CBH: il licenziamento dei medici è un problema del Servizio Sanitario Regionale!

 

Comunicato stampa del 7/8/04  

CBH: il licenziamento dei medici è un problema del Servizio Sanitario Regionale!

 Il Servizio Sanitario Regionale è garantito per un 60-70% da strutture pubbliche e per un 30-40% da strutture private accreditate. Ambedue godono di  pari dignità, in quanto garantiscono - in tale misura - il diritto alla salute ai cittadini pugliesi.

L’ipotesi avanzata dalla CBH di licenziare 71 medici suscita forti preoccupazioni per il futuro di questi professionisti e perplessità circa le procedure che la società vorrebbe adottare.

La FIMMG è vicina a tutto il personale medico dipendente dalla CBH in questo particolare momento ed esprime solidarietà ai sindacati medici di categoria impegnati per la difesa dell’occupazione”, ha affermato il dott. Filippo Anelli -  segretario regionale FIMMG Puglia. “Ci siamo sempre battuti per ridurre la disoccupazione medica in questa regione. L’avvio di 420 assunzioni nel 118 è il risultato più importante conseguito in questo anno, grazie anche alla sensibilità della Giunta Regionale. L’avvio delle procedure di licenziamento di tanti medici che per anni hanno messo a disposizione dell’azienda e del Servizio Sanitario Pugliese le proprie professionalità risulta una sconfitta del sistema e pone numerosi interrogativi circa la codifica dei rapporti tra il pubblico ed il privato accreditato”.

Ovviamente, la società CBH è libera di programmare lo sviluppo della propria azienda. Tuttavia, poiché le strutture della società erogano prestazioni a cura del Servizio Sanitario Regionale, regolarmente retribuite dalla Regione Puglia, le decisioni legittimamente assunte dalla società CBH hanno delle evidenti ripercussioni sull’intero sistema.

Infatti, la decisione di licenziare 71 medici sembra essere legata, come si afferma in vari interventi pubblicati sui media, alla riduzione dei posti letto connessa all’adozione di vari provvedimenti di carattere regionale e nazionale.

“È evidente”, ha affermato il dott. Vito De Robertis Lombardi – segretario provinciale FIMMG Bari, “che non si possono <perdere> professionalità mediche acquisite in tanti anni di lavoro. Sarebbe un provvedimento inefficiente, per il sistema, privo di qualsiasi motivazione”.

Infatti, il Piano di Riordino Ospedaliero ha rimodulato  e ridisegnato la distribuzione dei posti letto, riducendo quelli per acuto, senza che alcuno ponesse, sino ad ora, la questione occupazionale.

Dunque”, affermano i due dirigenti sindacali, “la proposta di licenziamento non può essere solo una questione <privata>. Ma, deve coinvolgere necessariamente l’intero sistema sanitario regionale di cui i 71 medici sono parte integrante”.

 

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