Appello ai cittadini pugliesi!  

Sono circa 500.000 i pugliesi a letto con l’influenza secondo i dati rilevati dai medici di famigli sentinella e pubblicati sul sito CIRINET – Centro Interuniversitario Ricerca Influenza (www.cirinet.it). L’influenza, quest’anno si presenta particolarmente virulenta. Sicuramente il numero dei malati aumenterà ancora superando di gran lunga le percentuali registrate negli anni precedenti.

“Consigliamo a tutti i pugliesi di affrontare serenamente la malattia, di restare a casa, di non intasare gli ospedali, di consultare il proprio medico di famiglia per controllare la febbre e la tosse che rappresentano i sintomi che più di ogni altro inducono allarme e preoccupazione nei cittadini”, ha dichiarato il dott. Filippo Anelli, Segretario regionale della FIMMG Puglia.

I medici di famiglia, in queste settimane stanno svolgendo con diligenza e disponibilità il loro ruolo di tutori della salute dei cittadini pugliesi. La capillare diffusione dei medici di famiglia e la flessibilità organizzativa consente di rispondere in maniera appropriata anche a situazioni di grande intensità assistenziale come l’epidemia influenzale.

“Chiamare il proprio medico di famiglia, anche per un consiglio telefonico serve a ricevere suggerimenti, rassicurazioni e ad evitare, li dove possibile, un ricovero ospedaliero improprio, che sottrae posti letto a chi ne ha veramente bisogno”, ha dichiarato il dott. Vito De Robertis Lombardi, Segretario provinciale della FIMMG Bari.

La vicenda della donna di Polignano a Mare morta pochi minuti dopo il ricovero, a seguito di un’attesa di sette ore ripropone con forza e tragicità il problema delle liste di attesa in riferimento al quale ognuno, cittadino, medico o responsabile della organizzazione sanitaria, deve svolgere compiutamente il proprio ruolo.

Evitare di recarsi immediatamente in ospedale ai primi sintomi dell’influenza è il contributo che ogni cittadino può dare per ridurre l’affollamento degli stessi. Ai medici di famiglia spetta il compito di offrire le cure domiciliari possibili e sorvegliare i soggetti a rischio che dovessero contrarre la malattia. I responsabili dell’organizzazione sanitaria hanno il compito di rafforzare la rete delle cure territoriali affinché nella maggior parte dei casi sia possibile fornire l’assistenza necessaria al domicilio dei cittadini.

“Ancora una volta ognuno di noi è chiamato a fare la sua parte”, ha continuato il dott. Anelli. “Per evitare simile tragedie dobbiamo rafforzare il patto di “alleanza per la salute” tra tutti i cittadini”.

 “Talvolta, può capitare che qualcuno sia costretto a pagare di persona,” conclude il Dott. Vito De Robertis Lombardi  “per l’aver condotto battaglie nell’interesse della collettività ma le motivazioni ideali che muovono tali denuncie sono più forti di ogni tentativo di far tacere voci «scomode»”.

Bari, 10 febbraio 2005

 

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