Respinta l'istanza della Fimmg: la Regione non è la datrice di lavoro dei medici di famiglia

Lettera del Segretario Regionale agli iscritti

Cari Colleghi,

come è noto la FIMMG Puglia si è rivolta al Giudice del Lavoro perché fosse censurata l’inerzia della Pubblica Amministrazione – la Regione Puglia – a tener fede all’impegno, assunto al momento della firma del nuovo ACN, di sottoscrivere entro 3 mesi dalla data del 23/03/2005 il nuovo Accordo regionale.

La Regione Puglia , invece di rispondere alle contestazioni sollevate dalla Fimmg, ha fermamente sostenuto davanti al Giudice del Lavoro di non essere “la datrice di lavoro dei Medici di Medicina Generale” e come tale di non poter essere oggetto di alcuna azione sindacale, atteso che per lo Statuto dei Lavoratori tale azione può essere mossa solo nei confronti del datore di lavoro.

Il Giudice ha preso atto di questa dichiarazione ed ha accettato l’obiezione avanzata dalla Regione, stabilendo che il datore di lavoro dei MMG non è la Regione , bensì la AUSL.   (vedi verbale della sentenza)

Una interpretazione, questa, che cozza con la realtà che vede, invece, le regioni come datori di lavoro -  “proprietari del sistema” del Servizio sanitario regionale in quanto diretti responsabili del servizio e destinatari e assegnatari delle risorse – il Fondo sanitario nazionale - che lo Stato raccoglie attraverso la fiscalità generale e che le regioni, a loro volta, assegnano alle ASL per la gestione corrente.

Sono infatti le regioni che contrattano, in quanto datori di lavoro - proprietari del SSR, con le Organizzazioni sindacali del personale dipendente e dei convenzionati i contratti di lavoro, definendo le competenze della contrattazione regionale e delegando alle ASL l’attuazione dei progetti.

Sul piano pratico la decisione del Giudice del Lavoro di Bari espone i MMG ad una carenza di tutela in quanto priva i mmg del potere di rivolgersi al Giudice del Lavoro per tutti quegli atti regionali che possono ledere il diritto dell’esercizio sindacale, ivi compresa l’inerzia della pubblica amministrazione a sottoscrivere gli accordi regionali.

Una condizione questa che dovrà essere oggetto di un’attenta valutazione della segreteria nazionale a cui la FIMMG Puglia ha già sottoposto il problema per quanto di sua competenza.

Contro questa decisione del Giudice del Lavoro di Bari la Fimmg Puglia presenterà ricorso.

La FIMMG Puglia ha inviato alle OOSS e alla parte pubblica, pubblicandola sul suo sito web, una bozza di Accordo regionale che, lungi dall’essere una bozza definitiva, costituisce una sorta di canovaccio su cui avviare la contrattazione regionale in collaborazione con le altre OO.SS. e con la stessa Regione Puglia. Contestualmente è stato aperto un forum di discussione per consentire a tutti i MMG pugliesi di partecipare a questo straordinario momento di elaborazione dello strumento contrattuale attraverso proposte, suggerimenti ed innovazioni, favorendo un dibattito all’interno della categoria.

Successivamente, l’Assessore ha convocato il Comitato Permanente Regionale per la Medicina Generale per il giorno 22 novembre con all’ordine del giorno la trattativa regionale. Contestualmente, la Regione Puglia ha inviato una propria bozza di accordo regionale nel settore delle cure primarie che, sebbene ad una prima valutazione appare difficilmente condivisibile nei termini e nei contenuti presentanti, rappresenta la prima vera risposta alle contestazioni mosse dalla Fimmg di inerzia rispetto all’obbligo di addivenire – secondo l’impegno assunto al momento della firma dell’ACN - all’accordo regionale.

Ora inizia il compito più difficile: ricostruire un rapporto di fiducia tra i mmg pugliesi e la Regione Puglia , minato dagli eventi e dalle decisioni che la Regione ha assunto in questo difficile contenzioso.

Ancora una volta è stato necessario mettere in campo tutti gli strumenti che la Legge consente alle Organizzazioni Sinodali per indurre la parte pubblica a presentarsi al tavolo della trattativa con una proposta organicamente accettabile.

Tutto ciò non basta!

Se la Regione Puglia non riconoscerà ai medici di medicina generale pugliesi il merito di aver contribuito in maniera determinante, insieme con le altre figure professionali, a garantire questo sistema sanitario regionale facendosi carico, in assenza di una programmazione e di una organizzazione adeguata, del carico assistenziale in primo luogo dei malati cronici, dei disabili e dei non autosufficienti,  così come delle problematiche relative alla prevenzione e alla continuità assistenziale, difficilmente potrà avviarsi quel processo virtuoso che potrebbe portare ad individuare i nuovi servizi assistenziali tanto promessi nella nuova sanità pugliese.

Il governo clinico, gli obiettivi di salute e l’appropriatezza sono le tematiche su cui si impernierà il dibattito nel corso della trattativa regionale. Queste tematiche che vedono protagonisti in maniera indiscussa i medici presuppongono però da parte della Regione Puglia un giudizio positivo nei confronti della classe medica regionale anche quando si tratta di appropriatezza nella prescrizione farmaceutica o diagnostica.

Mettere al centro il cittadino nel complesso sistema sanitario regionale significa garantire ai pugliesi la tutela del loro stato di salute attraverso percorsi diagnostici e terapeutici o progetti di prevenzione basati sull’appropriatezza, ossia sulla base delle migliori conoscenze scientifiche. Questo significa rilanciare la professione medica, coinvolgendola nella sfida di garantire un sistema con un appropriato livello assistenziale senza che sia compromessa la sua sostenibilità economica.

 

Filippo Anelli

 

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Fimmg Puglia:  in rete dal 25/02/2008