Regione Puglia:  Nuove modalita' per il rilascio/rinnovo idoneità sanitaria

DELIBERAZIONE DIRIGENZIALE N. 199 del Registro delle Determinazioni  17 aprile 2001

Le prestazioni sanitarie connesse al rilascio del libretto, in quanto rispondenti ad un interesse personale del soggetto richiedente a dotarsi di un documento indispensabile per l’accesso al posto di lavoro, sono soggette al pagamento della quota di compartecipazione alla spesa ai sensi dell’art. 5 del D.M. 1.2.1991.

Gli accertamenti sanitari, necessari ai fini del rinnovo del libretto di idoneità sanitaria, rientrano nell’ambito delle prestazioni derivanti da obblighi di legge e disposti nel prevalente interesse delle collettività e come tali erogabili ai lavoratori interessati in regime di gratuità, ai sensi dell’art. 5 D.M. 1.2.1991.

 

ASSESSORATO ALLA SANITA’

OGGETTO: Legge 283/62 art.14 e DPR 327/80 Artt.37,38,39,40,41: modalità di rilascio/rinnovo del libretto di idoneità sanitaria.

1. La legge 283 del 30/04/62 "disciplina igienica della produzione e vendita delle sostanze alimentari e delle bevande".

La legge n.283 del 30/04/62 all’art. 14 comma 1 prevede che "il personale addetto alla preparazione, produzione, manipolazione e vendita di sostanze alimentari deve essere munito di apposito libretto di idoneità sanitaria rilasciato dall’Ufficiale Sanitario". Detto personale, prosegue l’art. 14, è tenuto "a sottoporsi a periodiche visite mediche di controllo ed a eventuali speciali misure profilattiche nei modi e nei termini stabiliti".

2. Il DPR 327 del 26/03/80 "regolamento di esecuzione della legge 30.4.1962 n.283"

Il DPR n.327 del 26/03/80 nel disciplinare l’istituto del libretto di idoneità sanitaria, in particolare, ha:

- ribadito il rilascio dello stesso "previa visita medica ed accertamenti idonei a stabilire che il richiedente non sia affetto da una malattia infettiva o contagiosa o da malattia comunque trasmissibile ad altri, o sia portatore di agenti patogeni" (art.37 comma 1);

- stabilito la validità annuale del libretto (art.37 comma 2),

- previsto la facoltà dell’autorità sanitaria competente a disporre in ogni momento accertamenti sullo stato sanitario del personale ed adottare i provvedimenti necessari (art.37 comma 3);

- obbligato il personale a sottoporsi alla vaccinazione antitifico paratifico nonchè ad ogni altro trattamento di profilassi che sia ritenuto necessario per l’autorità sanitaria competente (art.38);

3. La legge 27 dicembre 1997 n.449 art.10, la legge 14 ottobre 1999 n.362 art. 32 comma 10 e l’art. 93 della legge 23/12/2000 n.388 (legge finanziaria 2001).

In merito alla vaccinazione antitifo paratifica si rammenta che l’art. 10 legge 27 dicembre 1977 n.449 ha provveduto ad aggiungere alla fine del 1^ comma dell’art. 14 della legge 30/4/1962 n. 283 le parole "ad esclusione della vaccinazione antitifico paratifica e di altri trattamenti vaccinali". Il legislatore del 1999, con legge n.362, è ritornato sull’argomento sopprimendo, sempre all’art. 14 comma I° della legge 283/62 come modificato dalla citata legge 449/97, le parole "e di altri trattamenti vaccinali"; lo stesso dicasi per l’art. 38 comma I^ del DPR 327/80.

In pratica è stata mantenuta ferma l’esclusione della sola vaccinazione antitifo paratifica per cui il I^ comma del citato art. 14, nella parte che qui interessa ed a seguito delle sopra riportate modifiche, va così letto: ".....Esso è tenuto ha sottoporsi a periodiche visite mediche e eventuali speciali misure profilattiche ad esclusione della vaccinazione antitifico paratifico"; lo stesso dicasi per l’art. 38 del DPR 327/80.

