Amianto e medici di famiglia: si alla prevenzione dei soggetti a rischio

Comunicato stampa

Amianto e medici di famiglia: si alla prevenzione dei soggetti a rischio

“Siamo pronti a raccogliere l’appello lanciato dal prof. Loizzi – Direttore della Clinica di Chirurgia Toracica dell’Università di Bari, con il quale già da qualche anno, come associazione, abbiamo avviato un proficuo confronto”, ha dichiarato il dott. Filippo Anelli – Segretario Regionale della Fimmg.

Il prof. Loizzi aveva lanciato ieri l’allarme circa l’aumento nella popolazione barese delle patologie legate all’amianto. Patologie gravi, come l’asbestosi o i terribili mesoteliomi, spesso incurabili quando si manifestano, che  richiedono un attento monitoraggio dei soggetti a rischio per consentire di giungere precocemente alla diagnosi.

Una diagnosi precoce, infatti, può allungare la sopravvivenza e far si che una considerevole percentuale della popolazione affetta da queste patologie possa agevolmente sopravvivere oltre i cinque anni di malattia.

L’esposizione all’amianto è particolarmente elevata in Puglia ed in particolare nel barese per la presenza di siti ricchi di materiale tossico, come l’ex fabbrica Fibronit.

“Utilizzando i dati epidemiologici sinora raccolti e tenendo conto di quelli presenti nel registro regionale mesoteliomi – curato dal prof. Assennato”, ha proposto il dott. Vito De Robertis Lombardi – segretario provinciale della Fimmg Bari, “si potrebbe individuare la popolazione a rischio ed avviare indagini specifiche per consentire la diagnosi precoce”.

“Proponiamo di costituire a livello regionale un gruppo di lavoro che elabori una linea guida condivisa e definisca un percorso diagnostico-terapeutico con il quale attribuire compiti specifici a tutti gli operatori sanitari interessati”, ha affermato il dott. Anelli.

“Siamo certi che su queste tematiche vi sia una elevata sensibilità da parte dell’assessore alle politiche della salute della Regione Puglia, Alberto Tedesco, e degli altri assessori regionali interessati al problema, come i responsabili dell’ambiente, del lavoro, dell’urbanistica e così via”, ha continuato il dott. Anelli. “Solo con iniziative pluridisciplinari si potrà ridurre il rischio di esposizione all’amianto dei cittadini pugliesi”.

“I medici di famiglia, dal canto loro, sono pronti a mettere in atto tutte le misure di prevenzione ed i percorsi diagnostici che le autorità sanitarie regionali adotteranno per salvaguardare la salute dei cittadini pugliesi e, in particolare, baresi, soprattutto se ad elevato rischio di malattia per una maggiore esposizione alle fibre di amianto”, ha ribadito il dott. De Robertis Lombardi.

Bari, 27 giugno 2005

 

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