Medici di Famiglia mobilitati per il No al Referendum  

Comunicato Stampa

Medici di Famiglia mobilitati per il No al Referendum  

Ha preso il via a Bari, in occasione dell’ottavo Congresso Provinciale della Fimmg di Bari , la fase finale della campagna referendaria Fimmg per l’abrogazione della Legge Costituzionale sulla devolution con l’invito da parte dal segretario nazionale della Fimmg Mario Falconi a tutti i medici di famiglia italiani a mobilitarsi in queste ultime settimane per far votare No alla prossima consultazione referendaria.

IL Congresso Nazionale della Fimmg aveva approvato all’unanimità una mozione con cui impegnava la Fimmg a schierarsi apertamente contro la devolution, partecipando attivamente anche alla campagna referendaria per l’abrogazione di quella Legge Costituzionale.

“Viviamo in una Nazione ove il federalismo ha già prodotto una forte frammentazione dei servizi con disuguaglianze tra nord e sud sino al punto che ogni Regione è oramai caratterizzata da un proprio servizio sanitario”, ha dichiarato il dott. Filippo Anelli – segretario regionale della Fimmg Puglia. “Ratificare la Legge sulla Devolution con il referendum significherebbe rendere irreversibile il divario che separa il nostro servizio sanitario regionale da quello delle regioni del nord”.

In Italia esistono oggi ventuno diverse varianti del Servizio Sanitario Nazionale, tra cui il modello lombardo caratterizzato dalla divisione netta tra erogatori dei servizi (es. ospedali) e acquirenti dei servizi (le ASL) ed, ad esempio, il modello pugliese in cui è preponderante l’attività di programmazione regionale esercitata attraverso l’introduzione dei tetti di spesa”.

Tali diversità sono ancor più evidente se si considera l’assistenza farmaceutica. In ben otto regioni: Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Provincia Autonoma di Bolzano, Molise, Puglia, e Sicilia, è ancora presente un sistema di compartecipazione da parte del cittadino alla spesa farmaceutica attraverso il pagamento di un ticket sui medicinali.

Ma la differenza tra il nord ed il sud del nostro Paese sta assumendo rilievo anche nella tutela della salute.

Le donne del sud, ad esempio, presentano indici di sopravivenza, in caso di tumore alla mammella, peggiori rispetto a quelle che vivono nelle regioni del centro-nord: “le donne colpite al seno a Roma battono il male nell'85 per cento dei casi mentre il registro tumori del Sud comunica tassi di sopravvivenza del 70 per cento”.

“Un italiano che vive a Modena, Varese o Torino ha, in media, il 46 per cento di probabilità di battere il male. Chi vive al Sud, invece, sopravvive solo nel 38 per cento dei casi.

Solo il 39 per cento dei malati di cancro al colon registrati in Sicilia sopravvive a cinque anni dalla diagnosi, contro il 55 per cento di quelli di Varese.

Gli uomini che si ammalano alla prostata a Modena presentano indici di sopravvivenza pari al 71 per cento dei casi, mentre a Ragusa muoiono più della metà” (Indagine pubblicata su L'ESPRESSO 38 del 19 settembre 2002).

Per ridurre la mortalità da tumore fondamentale è la diagnosi precoce e l’avvio degli screening.

Mentre nell’Italia centro settentrionale questi programmi di screening hanno coinvolto il 50% circa della popolazione, nel sud Italia lo screening per il tumore della mammella ha coinvolto solo il 6% delle donne residenti. In Puglia, nonostante il DPCM del novembre 2001 abbia incluso lo screening per il tumore della mammella, per il cancro della cervice uterina e per quello del colon retto, nei LEA – Livelli Essenziali di Assistenza, tali attività non sono ancora realmente tutt’oggi operative, sebbene in quest’ultimo anno sono state messe a punto le procedure per il loro avvio.

Sulla base di queste motivazioni la Fimmg pugliese ha deciso di impegnarsi direttamente nella competizione referendaria.

“Abbiamo predisposto un manifesto da esporre nella sala d’attesa di ogni medico di famiglia pugliese e lo abbiamo presentato ufficialmente nel corso del Congresso Fimmg di Bari ”, ha dichiarato il dott. Vito De Robertis Lombardi – segretario provinciale Fimmg Bari. “Ogni medico di famiglia Fimmg è mobilitato per far comprendere ai cittadini le conseguenze nefaste della devolution in sanità e quindi l’importanza di votare No al referendum costituzionale”.

Bari, 12 giugno 2006

 

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