Il principio dell’esclusione della vaccinazione antitifico paratifica risulta però temperato dalla possibilità concessa alle regioni, introdotta dalla legge finanziaria 2001 art. 93 comma 3 (legge 23/12/2000 n°388, pubblicata sulla G.U. n°302 del 29/12/2000 suppl. ord. N°219), di disporre, nei casi di riconosciuta necessità e sulla base della situazione epidemiologica locale, la vaccinazione antitifica paratifica in speciali categorie professionali.

4. Attuale procedura per il rilascio e rinnovo del libretto di idoneità sanitaria

In applicazione delle sopra richiamate disposizioni, i competenti servizi delle AA.SS.LL., oltre alla visita medica ed a completamento della stessa (comma 2 art.39 DPR 327/80), richiedono, in genere, i seguenti accertamenti sanitari:

- tampone oro-faringeo;

- esame sangue per la ricerca della LUE e AIDS;

- esami radiografici e test cutanei (tine-test) per la TBC e altri infezioni polmonari (eccetto per i soggetti a rischio nella direttiva regionale per la TBC deliberazione n.614 del 16/05/2000);

- esame delle feci per la ricerca dei batteri patogeni e parassiti.

Detti esami vengono richiesti, in rapporto alle categorie di attività, annualmente in sede di rilascio-rinnovo del libretto di idoneità.

5. Limiti degli accertamenti sanitari

 

Fermo restando l’importanza che riveste la visita medica, corredata da accurata anamnesi ed attento esame obbiettivo, detti gli accertamenti sanitari di cui sopraesami, specie qualora richiesti routinariamente ed indistintamente, risultano validi relativamente al momento in cui sono eseguiti e quindi inefficaci nell’azione di prevenzione della diffusione delle malattie infettive oltre che onerosi in termini di tempo-denaro e inadeguati e inappropriati in termini di costi- benefici. Del resto anche l’O.M.S. nel rapporto 785/89, a sostegno di tale orientamento, ha precisato che il verificarsi delle patologie di origine alimentare è, nella maggior parte dei casi, correlato a comportamenti non corretti da parte di chi manipola alimenti spesso per una insufficiente conoscenza dei principi di buona prassi igienica (G.ood Manufacturing .Practice.).

La formazione degli addetti al settore alimentare assume quindi il carattere di fondamentale arma strategica nella prevenzione delle patologie di origine alimentare.

Alla formazione, educazione e addestramento continuo si aggiunge poi l’applicazione del sistema di analisi dei rischi e dei punti critici di controllo introdotti dal D.L.vo 155/97 del 26/05/1997 "attuazione delle Dir. 93/43 CEE e 96/3 CE concernente l’igiene dei prodotti alimentari", e la sorveglianza accentuata da parte dei Dipartimenti di Prevenzione nel corso di indagine su epidemia a ciclo orale-fecale di origine alimentare.

6. La vaccinazioni antitifo – paratifo

La febbre tifoide è endemica nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo mentre nei paesi sviluppati, nella gran parte, colpisce i non indigeni ed i viaggiatori internazionali. In Italia si assiste a due realtà epidemiologiche diverse: nel nord e centro si è riscontrato una progressiva riduzione del tasso di incidenza cumulativo, non così nel sud e specificatamente nella Puglia, Campania e Sicilia. Per quanto riguarda la Puglia il quadro epidemiologico riferito alla febbre tifoide è il seguente:

- Anno 1996 casi n° 278

- Anno 1997 casi n° 209

- Anno 1998 casi n° 183

- Anno 1999 casi n° 270

- Anno 2000 casi n° 147

L’andamento epidemiologico della febbre tifoide nella nostra regione, come per l’epatite "A", mostra ricorrenti picchi con conseguente superamento, per alcuni anni, del tasso d’incidenza annuo di 5/100.000 abitanti. Tale tasso, indicato dall’OMS e dal Consiglio Superiore di Sanità, quale tasso cumulativo, riferito all’intero territorio nazionale, il cui superamento giustifica l’adozione della profilassi vaccinale, viene adottato quale limite di "riconosciuta necessità" previsto dal co.3 art. 93 della L.388/2000. L’ambito locale di intervento è da ritenersi coincidente col territorio ASL, ovvero con ambiti meno estesi (distretto, comune), qualovera i dati epidemiologici possano essere aggregati per distretto o comune.

