Devolution: una pessima legge destinata a penalizzare i pugliesi!

Comunicato Stampa

 Devolution: una pessima legge destinata a penalizzare i pugliesi!

La Fimmg Puglia : anche noi nel comitato per il no!  

“Una pessima legge, che penalizzerà le regioni meridionali e renderà incolmabile il divario che separa il Nord dal Sud in campo sanitario, violando uno dei principi cardini del nostro Servizio Sanitario Nazionale: l’equità nell’accesso alle cure”, è stato il primo commento del segretario regionale della Fimmg – Filippo Anelli, all’indomani dell’approvazione da parte del Senato della Legge sulla Devolution.

Già con il federalismo la situazione sanitaria nelle varie regioni italiane è divenuta variegata sia sotto il profilo organizzativo che contributivo. In ben nove regioni italiane già oggi i cittadini pagano il ticket per la farmaceutica, mentre nelle restanti regioni la popolazione lì residente è esentata. Inoltre, in molte regioni del Nord l’accesso alle cure e la qualità del servizio raggiungono standard  elevati, mentre nelle regioni del Sud Italia le cure domiciliari sono praticamente inesistenti e l’assistenza ospedaliera, pur garantendo un’ottima efficacia sotto il profilo medico-assistenziale, è carente dei servizi e di quegli standard organizzativi e alberghieri che un paese civile dovrebbe in ogni caso garantire.

Se per la Conferenza Episcopale Italiana "la garanzia alla pari accessibilità ed equità del cittadino alle cure" deve tradursi in due esigenze fondamentali: "la riduzione delle liste d'attesa" e "l'attenuazione del divario tra nord e sud, con conseguente riduzione dell'emigrazione sanitaria", ovvero dei cosiddetti 'viaggi della speranza', per i cittadini pugliesi dovrebbe tradursi in nuovi ospedali e in servizio di cure primarie (assistenza domiciliare e territoriale) garantito a tutti, intercettando i bisogni di salute dei cittadini e fornendo a domicilio le soluzioni socio-assistenziali per i malati cronici e le fasce di popolazione più deboli come gli anziani, i portatori di handicap e i malati mentali.

Con la nuova Legge di modifica dell’articolo 117 della Costituzione Italiana le Regioni guadagnano la competenza esclusiva nell’assistenza e nell’organizzazione sanitaria, mentre lasciano allo Stato la “tutela della salute” come diritto da garantire su tutto il territorio nazionale.

È proprio la competenza esclusiva nell’assistenza e nell’organizzazione sanitaria che preoccupa i medici di famiglia pugliesi. Infatti, spiega il dott. Anelli “ribadire il diritto alla salute a livello nazionale non vuol dire necessariamente garantirlo a livello regionale attraverso un modello organizzativo, come il servizio sanitario nazionale, basato sui principi di equità, solidarietà e universalità delle cure, ossia capace di garantire la stessa assistenza a tutti i cittadini nella stessa misura, senza alcuna differenza di censo e di ceto. Anzi, in presenza di risorse insufficienti, la Regione potrebbe garantire il diritto alla salute attraverso il sistema assicurativo, facendo saltare il sistema di solidarietà, equità e universalità delle cure. Un sistema, che introduce le assicurazioni nel mondo dell’assistenza, prevede che le prestazioni siano legate alla contribuzione, mentre i poveri dovrebbero essere assistiti direttamente dalla Regione”.

“Siamo pronti ad aderire come Fimmg Puglia al comitato per l’abrogazione di questa legge”, ha affermato il dott. Vito De Robertis Lombardi -  segretario provinciale della Fimmg Bari. “in quanto il nostro giudizio sui contenuti di questa modifica costituzionale è negativo. Si rischia, infatti, di far saltare il Servizio Sanitario Nazione e penalizzare proprio i cittadini della nostra regione. Per questa ragione tutti i medici di famiglia pugliesi saranno invitati a mobilitarsi per l’abrogazione di questa legge”.

Bari, 17 novembre 2005

 

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