Il fallimento degli screening oncologici: un danno alla salute dei pugliesi!

 

Comunicato stampa

 Il fallimento degli screening oncologici: un danno alla salute dei pugliesi!

“In Europa il tumore uccide meno. E’ quanto risulta da uno studio pubblicato su Annals of Oncology, consultabile dalla nostra rubrica "Orizzonti delle scienze mediche". Alla base di questo risultato c’è il progetto “Europa contro il cancro”, avviato nel 1985 con l’obiettivo di ridurre la mortalità per malattie neoplastiche del 15% entro il 2000 attraverso il ricorso a tutti i livelli di prevenzione attuabili, in particolare la lotta contro il fumo, i test di screening, e i processi di rieducazione e riabilitazione per le persone colpite da tumore.

Secondo lo studio, in quindici anni, grazie alla prevenzione, sono state evitate almeno 92.753 morti attese sulla base delle proiezioni dei dati del 1985, il 9% in meno del previsto. Austria e Finlandia sono le nazioni che hanno raggiunto pienamente l’obiettivo, l’Italia vi è andata vicina con una riduzione del 13%, come Regno Unito e Lussemburgo. Fanalini di coda Portogallo e Grecia.
Per continuare a ridurre il numero di morti, infine, gli autori indicano quale chiave vincente la rimozione dei fattori di rischio, soprattutto il fumo, e l’utilizzo dei test di screening, in particolare per le donne, come  Pap test e Mammografia” (Redazione Ministerosalute.it-30 luglio 2003 - http://www.ministerosalute.it/dettaglio/pdNews.jsp?id=440&area=ministero&colore=2).

Questo è quanto si legge sul sito del Ministero della Salute in riferimento agli screening oncologici.

“Incredulità e sconcerto, sono i sentimenti che ci pervadono alla notizia pubblicata sui mass media circa il fallimento dei progetti di screening oncologici in Puglia”, ha affermato il dott. Filippo Anelli – segretario regionale FIMMG Puglia. “Il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati dai programmi di screening produce minore tutela della salute per i nostri concittadini. Ossia, per continuare a ridurre il numero di morti, per adoperare la terminologia usata dal Ministero della Salute, è necessario l’utilizzo di test di screening”.

Un tema, quella della prevenzione, molto caro ai medici di famiglia che ogni giorno sono impegnati con i propri assistiti in un’opera di educazione e di persuasione per l’esecuzione degli esami di screening.

“Avevamo sollevato il problema dei progetti relativi allo screening oncologico circa un anno fa in seno al Comitato Permanente Regionale del 30/09/2003. In quella circostanza avevamo chiesto alla Regione Puglia informazioni e spiegazioni in merito ai progetti di screening, senza ottenere più alcuna risposta”, ha continuato il dott. Ignazio Aprile – vice segretario Fimmg Puglia.

Il  medico di famiglia dovrebbe ricoprire un ruolo fondamentale in tali progetti. Ruolo che mai è stato concordato – per gli aspetti organizzativi – in seno al Comitato Permanente Regionale per la Medicina Generale.

“È impensabile che si avvii un progetto di screening senza il coinvolgimento sul piano organizzativo di tutti gli operatori sanitari coinvolti nel programma di screening”, ha ribadito il dott. Vito De Robertis Lombardi – segretario provinciale Fimmg Bari. “In tutte le Regioni in cui i medici di famiglia sono stati coinvolti, i risultati degli screening hanno portato ad una sopravvivenza delle donne in quella regione in percentuali maggiori rispetto alla media nazionale”.

Una tesi, questa, fatta propria dal Ministero della Salute e dalle Regioni Italiane e richiamata nelle Linee guida concernenti la prevenzione, la diagnostica e l'assistenza in oncologia, pubblicata a seguito all’Accordo tra il Ministro della sanità le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano - pubblicato sul supplemento ordinario alla G.U. n°100 del 2 maggio 2001, n°102:

“A livello europeo, il programma "Europa contro il cancro" ha ripetutamente raccomandato il coinvolgimento dei medici di medicina generale  nell'ambito dei programmi di screening di popolazione. Studi condotti per valutare gli effetti di diverse modalità di invito hanno dimostrato che anche nella realtà italiana una lettera a firma del medico di medicina generale può ottenere tassi di partecipazione più elevati. In Italia la convenzione con la medicina generale prevede la partecipazione dei medici di medicina generale ai programmi di screening”.

Ribadiamo la nostra disponibilità a collaborare con la Regione Puglia per la realizzazione dei programmi di screening oncologici, secondo le modalità operative previste dalla Convenzione Nazionale per la Medicina Generale ”, ha affermato il dott. Salvatore Onorati – segretario provinciale di Foggia. “Una disponibilità che non può fermarsi, come in passato, solo alla condivisione degli aspetti tecnico-scientifici, ma deve affrontare il tema dell’integrazione territorio-ospedale definendo i ruoli ed i comportamenti dei diversi operatori sanitari”.

Bari, 18 ottobre 2004

 

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Fimmg Puglia:  in rete dal 29/05/2004