Anno 2000 - fino a novembre casi n° 157

Le considerazioni sopra svolte si traducono nelle seguenti indicazioni operative alle AA.SS.LL. nel rilascio/rinnovo dei libretti di idoneità sanitaria:

- Normativa di riferimento.

Resta ferma la pratica del rilascio/rinnovo annuale del libretto di idoneità sanitaria così come previsto dall’art. 14 L. 283/62, con le modalità di cui all’artt. 37 e 41 Reg.to DPR 327/80 e successive modifiche e integrazioni;

- Visita medica.

lLa visita medica all’atto del rilascio/rinnovo, (pur conservando valore puntuale solo relativamente al momento in cui è eseguita), deve essere corredata da una accurata anamnesi ed esame obiettivo operata dal medico specialista in Igiene e Medicina Preventiva (Medico Igienista del SIAN) del SIAN e deve tendere alla ricerca di sospetto di malattie infettive o parassitarie trasmissibili con gli alimenti; in caso di sospetto possono essere richieste,. P otendosi richiedere, dda parte del Medico Igienista che effettua la visita, e solo in tal caso, specifici e mirati accertamenti di laboratorio e/o strumentali. (Si fornisce modello allegato di "scheda-dichiarazione").

- Questionari.

Alla visita medica deve seguire la somministrazione di idoneo questionario, predisposto dal Dipartimento di Prevenzione – Servizio S.I.A.N. - per le rispettive categorie interessate e adattato dal Medico Igienista per verificare le specifiche conoscenze possedute dall’alimentarista in materia di igiene degli alimenti e bevande con successivo breve colloquio, tra il Medico Igienista e l’alimentarista, sulle eventuali lacune riscontrate nel settore specifico e per correggere gli eventuali errori e fornire chiarimenti. (Del.ra G.R. 16.5.2000 n. 613 pag. 3646).

- Formazione e aggiornamento.

a seguito del punto 3, La verifica dei questionari permetteràdovranno essere predisposti d ai Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.LL. la formulazione di programmi di formazione ed aggiornamento, da realizzarsi mediante pubblicazione di materiale informativo (da allegare al libretto) e di seminari rivolti al personale alimentarista, diretti in particolar modo agli addetti che manipolano alimenti a rischio (categoria A) e che hanno dimostrato, nella verifica del questionario, gradi di conoscenza insufficienti. In tale direzione andranno stimolati a collaborare le CC.I.AA. e le associazioni di categoria e le scuole professionali di settore per attivare congiuntamente i programmi e relativi corsi di formazione e aggiornamento. Interventi Informativi connessi a quelli educativo sanitari, Detti corsi saranno realizzati con l’apporto di personale medico ed ispettivo del SIAN (Dipartimento di Prevenzione), eventualmente affiancato da figure professionali (specialisti in igiene) di comprovata esperienza e capacità.

- Vaccinazione Antitifo-Paratifica.

Come già richiamato l’obbligatorietà della vaccinazione Antitifica Paratifica è stata esclusa per legge. Consideratao il peculiare quadro epidemiologico regionale delle patologie a trasmissione fecale-orale e, in particolare della febbre tifoide, si ritiene opportuno richiamare l’attenzione degli operatori sanitari addetti sui casi di possibile utilizzo della vaccinazione anti-tifo-paratifica tali aspetti.

