AMMALATI E DISCRIMINATI! L’ASSISTENZA DOMICILIARE A BARI: UN’UTOPIA.

COMUNICATO STAMPA del 9.9.2001

"La vicenda di mamma Eugenia riportata in cronaca di Bari dalla Gazzetta del Mezzogiorno, afferma il dott. Filippo Anelli – segretario provinciale della FIMMG, mostra con realismo lo sconforto e la rabbia degli ammalati terminali in Puglia e pone in maniera drammatica il problema delle cure domiciliari".

Da anni la FIMMG e gli altri sindacati sono impegnati in un serrato confronto con le locali autorità sanitarie al fine di attivare l’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata), che rappresenta una vera e propria conquista di civiltà.

"Perché un cittadino in fase terminale, si chiede il dott. Anelli, a Bari non può essere curato a casa, a differenza di quanto accade a Torino, Milano o Bologna?"

Un Servizio Sanitario che crea tali discriminazioni rischia di minare alle fondamenta lo stesso diritto di cittadinanza di cui tutti gli italiani dovrebbero godere.

La devolution, di cui tanto si parla in questi giorni, potrebbe accentuare ancor più tali differenze se non si preciseranno in maniera dettagliata i livelli minimi di assistenza a cui il cittadino dovrebbe aver diritto su tutto il territorio nazionale.

Alcune ASL in Puglia, tra cui la BA 4, hanno attivato l’ADI sulla spinta delle tante sollecitazioni pervenute dalla società civile.

Tuttavia, attivare l’ADI a Bari non è un’impresa facile!

Il servizio, infatti, risente della cronica carenza del personale infermieristico e dei terapisti della riabilitazione. Inoltre, la mancata remunerazione delle prestazioni ai medici specialisti e agli ospedalieri ha determinato una vera e propria mancanza di tali figure professionali nell’organico dell’ADI.

Eppure sono noti gli standard assistenziali minimi annuali, fissati a livello nazionale, che un servizio ADI deve assicurare:

    • 1 assistente domiciliare ogni 10 anziani;

    • 1 Caposala ogni 12 infermieri professionali;

    • 1 infermiere per 14 pazienti anziani-assistiti;

    • 1 terapista della riabilitazione ogni 50 pazienti assistiti.

    • 1 Mezzo di trasporto-autovettura ogni 25 assistiti

    • 1 Personale amministrativo ogni 90 pazienti

Ogni utente ha diritto a :

    • 140 ore annue di assistenza di tipo socio - assistenziale (aiuto domestico, pulizia della persona e così via);

    • 100 ore annue di assistenza infermieristica;

    • 50 ore annue di assistenza riabilitativa;

    • 50 accessi dal medico di medicina generale;

    • 3 interventi Interventi notturni del Medico /paziente/anno

    • 8 consulenze l'anno di carattere medico specialistico o psicologico;

    • più altri servizi, secondo le necessità (assistenza religiosa, podologo) (fonte: EURISPES).

In tutta la ASL BA 4 sono in servizio, in media, 1 infermiere per ogni distretto ed un assistente domiciliare per distretto.

Come conseguenza di tale situazione il cittadino è costretto a rimediare, a proprie spese, all’assistenza infermieristica notturna e festiva e, talora, anche a quella pomeridiana.

Un servizio parziale, quello erogato a Bari, che compromette i risultati dei trattamenti proprio per la mancanza di personale disponibile.

Eppure basterebbe poco per organizzare un’ADI che offra all’utente tutte le soluzioni possibili a livello domiciliare.

"È un problema di mentalità: non è facile passare da una visione ospedalo-centrica, che continua a predominare nella nostra regione, a quella delle cure domiciliari e territoriali. Dopo tre anni di attivazione dell’ADI a Bari, afferma il dott. Anelli, il servizio continua a sopravvivere grazie all’impegno degli operatori, dei dirigenti di distretto e dei medici di famiglia".

Gravi rimangono le carenze sul piano organizzativo e finanziario, nonostante la Regione Puglia abbia ottenuto da anni un cospicuo finanziamento, 11 miliardi e mezzo, dal Cipe per la realizzazione dell’ADI così come prevista dal Piano Sanitario Nazionale 1998-2000.

Bari 9/9/2001 

Dott. Filippo Anelli - Segretario Provinciale Fimmg Bari

 

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