La nuova sanità pugliese: meno burocrazia e più servizi.

 

COMUNICATO STAMPA – LETTERA APERTA

 

La nuova sanità pugliese: meno burocrazia e più servizi.

 

Si è avviata la discussione relativa ai disegni di legge sui principi di riordino del SSR. Si deve registrare un’ampia convergenza sulla necessità che l’assistenza erogata dai medici di famiglia sia potenziata con nuovi servizi, al fine di intercettare il bisogno di salute del cittadino. È  proprio in questa ottica che si muove il DDL allorché si appresta a regolamentare i nuovi servizi che sono destinati a rivoluzionare l’assistenza sanitaria pugliese. Infatti, sarà finalmente attivata l’assistenza infermieristica negli ambulatori dei MMG ed in particolare negli ambulatori organizzati in forme associative anche complesse; sarà attivata l’assistenza domiciliare direttamente dai MMG che coordineranno l’assistenza infermieristica e quella specialistica al domicilio del paziente; sarà incrementato il personale di segreteria degli ambulatori per rendere possibile la prenotazione diretta dallo studio del MMG degli esami  specialistici attraverso nuovi terminali del CUP; sarà tra l’altro potenziato il collegamento informatico tra i MMG associati per la condivisione e lo scambio delle informazioni contenute nelle cartelle cliniche informatizzate. Il paziente potrà inoltre avvalersi delle consulenze del medico specialista direttamente nell’ambulatorio del MMG nell’ambito di percorsi di cura concordati tra le varie figure professionali.      

Servizi che possono essere immediatamente fruibili dai cittadini perché la rete dei MMG è già capillarmente presente sul territorio e non è quindi necessario costruire nuove strutture amministrative e burocratiche né procedere a concorsi o nomine così come avviene per l’organizzazione delle strutture complesse.

Il Distretto “forte”, infatti, secondo quanto ipotizzato da alcuni autorevoli esponenti dei DS, si configura come una struttura complessa che prevede la nomina di 54 dirigenti a capo del Dipartimento delle Cure Primarie di ogni distretto, equiparabili a tutti gli effetti, per le funzioni svolte, ai primari (dirigenti di struttura complessa) con relativa struttura piramidale di impiegati e dipendenti vari. Così facendo si impegnerebbero considerevoli risorse finanziarie che dovrebbero invece essere  opportunamente destinate ai servizi per il cittadino piuttosto che a rendere macchinosa la struttura del Distretto.

Al contrario, sarebbe auspicabile un Distretto Socio-sanitario organizzato in maniere “agile”, senza strutture complesse o Dipartimenti, dotato di autonomia economico-finanziaria, con il compito principale di programmazione delle attività sanitarie, in accordo con gli Enti Locali e le Associazioni dei cittadini, senza un impegno diretto nell’erogazione dei servizi sanitari, attività che invece sarebbe assicurata  direttamente dai MMG, nel rispetto del ruolo già disegnato dal decreto di riforma “Bindi” del 1999 e rimasto in larga parte inattuato.

            La necessaria discussione su questi temi così delicati e importanti per il futuro della sanità pugliese meriterebbe una reale concertazione nelle sedi istituzionali con i rappresentanti degli operatori tutti del settore sanitario e i rappresentanti dei cittadini per rendere credibile la volontà politica di coinvolgimento più volte espressa. Si eviterebbe così di ripetere quanto accaduto in occasione dell’approvazione della norma sulla possibilità di far ricoprire l’incarico di Responsabile di distretto a personale non medico dove la concertazione è stata intesa come mera consultazione e la decisione è stata assunta unilateralmente dalla parte pubblica.

Anche per questo sarebbe auspicabile che la stampa non rimanesse l’unico strumento attraverso il quale prendere parte a questo interessante dibattito.

Bari, 14/06/06

Il Segretario Regionale

Filippo Anelli

 

 

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