Lo sciopero dei medici e le elezioni 

Comunicato Stampa

Lo sciopero dei medici e le elezioni 

Proclamare lo sciopero a pochi giorni dal voto, in altri tempi, sarebbe stato un atto provocatorio, “intollerabile” per un sistema democratico in quanto avrebbe potuto influenzare il voto. Oggi, invece, nessuno si meraviglia più di tanto!

Questo sciopero è il fallimento della politica! Nel senso che i governanti non sono riusciti a garantire non solo le risorse per il rinnovo dei contratti di lavoro, ma neanche un percorso contrattuale. Infatti, siamo in una materia ove la legge, sottraendo la potestà esclusiva al Governo, rimanda all’accordo tra le parti la regolamentazione del settore. Di qui la decisione di proclamare lo sciopero.

Cosa chiedono i medici? “Un servizio sanitario che funzioni. Un servizio sanitario dove i cittadini possano accedere senza ostacoli. Un servizio sanitario dove i medici possano esercitare compiutamente la loro professione. Un servizio sanitario che si prenda cura dei malati rispettando la loro dignità di persona. Un servizio sanitario che consideri la tutela della salute un bene collettivo e non soltanto un privilegio individuale”, ha dichiarato il dott. Filippo Anelli, segretario regionale della FIMMG Puglia.

“A cosa assistiamo invece: ad uno sproporzionato aumento dei tempi e delle liste di attesa per l’accesso alle prestazioni; alla carenza strutturale dei servizi sul territorio, coma l’assistenza domiciliare; ad una scarsa incisività nelle strategie di prevenzione; ad una carenza del personale addetto all’assistenza, con gravi riflessi sulla qualità della stessa; alla ricerca spasmodica del pareggio di bilancio anche al costo della stessa efficacia delle cure”.

Emblematico è il caso della spesa farmaceutica dove, a fronte dell’immissione in commercio di nuovi e più potenti farmaci,  anche se più costosi  per la cura di alcune malattie molto diffuse come l’artrosi o le malattie dell’apparato cardiovascolare, il budget finanziario previsto dal Governo è rimasto sostanzialmente invariato.

Diversamente è aumentato il carico di lavoro degli operatori sanitari che devono far fronte alle gravi carenze del sistema direttamente e volontariamente, per non compromettere l’efficacia delle cure.

 “In Puglia l’indice di occupazione medica negli ospedali è sotto la media nazionale così come quella degli infermieri”, ha affermato il dott. Vito De Robertis Lombardi, segretario provinciale della FIMMG Bari. “Il 30% dei medici di medicina generale ha una popolazione inferiore a 500 assistiti per medico. Ossia, poiché viene retribuito a quota capitaria, ha grandi difficoltà economiche per il basso livello del compenso professionale. Stesso discorso vale per i medici del 118 che hanno un livello di retribuzione economica assolutamente inadeguata per i compiti professionali che svolgono. Grave è la situazione anche per la Continuità Assistenziale (Guardia Medica) che sono esposti ad episodi di violenza e prestano la loro opera in strutture poco decorose sia per i medici che per i cittadini che utilizzano tale servizio”.

Un contratto di lavoro serve anche a ridare dignità alla professione medica e nello stesso tempo efficienza al servizio sanitario.

L’assistenza domiciliare in Puglia è, praticamente, inesistente. Gli obiettivi sanitari, che dovrebbero essere concordati con le associazioni mediche, rappresentano “un costo” per il sistema. Circa il 50% dei diabetici non sa di essere ammalato di questa malattia. Il 30% degli ipertesi non ha mai misurato la pressione arteriosa. Il controllo dell’ipercolesterolemia nel nostro paese rappresenta un obiettivo da raggiungere. Impegnare i medici a ridurre queste percentuali significa aumentare di molto la spesa farmaceutica, ma ridurre la mortalità e gli eventi cardiovascolari, con tutte le conseguenze connesse.

Un contratto di lavoro dunque, serve anche a questo. Serve a rilanciare il servizio sanitario nazionale che fino a qualche anno fa era considerato il secondo miglior servizio sanitario del mondo.

Per questo il 3 giugno tutte le sigle sindacali dei medici ospedalieri hanno proclamato lo sciopero. Saranno garantiti i servizi di emergenza e di urgenza in tutti gli ospedali pugliesi.

Il 4 giugno, invece, resteranno chiusi gli ambulatori dei medici di famiglia, mentre i medici di Continuità assistenziale (Guardia medica) e i medici del 118 pur condividendo le motivazioni dello sciopero resteranno al loro posto di lavoro per evitare gravi disagi alla popolazione.

Bari, 1 giugno 2004

 

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