Pertanto in caso di superamento –nell’ambito territoriale di intervento – del tasso d’incidenza su base annuale di 5/100.000 (n° di casi per n° di abitanti) o di 8/100.000 (n° di casi per n° di abitanti) su base semestrale, la A.S.L. valuterà la necessità di proporre la immuno profilassi antitifica agli alimentaristi. L’ambito territoriale di intervento è da ritenersi elettivamente il comune, ove per esso siano disponibili dati epidemiologici aggregati; laddove i dati epidemiologici disponibili siano aggregati per distretto o per ASL, l’ambito territoriale è da intendersi, rispettivamente, il distretto o la ASL. di cui alla categoria A più innanzi citata con possibilità di estendere ad altre categorie qualora, sulla base di dati epidemiologici se ne ravvisi la necessità.

- All’uopo si propone uno schema operativo di: immunoprofilassi antitifo-paratifica

Negli ambiti territoriali, quali Province, Comuni, e Aziende U.SS.LL. comprendenti almeno 150.000 – 200.000 abitanti, nei quali durante l’anno precedente si siano superatoi il tassoI d’incidenza cumulativi, precedentemente indicati,o, su base annuale, per febbre tifoide di 5 su 100.000, si procederà alla immunoprofilassi antitifica agli alimentaristi (di cui alla categoria A), potendola estendere anche ad altre categorie qualora, sulla base dei dati epidemiologici, se ne ravvisi la necessità.

L’immunoprofilassi si impone anche in ambiti territoriali più ristretti quando il tasso d’incidenza per febbre tifoide registri un aumento significativo rispetto a quello dell’anno precedente.

L’obbligo perdura per un anno successivo al periodo nel quale il tasso d’incidenza è ridisceso sotto i limiti indicati.

Il Dipartimento di Prevenzione che registra, tra l’altro, anche i dati epidemiologici dell’incidenza del tifo (elaborati e trasmessi all’Osservatorio Epidemiologico Regionale – OER - Università di Bari Istituto di Igiene) in caso di superamento dei tassi sopra indicati, informa le Autorità competenti e i propri uffici preposti al rilascio o rinnovo del Libretto di Idoneità Sanitaria e provvede direttamente alla vaccinazione previa comunicazione all’Assessorato alla Sanità Regione Puglia cui compete il coordinamento degli interventi, con il supporto tecnico dell’Osservatorio Epidemiologico Regionale. in ambito territoriale.

Il personale alimentarista deve essere vaccinato vaccinato, preferibilmente, con vaccino di tipo parenterale di ultima generazione, semprechè non sussistano motivate controindicazioni di carattere sanitario.

o In tali casi la sorveglianza sanitaria viene effettuata mediante più frequenti controlli.

- Classificazione del personale alimentarista per categoria di rischio.

Al primo rilascio, e conseguentemente ai successivi rinnovi, del libretto di idoneità sanitaria è opportuno quindi prevedere una accurata visita da aparte del Medico Igienista, con raccolta anamnesi ed esame obiettivo da cui può scaturire l’esecuzione mirata di un pannello ridotto di accertamenti (sui cui oneri lo scrivente assessorato si è già occupato con specifico provvedimento) e solo per quelli addetti il cui lavoro implica il contatto diretto con alimenti non protetti da alcun involucro pronti per essere consumati crudi o senza successiva cottura o altre forme di trattamento.

Tenendo, pertanto, conto della natura del loro lavoro e del tipo di attività specifica e, quindi, della effettiva "potenzialità infettiva" si potrebbe meglio orientare la richiesta degli esami da far eseguire nella fase di primo rilascio del libretto di idoneità sanitaria.

Sulla base di questa potenzialità infettiva viene presa in considerazione una ripartizione in Categorie, ciascuna delle quali con obblighi e adempimenti differenti.

In tal modo si può ottenere una sensibile riduzione della spesa sostenuta ed al contempo un utilizzo più razionale delle risorse economiche.

