Presidente Fitto non firmi la Legge di variazione del bilancio.

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Comunicato Stampa Fimmg Puglia

E’ l’appello che la FIMMG Puglia rivolge al Presidente Fitto all’indomani dell’approvazione, da parte del Consiglio Regionale, della Legge che finanzia la sanità in Puglia.

"E’ l’ennesimo atto che il Governo regionale adotta contro i Medici di Famiglia della nostra regione. Una norma iniqua che aggrava notevolmente il lavoro burocratico del Medico di Famiglia e viola i diritti dei cittadini pugliesi", afferma il dott. Filippo Anelli, segretario regionale della FIMMG.

E’ l’articolo 11 che contiene la norma incriminata secondo la quale il Medico di Famiglia deve annotare sulla cartella clinica del paziente tutte le prescrizioni al fine di monitorare la spesa e consentire così alla Regione Puglia di conoscere la storia sanitaria ed i relativi costi per ogni paziente. Una norma illegittima in quanto si pone in netto contrasto col DPR 270/00 che regola i rapporti tra Medici di Famiglia e Servizio Sanitario Nazionale.

"I Medici di Famiglia, non sono i ragionieri della regione Puglia. Vogliamo continuare ad essere medici e curare i nostri utenti. La scheda sanitaria è uno strumento professionale nelle mani del medico e non un registro contabile", continua il dott. Anelli.

Oltre al notevole lavoro burocratico, che in ogni caso non può essere imposto ai Medici di Famiglia in quanto libero-professionisti che rispondono dei propri atti esclusivamente in base a quanto stabilito dalle norme previste dalla Convenzionali Nazionale(DPR 270/00) i cittadini rischiano di essere beffati in quanto in questo modo verrebbe violata la loro privacy.

Il controllo sulle prescrizioni è gia effettuato dalla Regione Puglia e dalle AA.SS.LL., secondo le norme di legge e con gli strumenti informatici di cui sono dotati. La Regione Puglia impegna già rilevanti risorse per monitorare la spesa. Non è comprensibile, dunque, perché adotti provvedimenti che violino la privacy del cittadino, richiedendo informazioni dettagliate sulle patologie e sulle terapie del singolo utente. Tali informazioni, infatti, sono del tutto irrilevanti nell’ottica del monitoraggio della spesa. Le AA.SS.LL. sono gia in possesso di tutti i dati, esercitando un controllo dettagliato sui fornitori delle prestazioni (farmacisti, laboratori di analisi, gabinetti radiologici ecc.).

I Medici di Famiglia sono disponibili al confronto e chiedono al Presidente Fitto di essere ricevuti per illustrare il forte disagio della categoria. Soprattutto, all’indomani dell’adozione da parte degli amministratori regionali di numerosi decisioni che sembrano, agli occhi dei Medici di Famiglia, veri atti vessatori nei confronti di una intera categoria e dei diritti dei cittadini.

Giova ricordare che nella Delibera 1392/01 il diritto alla salute, sancito dall’art. 32 della Costituzione è subordinato all’art.81, cioè alle esigenze economico-contabili della pubblica amministrazione, in evidente violazione delle norme della stessa Costituzione. In secondo luogo nella stessa delibera è gli atti successivi si continua artatamente a far confusione sulla qualificazione del rapporto che lega il Medico di Famiglia al Servizio Sanitario Nazionale: lo si definisce soggetto accreditato invece che convenzionato, applicando norme che nulla hanno a che vedere con il lavoro di questo professionista. Il Medico di Famiglia, cioè, risponde prioritariamente alle esigenze sanitarie dei cittadini pur tenendo conto delle limitazioni finanziarie dell’Azienda sanitaria. Sostenere che il Medico di Famiglia è paragonato ad un impiegato pubblico dipendente, aggrava ulteriormente lo stato di confusione in cui versa la pubblica amministrazione.

Il 15 dicembre 2001, per informare gli iscritti ed adottare gli opportuni provvedimenti, è stata convocata a Bari l’Assemblea regionale della FIMMG.

Bari, 30/11/01

 

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