Bufera sull’Ordine.  Il caso Anelli fa discutere sulla sua utilità.

 

Comunicato stampa  

Bufera sull’Ordine.  Il caso Anelli fa discutere sulla sua utilità.

Sono oltre duecento le e mail, oltre alla telefonate –fax e messaggi sms, che sono giunte alla segreteria regionale della FIMMG Puglia per testimoniare la solidarietà al dott. Filippo Anelli condannato dall’Ordine dei Medici di Bari per aver dichiarato, insieme agli altri segretari regionali delle organizzazioni sindacali dei medici ospedalieri, che le lunghe liste di attesa in Puglia determinano un grave danno ai cittadini che non solo devono aspettare per ottenere le prestazioni sanitarie, ma spesso sono costretti per necessità a rivolgersi al privato.

Privati cittadini tra cui teologi, insegnanti, presidi, giudici, avvocati, medici, politici, giornalisti, ma anche organizzazioni sindacali come la CGIL , CUMI-AISS, SIMGES-FNAM; società scientifiche come SIMG, SIMEF, Scuola Pugliese di Medicina Generale; associazioni come Cittadinanza Attiva, Tribunale dei Diritti del Malato,  Medicina Democratica, Associazione Medica Generalista di Cisternino, Associazione Polis di Molfetta; partiti politici come la Margherita provinciale e cittadina di Bari, la Margherita di Noicattaro, UDC di Cisternino; l’Assessore Regionale dr. Michele Saccomanno; i consiglieri regionali Alberto Tedesco e Vittorio Potì; i Presidenti degli Ordini Provinciali di Roma – dr. Mario Falconi - e di Messina – dr. Nunzio Romeo, il Vice Presidente dell’Ordine dei Medici di Foggia dr. Salvatore Onorati e il Revisore dei Conti dell’Ordine dei Medici di Bari dott.ssa Maria Grazia Russo; il Sindaco di Noicattaro – Vanni Dipierro – e di Polignano a Mare – Simone Di Giorgio, insieme a tantissimi semplici cittadini hanno fatto a gara per essere vicini al dott. Anelli e ribadire che la libertà di espressione è ancora oggi un diritto inviolabile!

“Siamo profondamente addolorati e preoccupati che questa vicenda possa creare una frattura tra l’Istituzione Ordine dei Medici e i cittadini”, ha affermato il dott. Filippo Anelli – segretario regionale della FIMMG. “Autorevoli interventi hanno chiesto a gran voce, dopo questo episodio, la soppressione degli Ordini Professionali. Nonostante la grande amarezza per questa ingiusta sanzione, ritengo che sia opportuno che la qualità della libera professione sia garantita dagli Ordini Professionali. Dobbiamo sforzarci di assicurare all’Ordine la guida migliore col più ampio consenso possibile, al fine di garantire il bene comune”.

“L’intervento sulle liste d’attesa, impropriamente censurato dall’Ordine dei Medici di Bari, deve essere considerato, invece, come un dovere etico da parte di colui che rappresenta una così importante organizzazione di categoria”, ha affermato il dott. Vito De Robertis Lombardi – segretario provinciale della Fimmg Bari. “Infatti, tutta la programmazione sanitaria oggi, dopo la devolution, si fonda su un rapporto dialettico tra la Regione e le organizzazione di categoria e dei cittadini. Venir meno a questo dovere di “critica” democratica e costruttiva significherebbe rinnegare il proprio ruolo”. 

 “Il decoro della professione medica é determinato principalmente dalla qualità dei servizi offerti ai cittadini. I fondamenti etici della medicina comprendono il principio di giustizia, ovvero dell'equa ripartizione delle risorse sociali e della massima accessibilità degli strumenti di tutela della salute. Le osservazioni critiche sulle dinamiche interne al servizio sanitario finalizzate a migliorarne le caratteristiche di efficacia, efficienza ed equità sono, quindi, un dovere etico per tutti i medici oltre che un dovere istituzionale per un dirigente sindacale” (Gaetano D’Ambrosio nella lettera di solidarietà al dott. Anelli).

Fatte queste considerazioni non si riesce a comprendere il senso della risoluzione dell’Ordine dei Medici di Bari perché palesemente in contraddizione con quanto sinora esposto. Infatti è proprio da  questa contraddizione che trae spunto la dichiarazione dei Consiglieri regionali Alberto Tedesco e Vittorio Potì, contenuta nell’interrogazione urgente rivolta al Presidente della Giunta regionale e all’Assessore regionale alla sanità: “La sospensione comminata ha tutto il tenore di un regolamento di conti all’interno dell’Ordine dei Medici e si inserisce in un clima di normalizzazione che il Governo centrale attraverso l’Ordine dei medici e la Giunta regionale intendono porre in essere”.

Bari 31 gennaio 2005

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