Nella CATEGORIA A rientrano coloro che per il tipo di manipolazione e per la natura del prodotto alimentare possono rappresentare "rischio":

A1 Cuochi e personale di cucina (ristoranti, mense, ecc.);

A2 Gelatieri;

A3 Pasticcieri;

A4 Addetti rosticcerie, pastifici, bar con tavola calda o fredda;

A5 Lavoratori presso stabilimenti di prodotti d’uovo, gastronomici, dolciari, caseifici. ecc. ;

A6 Addetti lavorazione carni (macelli, salumifici, macellerie con annesso laboratorio) e pesce;

A7 Addetti lavorazione pane e prodotti da forno;

A8 Allievi e personale scuola alberghiera;

Il personale di questa categoria, oltre alla visita medica è tenuto alla esecuzione di un pannello, seppure ridotto, di esami di laboratorio, da orientare in rapporto a "situazioni particolari" desunte dall’anamnesi e dall’esame obiettivo.

Tra queste è senza dubbio da tenere in considerazione l’utilizzo del criterio epidemiologico, per talune patologie, legato a realtà territoriali.

Nella CATEGORIA B rientrano coloro che distribuiscono vitto o che manipolano prodotti alimentari, anche sfusi, a rischio non elevato o trascurabile:

B1 Addetti alla somministrazione nelle mense, camerieri;

 

B2 Addetti vendita supermercati, rivendite di formaggi, salumi, carni e pesci;

B3 Addetti vendita di frutta, verdura, scatolame;

B4 Addetti ai depositi all’ingrosso di prodotti alimentari;

B5 Coloro che maneggiano imballaggi contenenti le singole unità di vendita confezionate, per i quali non sussiste la possibilità di contatto diretto con gli alimenti ( trasportatori, magazzinieri, tabaccai, ecc.);

B6 Personale con qualifica di cassiere (in quanto non viene a contatto diretto con gli alimenti);

B7 Farmacisti e personale di farmacia (eccetto i preparatori di prodotti galenici).

 

Il personale di questa categoria in occasione del rilascio/rinnovo del libretto di idoneità sanitaria è tenuto alla sola visita medica, senza esecuzione di esami di laboratorio, a meno che nel corso di questa non dovessero emergere la necessità o l’opportunità di far eseguire all’alimentarista ulteriori accertamenti diagnostici di laboratorio e strumentali.

- Diritti sanitari.

Resta ferma la distinzione tra il momento del rilascio del libretto di idoneità sanitaria e quello di rinnovo annuale dello stesso.

Le prestazioni sanitarie connesse al rilascio del libretto, in quanto rispondenti ad un interesse personale del soggetto richiedente a dotarsi di un documento indispensabile per l’accesso al posto di lavoro, sono soggette al pagamento della quota di compartecipazione alla spesa ai sensi dell’art. 5 del D.M. 1.2.1991.

Gli accertamenti sanitari, necessari ai fini del rinnovo del libretto di idoneità sanitaria, rientrano nell’ambito delle prestazioni derivanti da obblighi di legge e disposti nel prevalente interesse delle collettività e come tali erogabili ai lavoratori interessati in regime di gratuità, ai sensi dell’art. 5 D.M. 1.2.1991.

N. 199 del Registro delle Determinazioni

Data: 17 aprile 2001

 

Legge 283/1962 art. 14 e D.P.R. n. 327/80 artt. 37,38,39,40,41: modalità di rilascio/rinnovo del libretto di idoneità sanitaria.

IL DIRIGENTE DI SETTORE

Visto il D.Lgs. 3 febbraio 1993, n.29;

Visto il D.Lgs. 31 marzo 1998, n.80;

Vista la Legge Regionale 24 marzo 1974, n.18;

Vista la Legge Regionale 4 febbraio 1997, n.7;

Vista la Deliberazione di Giunta Regionale 28 luglio1998, n.3261 e successive integrazioni;

In Bari presso la sede del Settore Sanità, sulla base dell’istruttoria espletata dall’Ufficio 4, riceve dal Dirigente dello stesso la seguente relazione:

Il rilascio/rinnovo del libretto di idoneità sanitaria è previsto dall’art. 14 della L. n. 283 del 30/4/62 e dall’art. 37 e segg. del DPR n. 327/80.

