Caso di decesso a Molfetta: no a giudizi sommari, ma fiducia nella magistratura

Comunicato Stampa

 

In relazione ai fatti accaduti recentemente a Molfetta e relativi al decesso del bambino albanese, la FIMMG Puglia , esprime il suo cordoglio verso la famiglia per la grave perdita. Esprime inoltre la massima solidarietà per i colleghi della postazione di Continuità Assistenziale di Molfetta coinvolti nella vicenda.

“Nel ribadire la massima fiducia nell’operato della Magistratura che si sta occupando delle indagini su questa triste vicenda, desidero riaffermare la convinzione che i colleghi in servizio abbiano agito secondo scienza e coscienza nell’espletamento delle loro funzioni” - dichiara il dott. Nicola Calabrese, Segretario Regionale della FIMMG Continuità Assistenziale per la Puglia. “Non vorrei che passasse il concetto che i medici di Continuità Assistenziale di Molfetta abbiano agito con superficialità. Il servizio di Continuità Assistenziale è un servizio che eroga giornalmente, su tutto il territorio regionale, migliaia di interventi ambulatoriali e domiciliari attraverso una rete capillare di postazioni operando sempre con la massima responsabilità e competenza”.

“Attendiamo con fiducia l’esito degli accertamenti”- aggiunge il dott. Antonio Antonaci,  Vice-Segretario Regionale della FIMMG Continuità Assistenziale per la Puglia. “Giudizi non supportati da riscontri acquisiti possono essere causa di preconcetti da parte degli utenti del servizio, così contribuendo a creare situazioni  di pericolo per gli operatori che svolgono il servizio da soli e di notte, affrontando talvolta circostanze difficili e pagando prezzi altissimi anche in prima persona”.

“Non vi sono parole per cercare di consolare i genitori per la perdita del loro bambino”, ha affermato il dott. Filippo Anelli – Segretario Regionale Fimmg Puglia. “Siamo convinti che la Magistratura farà sino in fondo il proprio dovere evidenziando ogni aspetto di questa tristissima vicenda. Il nostro servizio sanitario resta in termini di efficacia uno dei sistemi più efficienti al mondo. Per questo va ribadita la nostra fiducia nei confronti di tutti gli operatori e, specificatamente, dei medici che operano nel sistema. In particolare, i medici di continuità assistenziale (guardia medica) sono tra coloro che più di altri hanno pagato un pesante tributo, con la morte della dott.ssa Maria Monteduro, per assicurare questo prezioso servizio. La ricerca della verità in questa vicenda è sicuramente l’unica strada per fornire risposte adeguate alla famiglia e riportare serenità tra gli operatori del servizio”.

Bari, 16 febbraio 2006

 

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