DEMAGOGICHE E PRETESTUOSE LE ACCUSE DELLA CGIL:

L'aumento della spesa farmaceutica è legato da una parte all’abolizione dei ticket e dall’altro all’introduzione di nuovi e più costosi farmaci sul mercato italiano.

COMUNICATO STAMPA

 

Demagogica e pretestuosa la presa di posizione della CGIL, così come riportata nel TG Norba di stamattina, sull’incremento della spesa farmaceutica in Puglia, espressione di una analisi rozza e superficiale da risultare offensiva per centinaia di professionisti che giornalmente svolgono con competenza e dedizione il proprio lavoro.

L’incremento del 35% della spesa farmaceutica a gennaio 2001 rispetto a gennaio 2000 (dato provvisorio e non attendibile in tema di proiezione annua) è legato da una parte all’abolizione dei ticket e dall’altro all’introduzione di nuovi e più costosi farmaci sul mercato italiano.

In pratica, oggi siamo in grado, ad esempio, di curare l’artrosi in maniera efficace senza più provocare ulcere e gastriti, grazie alla prescrivibilità dei nuovi farmaci antinfiammatori "selettivi per la cox 2", dal costo medio di lire 50.000, rispetto ai vecchi e gastrolesivi antinfiammatori come l’Orudis, che costa appena lire 7.000.

L’indagine sullo stato di salute della popolazione italiana "Prometeo" dimostra che 4 delle 5 ASL della Provincia di Bari si collocano tra i primi 33 dei 215 posti della speciale classifica dello Stato di Salute in Italia.

Un traguardo questo che dimostra quanto grande sia la professionalità dei medici pugliesi e l’efficacia delle cure prestate.

Il controllo della spesa farmaceutica rappresenta, ancora oggi, un complesso e difficile esercizio di governo che coinvolge tutte le Regione Italiane.

Infatti, la Conferenza Stato-Regioni nell’incontro del 7 Febbraio presso il Ministero del Tesoro ha attivato un tavolo di monitoraggio della spesa farmaceutica "anche a seguito delle recenti normative introdotte dalla legge finanziaria" (abolizione ticket e nuove note CUF).

Ma quanto spendono gli italiani in spesa farmaceutica pubblica?

Nel 1999 essa ha fatto registrare, in Italia una media di L. 247.863. Negli altri Paesi Europei la spesa farmaceutica pubblica pro-capite annua è nettamente superiore a quella italiana: L. 467.681 in Francia, L. 420.423 in Germania e L. 327.899 nel Regno Unito (fonte: Farmindustria).

La domanda di salute denota il livello di civiltà di un popolo. Ad essa bisogna dare risposte adeguate.

In questo senso siamo d’accordo con la CGIL nel chiedere alle istituzione un maggior impegno nel finanziare le esigenze di salute che emergono dalla popolazione pugliese attraverso una seria programmazione e un reale impegno nel ridurre gli sprechi in sanità.

L’incremento della spesa farmaceutica rappresenta solo una piccola percentuale (1-2%) del deficit della sanità pugliese .

Dunque, bando alla facile demagogia e impegno comune per individuare i settori di intervento (ospedalità ridondante) per razionalizzare la spesa sanitaria pugliese.

 

Bari 26/2/2001

Il Segretario Provinciale

Dott. Filippo Anelli

 
Fimmg Bari: Sezione Telematica e Comunicazione: messo in rete il 25/02/08