|
Comunicato
Stampa
I
medici baresi promossi cittadini a pieno titolo.
Il
Consiglio di Stato condanna l’Ordine di Bari.
Sentenza
storica che riconosce ai medici il diritto alla difesa!
È stata depositata la sentenza n. 4467/05, sezione
V del Consiglio di Stato relativa al
ricorso contro l’Ordine dei Medici di Bari. L’Ordine
aveva negato il diritto di accesso
agli atti nella fase di audizione preliminare del
procedimento disciplinare davanti al Presidente. Dopo
esseri già espresso favorevolmente con il decreto
cautelare n. 4223/04 del 10/09/2004, sezione V e con
l’ordinanza n. 5152 del 26/10/04, il Consiglio di Stato
ha confermato anche nel merito il diritto del medico ad accedere
agli atti fin dall’inizio della procedura, condannando
l’Ordine dei Medici di Bari per la limitazione al
diritto di difesa oltre che al pagamento delle spese
processuali.
La
decisione del Consiglio di Stato segue il parere della
Presidenza della Repubblica del 10/05/2005 che aveva
già riaffermato come inalienabile il diritto alla
difesa nella procedura ordinistica.
E’
questa una sentenza storica poiché,
ad oltre 50 anni dall’entrata in vigore della
Costituzione Italiana, finalmente viene riconosciuto fino
in fondo anche ai medici baresi un diritto
fondamentale, come quello alla difesa in
qualsiasi fase del procedimento amministrativo relativo
all’azione disciplinare, che sinora era sempre stato
negato.
Il
procedimento che si può concludere
con l’adozione del provvedimento disciplinare prende
avvio con la convocazione da parte del Presidente
dell’Ordine. Attualmente il
medico iscritto all’Ordine dei medici di Bari si reca
all’audizione senza conoscere gli atti, che sono di
fatto secretati, né gli è riconosciuta la facoltà di
essere assistito da un legale di fiducia. Al medico, il
Presidente, presenta per iscritto una serie di domande
alle quali il sanitario, in perfetta solitudine e
affidandosi solo alla sua memoria, è tenuto a rispondere
per iscritto e a sottoscrivere le sue dichiarazioni. Sulla
base delle risposte fornite, il Presidente valuta
l’opportunità di proporre alla Commissione Disciplina
l’apertura della fase disciplinare del procedimento.
Appare evidente come il contenuto delle risposte fornite
abbia una importanza
determinante per l’intero iter procedurale. Infatti
tali dichiarazioni, rese in solitudine e in condizione di
disagio anche psicologico,
costituiscono la materia su cui poi
la Commissione
disciplina fonda il suo giudizio. Una frase o un documento
citato o non citato dal medico convocato può essere determinante
per un’eventuale sanzione. Per questo motivo è
fondamentale, al fine di tutelare il medico al pari di
qualsiasi altro cittadino, conoscere preliminarmente
l’oggetto e i documenti a base della convocazione.
Oggi
il Consiglio di Stato ha reso Giustizia!
Dopo
questa pronuncia, sparisce la discriminazione dei medici
baresi rispetto ai comuni cittadini che da tempo vedono
riconosciuti tali diritti nei rapporti con
la Pubblica Amministrazione.
È
una vittoria per tutti i medici baresi ai quali questa
sentenza restituisce uno straordinario strumento di civiltà
e di democrazia che trova il suo fondamento nei valori
della Costituzione. |