E se i Farmacisti Ospedalieri avessero ragione?

Comunicato stampa 

E se i Farmacisti Ospedalieri avessero ragione?

Proposta SIFO per non pagare il ticket sui farmaci!

La spesa farmaceutica continua ad essere al centro dell’attenzione dei Governi nazionale e regionali. L’aumento della spesa farmaceutica, infatti, obbliga i governi ad adottare misure di contenimento della spesa come l’introduzione dei ticket sulla farmaceutica.

La spesa complessiva farmaceutica nel 2003 è ammontata a 18.020 milioni di euro rispetto ai 17.619 milioni di euro del 2002, con un incremento contenuto dell’ordine del 2,26%.

Per quanto riguarda la distribuzione regionale: le Province Autonome di Trento e Bolzano registrano il valore più basso, pari a euro 262,80 a fronte di una spesa media procapite di euro 314,37. La Regione con la più elevata spesa farmaceutica complessiva pro-capite è la Liguria con euro 401,82. La Puglia si colloca al 16° posto con un spesa media pro capite di euro 299,07. Fatto 100 l’indice della spesa procapite italiana, questo oscilla da 84 del Trentino Alto Adige a 128 della Liguria. La Puglia ha un indice pari a 95.

La spesa farmaceutica pubblica è stata nel 2003, in Italia, pari a 11.096 milioni di euro registrando, per la prima volta, dopo quasi un decennio, una diminuzione del 5,30%. Ciò è il risultato di un forte processo di ridimensionamento della dinamica della spesa farmaceutica pubblica nell’ultimo triennio, che ha visto il tasso di variazione crollare dal +33,4% del 2001 (per 2/3 dovuto, direttamente o indirettamente, all’abolizione del ticket) allo 0,5% del 2002, al -5,3% appunto, del 2003. La Puglia ha fatto registrare un valore pro capite pari a 196,11 Euro contro una media nazionale di 193,58 Euro, con un tasso percentuale di -5,40% rispetto alla spesa relativa all’anno 2002. Rapportando la spesa farmaceutica pubblica convenzionata alla spesa sanitaria pubblica nel 2003, in Italia la la spesa farmaceutica pubblica convenzionata è stata pari al 13,76% della spesa sanitaria pubblica. In Puglia l’incidenza è stata pari al 15,52%.

La spesa farmaceutica privata per il 2003 è stata pari a 6.924 milioni di euro, con un incremento rispetto al 2002 del 17,44% (5.896 milioni di euro).

Riguardo a questo dato va rilevato che: tutte le Regioni dell’Italia meridionale e insulare registrano una spesa farmaceutica privata procapite inferiore alla media nazionale (100,65 euro procapite contro la media di 120,79 euro). Le Regioni dell’Italia settentrionale hanno una spesa farmaceutica privata procapite media pari a 135,43 euro, del 12,12% superiore alla media nazionale. Le Regioni dell’Italia centrale registrano un valore medio pari a 124,08 euro, del 2,72% superiore alla media nazionale. La Puglia ha fatto registrare una spesa pro capite pari a 102,96 Euro.  

Fonte – Farmindustria: Fatti e cifre 2004.  

“I cittadini pugliesi si collocano tra coloro che consumano meno medicine,” ha affermato il dott. Filippo Anelli segretario regionale della FIMMG. “Ragioni sociali e di organizzazione del Servizio Sanitario Regionale portano ad un incremento della spesa farmaceutica pubblica convenzionata. In particolare, la proposta dei Farmacisti Ospedalieri appare un’ottima traccia di discussione per avviare processi virtuosi e di razionalizzazione della spesa farmaceutica convenzionata senza incidere sulla qualità dell’assistenza sanitaria”.

Infatti, nel corso del XXV Congresso della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera o SIFO che si è svolto a Roma dal 4 al 6 novembre, si è parlato anche di ottimizzazione delle risorse e di riduzione della spesa sanitaria.

<Le strategie sono diverse – si legge nel comunicato stampa della SIFO - ma due spiccano per i risultati positivi ottenuti: la distribuzione diretta e il sistema di gara per equivalenza terapeutica. “La distribuzione diretta è prevista dalle legge 405 del 2001 – precisa il dottor Mauro De Rosa, direttore del Dipartimento farmaceutico dell’Azienda USL di Modena e membro del direttivo SIFO – Comporta notevoli vantaggi il più importante dei quali è che i farmaci vengono acquistati dagli enti sanitari con uno sconto fino al 60-70% rispetto al prezzo al pubblico”. “Per esempio in Veneto lo sconto medio di acquisto è del 45% cui si aggiunge il 3% dei costi di distribuzione – sottolinea la dottoressa Scroccaro – Ciò significa che il costo medio per il sistema sanitario nazionale è il 58% del prezzo al pubblico. Se invece gli stessi farmaci vengono acquistati e distribuiti nelle farmacie convenzionate il SSN spende l’85% del prezzo al pubblico”. Ma questa modalità non premia solo il sistema sanitario nazionale. “Grazie alla distribuzione diretta dei farmaci – aggiunge infatti il dottor De Rosa - regioni come l’Emilia Romagna, la Toscana , l’Umbria e la Campania hanno evitato forme di compartecipazione, il pagamento cioè di ticket da parte del cittadino”. Risparmio assicurato quindi, anche grazie al sistema di gara per equivalenza terapeutica. Attraverso questo metodo infatti “la competizione tra le aziende è maggiore e permette agli ospedali di ottenere sconto medi fino al 60-70%”>.  

Bari, 8 novembre 2004 

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