Il Sole 24-Ore - 10.01.2001 - Norme e tributi
Il regolamento sull’organizzazione sanitaria disciplina anche l’accesso alla dirigenza Posti riservati ai medici precari 

Il testo della legge

ROMA. Passaggi di area o di disciplina per i camici bianchi che da almeno due anni svolgono mansioni diverse da quelle previste all’assunzione e riserve garantite per i precari sui posti messi a concorso da luglio per Usl e ospedali: sono solo due delle sanatorie che entro fino mese contribuiranno a migliorare la qualità di vita di un numero imprecisato di operatori sanitari. Le nuove «Norme sull’organizzazione del settore sanitario» — destinate a regolarizzare la posizione dei precari di lungo corso del settore — sono contenute nella legge n.401 del 29 dicembre, pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale» dell’8 gennaio. Legge a suo tempo rinviata alle Camere da Ciampi e poi approvata una seconda volta a rotta di collo prima di Natale.

Oltre alla regolarizzazione delle “mansioni diverse” e alla riserva del 50% dei posti a concorso per i precari, il provvedimento reca buone notizie anche per i laureati in Medicina immatricolati prima del 31 dicembre 1991 e abilitati: potranno essere ammessi in soprannumero ai corsi di formazione in medicina generale (erano stati istituiti nell’agosto dello stesso anno), ma non avranno diritto alla borsa di studio e potranno svolgere attività libero-professionale compatibile con gli obblighi formativi. Previsto anche il riconoscimento del titolo di specializzazione in Psicoterapia acquisito presso gli istituti privati accreditati anche ai fini dell’inquadramento nei posti in organico di psicologo e psicoterapeuta.

Il carnet contiene anche le norme per l’accesso alla dirigenza amministrativa, tecnica e professionale delle aziende sanitarie di dirigenti del settore privato o formati alla Scuola superiore della pubblica amministrazione e quelle per l’attribuzione agli ex assistenti (nono livello) delle mansioni peculiari del dirigente di primo livello. Previsti poi, nell’ordine: la facoltà per l’Istituto superiore di Sanità di avvalersi per tutto il 2001 di nuove assunzioni per le attività di ricerca; l’estensione delle norme previdenziali introdotte con la Finanziaria 1999 anche ai medici di guardia medica e medicina dei servizi; l’aumento dei posti di specializzazione in Medicina del lavoro; la determinazione triennale degli accessi alle scuole di specializzazione post laurea per veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici, psicologi.

Fin qui la nuova legge. Ma sono in arrivo diverse altre norme che interessano da vicino i camici bianchi. In primo luogo la nuova edizione delle note limitative della Commissione unica del farmaco pubblicata nella Gazzetta Ufficiale di oggi e in vigore da 19 febbraio: la revisione — attuata nell’ottica della sburocratizzazione e risoltasi nella riduzione da 59 a 39 delle indicazioni ai medici prescrittori — è destinata a trasformarsi in un appuntamento annuale in sintonia con il progredire delle conoscenze del settore. E ancora rivolta ai medici, e in particolare agli specializzandi, è la normativa che proprio ieri ha superato in una sola seduta il primo esame in sede referente in commissione Igiene e sanità, al Senato: il provvedimento reca l’iniezione di fondi (poco più di 128 miliardi nel 2001) indispensabile all’attivazione dei contratti di formazione destinati a sostituire le attuali borse di studio come previsto dalle norme comunitarie.
Sara Todaro