Polemica sulle liste d'attesa: lettera a quotidiano "La Repubblica"

Liste d'attesa e malasanità: stiamo lavorando per voi (Repubblica Bari del 18.8.2006)

Preg.mo direttore,

il gruppo di lavoro sulle liste di attesa rappresenta realmente una singolare novità nel settore della sanità atteso che tutto il resto è rimasto immutato e immutabile, nonostante siano trascorsi 16 mesi dall’insediamento della nuova Giunta. La nuova sanità, fortemente voluta dal Consiglio Regionale che ha approvato recentemente la Legge di riforma del SSR e basata sul potenziamento dei servizi territoriali e sul conseguente miglioramento dell’assistenza ospedaliera, è ancora un progetto nebuloso che trova un forte ostacolo proprio nella cultura ospedalocentrica e ragionieristica di ampi settori della tecnostruttura, che – come ai tempi del Governo Fitto – continua a  condizionare – nonostante i buoni propositi espressi dal programma di Governo - le decisioni della Giunta Vendola. Infatti, i medici di medicina generale, che dovrebbero essere gli attori di questa rivoluzione, sembrano non credere più alle tante promesse elettorali a tal punto che la Fimmg ha dichiarato lo stato di agitazione.

Come conseguenza di tale decisione la Fimmg ha risposto all’invito del prof. Carella a partecipare ad un incontro bilaterale con il gruppo regionale sulle liste di attesa con la proposta di tenere tale confronto in seno al Comitato Permanente regionale per la Medicina Generale – organo istituzionale di confronto tra le Organizzazioni Sindacali e l’Assessore alle Politiche della Salute. Dunque, non abbiamo disertato alcun incontro, anzi la Fimmg ha rilanciato il dibattito sulle liste di attesa in seno al massimo organo istituzionale di confronto tra la Politica e le OOSS:

La motivazione di tale proposta Fimmg è legata alla sensazione che non vi sia una reale volontà di avviare le nuove politiche territoriali basate sui nuovi servizi ai cittadini, come ad esempio l’assistenza domiciliare con i sevizi infermieristici e specialistici, che garantiscano qualità e appropriatezza alle prestazioni. Infatti, il primo vero incontro di trattativa regionale su tali tematiche tenutosi il 26 luglio si è concluso miseramente con un nulla di fatto.

In realtà, le soluzioni alle liste di attesa, qualunque esse siano, devono essere discusse e approvate – per quello che attiene i medici di famiglia- in seno al comitato permanente regionale per la medicina generale ed inserite nell’accordo integrativo regionale.

Pensiamo, dunque, che sia giunto il momento di uscire dall’equivoco: non è possibile che da un lato vi sia un un gruppo tecnico regionale sulle liste di attesa con cui condividiamo le strategie di fondo per dare qualità alle prestazioni attraverso l’appropriatezza e i percorsi diagnostico-terapeutici e dall’altra parte una tecnostruttura che tiene ferma la trattativa regionale sull’accordo integrativo, che dovrebbe recepire tali soluzioni.

Così come riteniamo davvero singolare attribuire ai medici pugliesi la responsabilità delle lunghe liste di attesa, mentre si tace sulla responsabilità reale di questa situazione che deve essere ricercata tra coloro che hanno responsabilità nell’organizzazione e nella programmazione regionale.

Infatti, lo stesso gruppo di lavoro regionale ritiene “che i tempi di attesa sono un problema di estrema complessità, al cui determinismo concordano fattori molteplici che vanno affrontati separatamente con gli attori di volta in volta coinvolti. Siamo del parere che l’origine multifattoriale  coinvolga trasversalmente tutti i processi aziendali: programmazione strategica delle aziende, organizzazione dei singoli reparti, gestione del personale e delle risorse strumentali, formazione, investimenti in tecnologia, continuità tra livelli assistenziali, appropriatezza clinica ed organizzativa, rapporti con i cittadini”.

I medici pugliesi continuano a svolgere con grande professionalità il proprio lavoro. I livelli di salute della nostra regione sono alquanto elevati e collocano la Puglia tra le prime regioni in Italia sotto questo profilo. Il tema dell’appropriatezza è una grande risorsa che consente ai singoli medici di confrontare la propria attività professionale con standard condivisi al fine di migliorare le proprie prestazioni. Pensare di affrontare il problema dell’appropriatezza solo attraverso la semplice emanazione di linee guida regionali è sintomo di grande superficialità. Infatti, le linee guida – secondo il programma ministeriale – “operano a livello "micro", quello della pratica clinica propriamente detta, delle decisioni prese nell’assistenza a specifiche categorie di pazienti” e presuppongono la condivisione dei singoli professionisti nelle singole realtà territoriali.

Filippo Anelli

 

Home

Utenti on line:

Fimmg Puglia:  in rete dal 11/09/2006