L’Ordine dei Medici riconosce il Diritto alla Difesa!

 

Comunicato Stampa

L’Ordine dei Medici riconosce il Diritto alla Difesa!

Anelli: una vittoria eclatante, segno di grande civiltà!

Dal sito dell’Ordine dei Medici di Bari http://www.omceo.bari.it :

«Il Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici di Bari ha preso atto della Sentenza n. 4467/05 del Consiglio di Stato con la quale i giudici amministrativi hanno sancito il diritto del singolo medico all’accesso agli atti anche nella fase preliminare del procedimento disciplinare, condannando l’Ordine dei Medici di Bari per aver negato tale diritto al dott. Filippo Anelli nel corso del procedimento disciplinare aperto dallo stesso Ordine dei Medici di Bari nel mese di settembre 2004 per le dichiarazioni rese alla stampa sulle liste di attesa in Puglia.

Il Consiglio dell’Ordine dei Medici di Bari, all’unanimità, ha così deliberato di modificare la procedura relativa alla convocazione del Medico nella fase preliminare del procedimento disciplinare consentendo allo stesso medico l’accesso agli atti del procedimento e garantendo la possibilità, nel corso dell’audizione preliminare dinanzi al Presidente dell’Ordine, di farsi assistere da un legale di fiducia.

Questa deliberazione del Consiglio rappresenta una decisione storica per l’Ordine di Bari in quanto riconosce - per la prima volta e fino in fondo - anche ai medici baresi un diritto fondamentale, come quello alla difesa in qualsiasi fase del procedimento amministrativo relativo all’azione disciplinare, che sinora era sempre stato negato.

Infatti, la procedura relativa all’azione disciplinare prevede una fase preliminare contraddistinta dalla convocazione del medico e dalla successiva audizione a cura del Presidente dell’Ordine dei medici e una seconda fase disciplinare rimessa alla Commissione Disciplina. Prima di questa decisione assunta dal neo Consiglio Direttivo, il medico iscritto all’ Ordine dei medici di Bari si recava all’audizione senza conoscere gli atti, di fatto secretati, né gli era riconosciuta la facoltà di essere assistito da un legale di fiducia durante l’audizione preliminare.

Nel corso dell’audizione, il Presidente presentava  al medico, per iscritto, una serie di domande alle quali il sanitario, in perfetta solitudine e affidandosi solo alla sua memoria, era tenuto a rispondere per iscritto e a sottoscrivere le sue dichiarazioni. Sulla base delle risposte fornite, il Presidente valutava l’opportunità di proporre alla Commissione Disciplina l’apertura della fase disciplinare del procedimento.

Appare evidente come il contenuto delle risposte sottoscritte dal medico abbia una importanza determinante per l’intero iter procedurale. Infatti tali dichiarazioni, rese in solitudine e in condizione di disagio anche psicologico,  costituiscono la materia su cui poi la Commissione Disciplina fonda il suo giudizio. Una frase o un documento citato o non citato dal medico convocato può essere determinante per un’eventuale sanzione.

Per questa ragione “non può accettarsi la conclusione secondo cui al professionista “denunciato” (sia pure non ancora “incolpato”) - e per ciò convocato avanti al Presidente dell’Ordine - sia recisamente preclusa ogni possibilità di accesso al materiale documentale all’origine dell’iniziativa intrapresa dall’organo monocratico preposto alle (pre)istruttorie disciplinari” (Sentenza CdS 4467/05 – punto 7.5).

 “Uno dei principi basilari di tutto il diritto punitivo è che la difesa giammai possa considerarsi piena ed effettiva qualora non sia consentito all’interessato di interferire sulle determinazioni dell’autorità ancor prima che esse si traducano in un’accusa formale” (Sentenza CdS 4467/05 - punto 9).

Infine “deve osservarsi che, ad un’attenta lettura dell’art. 39 del D.P.R. n. 221/1950, non emerge che il ruolo ed i compiti delegati all’organo di vertice dell’Ordine siano anodini e neutrali o, comunque, del tutto inidonei ad influenzare le susseguenti deliberazioni del collegio di disciplina” (Sentenza CdS 4467/05 – punto 10)».

“È una grande vittoria per i medici e per il nostro Paese”, ha dichiarato il dott. Filippo Anelli – segretario regionale della Fimmg Puglia. “Quando dei diritti fondamentali, presenti anche nella nostra Carta Costituzionale, per anni negati e non riconosciuti, vengono riaffermati significa che siamo di fronte ad un grande riconoscimento dei valori che sono alla base della nostra civiltà e del nostro sistema democratico”.

“Il riconoscimento di questi diritti, sinora negati ai medici baresi, è il frutto di una battaglia di civiltà condotta coraggiosamente da tutta la Fimmg che ha mobilitato in questa operazione tutti i livelli della propria organizzazione: nazionale, regionale e provinciale”, ha affermato il dott. Vito De Robertis Lombardi – segretario provinciale della Fimmg Bari. “Una vittoria sancita anche dal grande successo elettorale della lista “Innoviamo Insieme” sostenuta proprio dalla Fimmg in occasione del rinnovo del Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici di Bari”.

Bari, 14 febbraio 2006

 

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