Rese note le motivazioni della decisione disciplinare dell'Ordine di Bari sul caso Anelli

Lettera a Repubblica Bari

Preg.mo Direttore,

sul sito della Fimmg Puglia http://bari.fimmg.org sono state pubblicate, con il mio consenso, le motivazioni della decisione emessa dalla Commissione Disciplina dell’Ordine dei Medici di Bari con la quale sono stato sospeso per sei mesi dall’Albo dei Medici.

Come potrà notare, nelle motivazioni della sentenza dell’Ordine dei Medici di Bari non vi sono novità rispetto a quanto divulgato dai media all’indomani della pronuncia della Commissione Disciplina dell’Ordine di Bari, il 26 gennaio scorso.

Ossia, le dichiarazioni attribuitemi sulle liste di attesa in Puglia,  le liste di attesa per una ecografia sono chilometriche e oggi i pugliesi sono costretti a pagare le visite private con i primari per assicurarsi un posto letto in ospedale” e “esiste in Puglia la vergognosa abitudine di aggirare l’ostacolo delle prenotazioni a lungo termine affidandosi agli studi medici privati”, per l’Ordine dei Medici di Bari, piuttosto che essere intese come una critica costruttiva all’eccessivo ricorso al sistema delle prestazioni sanitarie a pagamento nelle strutture ospedaliere pubbliche (intramoenia), sono state equivocate e interpretate come un’offesa per una intera categoria di medici (i primari) e – pertanto - impropriamente censurate, con buona pace per il diritto di opinione, per la libertà di pensiero e di attività sindacale.

Le altre contestazioni riguardano la polemica insorta tra il Presidente dell’Ordine di Bari ed i Sindacati medici a seguito della convocazione dell’assemblea ordinaria dell’Ordine dei Medici di Bari per il 24 aprile 2004, giorno dello sciopero generale del personale dirigente sanitario e della manifestazione nazionale per la difesa del SSN a cui avevano aderito anche le OOSS del personale convenzionato.

Su delega delle sigle sindacali FIMMG, Cumi, Anaao, Cimo, CGIL medici, Umsped, Fesmed, Snabi e Civemp, avevo inviato una nota al Presidente dell’Ordine invitandolo a spostare la data dell’assemblea ordinistica al fine di consentire ai medici di partecipare alla manifestazione nazionale e all’assemblea.

Nel corso della conferenza stampa del 22 Aprile i segretari regionali dei sindacati aderenti all’Intersindacale medica, invitarono il Presidente dell’Ordine, nonché segretario regionale del sindacato Sumai, a partecipare alla manifestazione nazionale a favore del diritto alla salute,  piuttosto che all’assemblea ordinaria che con l’approvazione del bilancio doveva “ratificare la decisione assunta dal Consiglio di attribuire per la prima volta in assoluto una indennità di carica di 2000 euro al Presidente, di 1200 euro al vice, prof. Lorenzo Bosco di 1000 euro al tesoriere dott. Vincenzo Contursi, di 1000 euro al segretario dottoressa Piera Fagella”.

Secondo l’Ordine dei Medici di Bari, invece, “il dott. Anelli ha pubblicizzato come corale, in quanto proveniente da tutte le categorie mediche, un dissenso nei confronti del Presidente dell’Ordine circa la data dell’assemblea che invece era soltanto suo. Il risultato è stato quello di far distortamente apparire l’Ordine di Bari e il suo Presidente come del tutto privi di consenso tra i medici che pur rappresentano istituzionalmente e come isolati in difesa di decisioni contestate da gran parte degli iscritti”. Questo, nonostante avessi depositato copia del verbale della riunione intersindacale del 15 aprile 2004 con cui i segretari regionali delle OOSS presenti mi avevano delegato a scrivere per nome e per conto loro al Presidente per invitarlo a spostare la data dell’assemblea. Tale richiesta era stata reiterata in occasione della conferenza stampa del 22 aprile dagli stessi segretari regionali delle varie OOSS anche attraverso il comunicato stampa “Per un pugno di dollari”.

Ciononostante, l’unico dei sindacalisti ad essere censurato in questa vicenda – ammesso che vi fosse materia di natura deontologica nella polemica tra il Presidente e le OOSS e quindi competenza dell’Ordine, è stato il sottoscritto che alle elezioni per il Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici di Bari tenutesi nell’Agosto 2002, avevo guidato una lista, formata dagli stessi sindacati riunitisi nell’Intersindacale medica, contrapposta a quella dall’attuale Presidente dell’Ordine. Come noto, avendo il mandato ordinistico una durata triennale, le cariche elettive dovranno essere rinnovate quest’anno e le elezioni sono state indette dal Presidente dell’Ordine per il 31 luglio, 1 e 2 Agosto.

La stessa Commissione ha anche chiesto di censurare il mio comportamento tenuto in questo procedimento amministrativo per aver utilizzato, per mia difesa, tutte le procedure previste dalla Legge!

Va fatto rilevare, così come ha fatto il Consiglio di Stato con un Decreto Cautelare ed una Ordinanza, che si sono verificate delle limitazioni al diritto alla difesa, costituzionalmente garantito a tutti i cittadini italiani. Infatti, in fase di audizione preliminare del procedimento il Presidente mi ha negato il diritto all’accesso preventivo agli atti e la possibilità di farmi assistere da un difensore di mia fiducia.

Si deve purtroppo rilevare che in questa occasione è stato reiterato un comportamento che negli anni passati il massimo organo giurisdizionale italiano, la Corte di Cassazione, aveva già condannato, annullando  una sanzione disciplinare comminata proprio dall’Ordine di Bari, per la violazione del diritto alla difesa del medico sottoposto a procedimento.

Secondo l’Ordine dei Medici di Bari, richiamando impropriamente l’art. 66, 5° comma del Codice Deontologico, esercitare il diritto alla difesa configurerebbe la “mancata collaborazione e disponibilità dell’incolpato” che “costituisce ulteriore elemento di valutazione a fini disciplinari”..

La stessa “mancata collaborazione e disponibilità dell’incolpato” mi è stata contestata dalla Commissione Disciplina dell’Ordine barese per aver partecipato ad una manifestazione sotto l’Ordine dei Medici di Bari in favore del diritto alla difesa, di parola e libertà sindacale.

Tali avvenimenti, che hanno scosso l’opinione pubblica pugliese, richiedono da parte di tutti, ed in particolare delle Istituzioni, una approfondita riflessione per ridare ai medici ed ai cittadini tutti fiducia e certezza nella democrazia, che si basa proprio sul rispetto delle libertà garantite dalla nostra Carta Costituzionale.

Bari, 25 giugno 2005

                                                                                  Filippo Anelli

 

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