La Fimmg a Tedesco: rivediamo il ticket di €. 10 sulla specialistica!

 

 Comunicato stampa

La Fimmg a Tedesco: rivediamo il ticket di €. 10 sulla specialistica!

 La decisione assunta ieri dal Ministro Turco d’intesa con gli Assessori regionali alla sanità di modificare la normativa relativa all’introduzione di €. 10,00 di ticket su ogni ricetta per le prestazioni di diagnostica e medicina specialistica, in aggiunta al ticket per ogni singola prestazione, riapre il dibattito sull’equità nell’accesso alle cure e sulla sostenibilità economica del Servizio Sanitario Nazionale.

“Chiediamo all’Assessore Tedesco di avviare rapidamente un confronto con gli operatori sanitari ed i cittadini di questa regione per discutere insieme le nuove forme di compartecipazione che la modifica al testo della finanziaria, sull’introduzione del ticket di €. 10,00 per ricetta, consente alle singole regioni”, ha affermato il dott. Filippo Anelli , Segretario regionale della FIMMG.

Dal 1 gennaio di quest’anno i cittadini pugliesi hanno dovuto constatare di persona l’introduzione di nuovi ticket :

  1. €. 25,00 per il solo accesso al pronto soccorso oltre al ticket per ogni prestazione che viene eseguita e che rientra nel cosiddetto codice bianco;
  2. €. 10,00 per ogni ricetta di diagnostica o di medicina specialistica oltre al ticket relativo alla singola prestazione;
  3. il prezzo di riferimento per i farmaci inibitori di pompa per la cura delle malattie del tratto superiore dell’apparato gastroenterico (Gastriti, ulcere, esofagiti e gastroprotezione).

“Siamo fortemente preoccupati che i provvedimenti sulla sanità introdotti dal Governo con la manovra finanziaria rischino”, ha continuato il dott. Anelli, “di compromettere la stabilità del nostro sistema sanitario, incentivando in maniera pericolosa il ricorso al privato. In particolare l’introduzione del ticket di €. 10,00 per ricetta per le prestazioni specialistiche rischia di creare una forte sperequazione nel sistema.”

L’accesso alle prestazioni erogate dal servizio pubblico con l’introduzione del ticket aggiuntivo per ricetta può risultare, infatti, poco vantaggioso, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista funzionale, atteso che, a fronte del ticket, ben poco è stato sinora investito in tema di assistenza territoriale per ridurre l’accesso improprio alle prestazioni di secondo e terzo livello.

In questa maniera, il canale pubblico rischia di non essere attivato da parte di chi può permettersi di sopportare l’onere del ticket, anche in considerazione dell’ostacolo delle lunghe liste di attesa. Si rischia così di incentivare un eccessivo ricorso al settore privato, con un evidente depauperamento del servizio pubblico.

“Quello che avevamo paventato come una minaccia, durante la precedente legislatura, ossia il ricorso sempre più importante al privato e l’introduzione del sistema assicurativo, oggi incredibilmente rischia di diventare una realtà. Infatti, l’aumento consistente del ticket per ricetta spingerà i soggetti non esenti a recarsi presso le strutture private per ottenere in tempi rapidi l’esame diagnostico richiesto. Così facendo ci si avvia ad una sanità a due vie, quella privata - per coloro che hanno le possibilità economiche per accedervi - e quella pubblica destinata solo a curare i poveri e gli indigenti, cioè coloro che sono esenti dal ticket”, afferma il dott. Anelli.

Le difficoltà organizzative nell’applicazione delle norme nazionali in questo settore, aggravate da una mancata applicazione in larghi settori del Servizio Sanitario Regionale del Regolamento Regionale n. 17 del 2003 sull’appropriatezza prescrittiva, rischia di far ricadere sui cittadini le conseguenze di tale disorganizzazione.

“I vari servizi pubblici, ad esempio”, chiarisce il dott. Vito De Robertis Lombardi – Segretario provinciale di Fimmg Bari , “che erogano le varie prestazioni (radiologia, diagnostica, ecc) si comportano in alcuni casi come isole autonome. Può capitare, infatti, in alcune realtà che richiedano al cittadino una ricetta per ogni singola prestazione. La Legge , invece, consente di prescrivere su un’unica ricetta otto prestazioni per branche omogenee. È evidente che se un cittadino dovesse eseguire otto esami diagnostici omogenei utilizzando 8 ricette si troverebbe nella condizione di pagare €. 10 per ogni ricetta: cioè €.80 oltre al ticket per le relative prestazioni; mentre la legge prevede che gli otto esami siano concentrati su un’unica ricetta in modo tale da consentire al cittadino di pagare solo €. 10 più il ticket per ognuno delle otto prestazioni, con un risparmio netto di ben €. 70” .

Per questo appare opportuno che si trovi un’intesa tra tutti gli operatori, convenzionati e dipendenti, per definire le procedure, i compiti e le responsabilità in questo settore.

“Abbiamo chiesto all’Assessore Tedesco un tavolo di concertazione tra operatori sanitari, cittadini e parte pubblica” ha ribadito il dott. Ignazio Aprile – vice Segretario regionale Fimmg, “per ridiscutere insieme l’accesso ai servizi specialistici definendo, i percorsi di appropriatezza, la compartecipazione economica dei cittadini e le regole sulla prescrizione”.

Bari, 19 gennaio 2007 

 

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