La normativa prevede per detto rilascio, la facoltà dell’autorità sanitaria competente a sottoporre l’interessato ad accertamenti sanitari nonchè a profilassi vaccinale.

Nel corso degli ultimi anni è stata verificata, come riportato anche dall’OMS, l’inefficacia nell’azione di prevenzione degli accertamenti richiesti routinariamente ed indistintamente.

Per quanto riguarda le vaccinazioni, la L. n. 388/2000 ha escluso la vaccinazione anti-tifo-paratifo , demandando però alla regione la possibilità di disporre, nei casi di riconosciuta necessità e sulla base della situazione epidemiologica locale, la vaccinazione anti-tifica paratifica in speciali categorie professionali.

Alla luce di quanto sopra è stata predisposta direttiva alle AASSLL secondo il testo allegato al presente provvedimento, di cui forma parte integrante e sostanziale.

La direttiva proposta ha cura ferma restando l’importanza della visita medica corredata da accurata anamnesi ed attento esame obiettivo, di valorizzare il momento formativo ed informativo delle categorie interessate; il ruolo degli accertamenti sanitari, in tale contesto,non deve assumere il carattere della routinarietà, risultando validi solo al momento in cui sono eseguiti e quindi inefficaci nell’azione di prevenzione delle malattie infettive, oltre che onerosi in termini di tempo-danaro ed inadeguati ed inappropriati in termini di costi-benefici.

Per quanto riguarda la vaccinazione anti-tifo- paratifo, la direttiva, attesa la peculiarità del quadro epidemiologico regionale riferito alle malattie a trasmissione fecale-orale, ha cura di porre criteri su base epidemiologica per gli interventi di profilassi vaccinale.

Sezione Contabile:

ADEMPIMENTI DI CUI ALLE LL.RR. 17/77 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI E 17/99.

 

Il presente provvedimento non comporta alcun mutamento qualitativo e quantitativo di entrata o di spesa nè a carico del bilancio regionale nè a carico degli enti per cui debiti i creditori potrebbero rivalersi sulla Regione e che è escluso ogni ulteriore onere aggiuntivo rispetto a quelli gia autorizzati, a valere sullo stanziamento previsto del bilancio regionale.

Il Dirigente Responsabile Ufficio 4

(Dott. Antonio Rosato)

IL DIRIGENTE RESPONSABILE DEL SETTORE SANITA’

- sulla base delle risultanze istruttorie come innanzi illustrate, letta la proposta formulata dal Dirigente dell’Ufficio interessato;

- vista la sottoscrizione posta in calce al presente provvedimento dal Dirigente dell’Ufficio;

- richiamato, in particolare il disposto dell’art.6 della L.R. 4 febbraio 1997, n.7 in materia di modalità di esercizio della funzione dirigenziale;

D E T E R M I N A

- di approvare direttiva alle AA.SS.LL. sul rilascio-rinnovo del libretto di idoneità sanitaria secondo il teso allegato al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale dello stesso ed avente ad oggetto :"Legge 283/62 art. 14 e DPR 327/80 artt. 37,38,39,40,41 modalità di rilascio-rinnovo del libretto di idoneità sanitaria";

- di incaricare il competente Ufficio Assessorile della trasmissione della citata direttiva alle AA.SS.LL. ed altri Enti interessati;

- di dare atto che il presente provvedimento non è soggetto a controllo ai sensi della L.127/97 ed è immediatamente esecutivo.

IL DIRIGENTE RESPONSABILE DI SETTORE

(Dott. Carlo Di CILLO)

 

 

 
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