Dirigenti di Distretto: per ora resta una prerogativa dei medici!

 

Dirigenti di Distretto: per ora resta una prerogativa dei medici!

Cassato l’articolo con cui si proponeva di estendere tale prerogativa anche ai non medici.

 

È stato cassato, su proposta dell’Assessore Regionale alle politiche della salute Alberto Tedesco, l’articolo che nella proposta di Legge di Variazione di Bilancio prevedeva di estendere la nomina dei dirigenti di distretto anche a figure non mediche, purchè in possesso di una “specifica esperienza nei servizi territoriali e di un’adeguata formazione nella loro organizzazione”.

La decisione è stata assunta dall’Esecutivo Regionale dopo la presa di posizione della Fimmg che, come organizzazione maggiormente rappresentativa del settore - rappresentando oltre il 60% dei medici di medicina generale pugliesi, chiedeva di essere consultata prima che fosse assunta ogni qualsiasi decisione.

 “Siamo soddisfatti della decisione assunta dal Governo Regionale di ritirare il testo con cui si modificava la Legge Regionale 1/04, che estendeva anche a dipendenti non del ruolo medico la possibilità di essere nominati dirigenti di distretto”, ha affermato il dott. Filippo Anelli – Segretario Regionale Fimmg. “Abbiamo apprezzato la sensibilità mostrata dall’assessore Tedesco nei confronti dei sindacati di categoria che avevano chiesto di essere ascoltati prima di procedere alla approvazione della Legge”.

La FIMMG , infatti, aveva espresso “una forte perplessità sulla possibilità di estendere il ruolo di Dirigente di Distretto a tutti coloro che non ricoprono il ruolo di dirigente medico”.

Nella sua nota il dott. Anelli, infatti, pur dichiarando la disponibilità della Organizzazione sindacale “alla discussione per meglio comprendere le ragioni di una simile proposta”, affermava di non riuscire al momento “ad individuare argomenti sufficienti per condividere lo spirito di tale progetto”.

Infatti, per la FIMMG la gestione del distretto socio sanitario è strettamente legata alla programmazione sanitaria e alla ricerca della appropriatezza prescrittiva, anche per il controllo della spesa farmaceutica. Pertanto, tale compito non può che essere affidato ad un medico.  Incaricare coloro che ricoprono un ruolo amministrativo – non medico – a ricoprire l’incarico di direttore di distretto socio-sanitario significa rinunciare alle competenze relative alla programmazione sanitaria e all’appropriatezza delle prestazioni, per privilegiare una gestione ragionieristica della sanità, che in questa Regione è stata profondamente avversata sia dai medici che dalla maggioranza dei cittadini pugliesi.

All’Assessore Tedesco che ha risposto alla FIMMG con nota prot. n. 3256/ASS/ARES del 04/08/2005 manifestiamo la più ampia disponibilità ad un incontro per affrontare tale problematica.

Bari, 10 agosto 2005

 

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