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Lettera aperta
all’Assessore Fiore sul caso della badante ucraina
deceduta a Torre a Mare.
Caro Assessore,
in merito alla triste
vicenda della badante ucraina morta dissanguamento in un
appartamento di Torre a Mare, vorrei esprimerle la
totale condivisione rispetto alle considerazioni che
Lei ha ieri diffuso su questa triste vicenda.
Ancora una volta la morte
di una persona extracomunitaria presente in Italia in
maniera clandestina non può passare come un normale
fatto di cronaca, ma scuote le nostre coscienze
soprattutto dei medici, in quanto il decesso era
certamente evitabile. Purtroppo, dobbiamo constatare che
le persone più povere, quelle senza tutela dei diritti
civili, pagano con un prezzo altissimo la loro
condizione di disagio ed emarginazione.
Di fronte a tali eventi non
dobbiamo tacere in quanto ogni persona umana deve godere
di quei diritti propri di ogni persona, riconosciuti
dalla Costituzione Italiana e dal diritto
internazionale, tra cui anche quello alla tutela della
salute.
Posso assicurarla che
l’intera classe medica di questa regione è pronta e
disponibile a continuare l’opera di assistenza nei
confronti degli extracomunitari, anche non in regola con
le disposizioni di legge sul soggiorno in Italia. In
particolare, i medici di famiglia Le riconfermano la
piena fiducia ed il sostegno in questa azione di difesa
dei diritti della persona umana e le assicurano che
continueranno ad assistere gli extracomunitari non
denunciando alcuno, in ossequio ai principi sanciti dal
codice deontologico.
Bari, 11 giugno 2009
Vice Presidente Ordine dei
Medici di Bari
Dott. Filippo Anelli
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