difficoltà ad accettare - come strumento obbligato contro le truffe - una burocrazia di controllo che eviti sprechi e ruberie. Anzi, ne saremmo - come lui - felici sostenitori!

Ma, la burocrazia della Regione Puglia è altra cosa!

Al dott. Paolo Cornaglia Ferraris, che segue con particolare attenzione le vicende pugliesi, vorremmo ricordare che la Regione Puglia ha più volte dichiarato che il diritto alla salute in Puglia - così come previsto dall'art. 32 della Costituzione - non può essere tutelato liberamente, ma deve essere soggetto alla disponibilità dei mezzi finanziari allocati appositamente nei relativi capitoli di bilancio. “Preliminarmente va chiarito che il diritto alla salute, di cui all’art. 32 della Costituzione, è tutelato non incondizionatamente ma compatibilmente con altre esigenze, prima tra tutte quella relativa alla disponibilità dei mezzi finanziari (art. 81 della Costituzione)” (DGR 1392/01). Per rendere ancor più incisiva quella scelta la Regione Puglia ha approvato alcuni giorni fa la legge di bilancio che, all'art. 36 - comma 1, ribadisce tale posizione: "Per le finalità previste dalla l. 405/2001 e di razionalizzazione della spesa sanitaria, comprese quelle di cui all’articolo 52 della l. 289/2002, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, al fine di garantire i livelli essenziali di assistenza nel quadro delle risorse a tal fine assegnate dalla programmazione regionale e locale, operano quali fiduciari delle AUSL, tenendo conto del budget a questi attribuiti nel rispetto degli indirizzi regionali".

Se la scelta di fondo è quella di garantire ad ogni costo il pareggio di bilancio e, solo successivamente, le esigenze di salute del cittadino, è ovvio che gli strumenti di regolamentazione del sistema sanitario, ossia la burocrazia, sono orientati a raggiungere l'obiettivo economico e non quello previsto dalla Costituzione Italiana.

Ritirare i ricettari rossi del Servizio Sanitario Regionale, che come la legge espressamente prevede dovrebbero essere  assegnati ai medici ospedalieri, agli specialisti convenzionati interni ed esterni, ai medici dei centri convenzionati e "temporaneamente" accreditati, risponde alla stessa logica di risparmio: avere un solo centro di costo - il medico di famiglia - da controllare!

A chi interessa che il cittadino o il malato, poi deve essere sottoposto ad un inutile andirivieni tra medici e strutture sanitarie?

A chi interessa che il malato per ottenere una prestazione deve essere soggetto a più passaggi burocratici e quindi deve sborsare vari ticket che, con una logica diversa, avrebbe ottenuto prima e senza perdita di tempo e denaro?

A chi interessa che per ottenere questo risultato economico la Puglia è disposta anche ad ignorare Leggi dello Stato come gli articoli 36 e 37 del DPR 270/00 e l'art. 15 decies del D. L.vo 502/92 ?

Perchè il cittadino invalido o gravemente ammalato, che necessita di pannoloni, cateteri, siringhe ed altri presidi sanitari, è costretto ad un mortificante pellegrinaggio mensile tra medico di famiglia, distretto e farmacia ospedaliera evitando di rispettare una norma di legge che prevede la prescrizione da parte del suo medico di famiglia una sola volta l'anno?

Perchè al cittadino deve essere rifiutata una ricetta regolarmente compilata con otto prescrizioni da un servizio - ad esempio - come l'ematologia che "pretende" 4 esami, invece degli otto previsti dalla legge, obbligando il cittadino a pagare il doppio del ticket?

Perché il cittadino è costretto a tornare dal proprio medico per farsi riscrivere la ricetta ritenuta impropriamente "scaduta" dopo appena 30 giorni?

Perche’ in Puglia alcune prestazioni di fisiokinesiterapia devono essere prescritte su ricette separate (moltiplicando il costo del ticket per il cittadino) quando, invece se ne possono accorpare fino a sei per ricetta ?

È questa la burocrazia della Regione Puglia che Medici e Cittadini vogliono insieme cambiare!

Per questo, insieme al tribunale dei Diritti del Malato, abbiamo avviato una campagna contro la burocrazia stupida, inutile e costosa che obbliga il cittadino ad inutile andirivieni tra medici e strutture sanitarie e trasforma il medico in un burocrate addetto al controllo della spesa sanitaria!

L'assessore Mazzarracchio aveva pubblicamente promesso che entro il 30 dicembre 2002 avrebbe firmato il nuovo contratto regionale per la medicina generale. Un contratto che avrebbe significato per la nostra regione, servizi ai cittadini e un maggiore impegno professionale da parte dei medici di famiglia.

Abbiamo proposto un contratto regionale imperniato sull'aumento dell’orario di apertura dell’ambulatorio del medico di famiglia, la disponibilità telefonica, l’organizzazione dello studio professionale per percorsi diagnostici codificati e l’erogazione di prestazioni specialistiche nell'ambito dello studio professionale del medico di famiglia, le incentivazione dell'informatizzazione con tutti i benefici a favore dei cittadini e del servizio sanitario con il relativo monitoraggio delle esigenze di salute dei cittadini.

La Regione Puglia ha clamorosamente disatteso l'impegno assunto e, nella ferrea logica della ricerca del risparmio, ha varato una legge che impone sanzioni per i medici di famiglia "a seguito dei controlli e del monitoraggio cui sono obbligati per legge i Direttori generali, a pena di decadenza automatica" per il controllo della spesa e dei comportamenti prescrittivi non conformi alle norme e alle disposizioni regolamentari di ordine generale (art. 36 comma 6 della legge di bilancio 2003).

Vogliamo fare i medici e non i burocrati!

Venga con noi dott. Paolo Cornaglia Ferraris il 5 Aprile!

Venga con noi a manifestare per l'orgoglio di essere medici a servizio del cittadino e della nostra società!

Bari, 25 marzo 2003

 

 

Dott. Filippo Anelli

Segretario regionale FIMMG Puglia

 

 

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