I Medici: il Servizio Sanitario Nazionale sta fallendo!

Comunicato Stampa

I Medici: il Servizio Sanitario Nazionale sta fallendo!

Clamorosa protesta di tutti i medici del SSN, ospedalieri, specialisti e Medici di Famiglia.

 Quarantadue sigle sindacali, in rappresentanza di tutti i medici del SSN, dipendenti o convenzionati, lunedì 8 e martedì 9 marzo, tutti insieme, inviteranno iscritti e non iscritti, a dedicare un’ora del proprio lavoro a informare i cittadini sul reale rischio di fallimento del sistema sanitario italiano.

"Un'ora per la salute": questo lo slogan adottato dai sanitari per presentare la seconda fase delle agitazioni sindacali dopo il maxi sciopero del 9 febbraio 2004.

L’agitazione prevede un’ora di sciopero per i medici dipendenti lunedì mattina, e un'altra ora di astensione "virtuale" (il compenso sarà devoluto alla Caritas) il giorno dopo. Anche i medici di famiglia dedicheranno un’ora del proprio lavoro lunedì e martedì mattina per spiegare ai cittadini le motivazioni di questa manifestazione.

Lunedì 22 Marzo, poi, giornata di sciopero di tutti i medici ospedalieri e dipendenti.

Venerdì 16 Aprile sciopero nazionale di tutti i medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta.

Sabato 24 aprile grande manifestazione unitaria di tutti i camici bianchi a Roma: medici di famiglia, specialisti ed ospedalieri, a favore del servizio sanitario nazionale.

“Abbiamo la forte sensazione che la barca stia per affondare”, ha dichiarato il dott. Filippo Anelli – segretario regionale FIMMG. “Il servizio sanitario nazionale ha bisogno di forti investimenti. Invece, il sistema è sottofinanziato e sinora il Governo non ha fornito, a riguardo, risposte soddisfacenti neanche alle pressanti richieste dei Presidenti delle Regioni”.

Il divieto di imporre nuovi tributi da parte delle Regioni per finanziare il SSN e la mancanza di investimenti nel settore, da parte del Governo, sono, a giudizio delle Regioni, le cause principali dell’impoverimento del servizio sanitario nazionale.

Così, ieri “la Conferenza delle Regioni, in attesa che gli impegni presi da parte del Governo su irrinunciabili aspetti finanziari siano compiuti, ha annunciato di non partecipare alle Conferenze Stato-Regioni e Unificata”.

Una protesta clamorosa che, accanto alle considerevoli motivazioni economiche, intende marcare un giudizio negativo da parte di tutte le Regioni sul federalismo, così come proposto dal testo di legge presentato dal Ministro Bossi.

La devolution e le sue conseguenze sul SSN, rappresenta un altro motivo di forte preoccupazione della classe medica.

“Con la devolution di Bossi si andrebbe incontro sicuramente alla fine del Servizio Sanitario Nazionale, così come è oggi organizzato”, ha continuato il dott. Anelli. “Con esso verrebbero meno le garanzie di uguaglianza nella fruizione delle prestazioni legate al diritto di cittadinanza”.

Ogni Regione, infatti, darebbe vita ad un proprio servizio sanitario regionale, con forti discriminazioni tra cittadini di una regione rispetto ad un’altra.

Tutte le 42 sigle sindacali, rappresentative dei medici ospedalieri, specialisti e convenzionati (medici di famiglia e pediatri) sono concordi nell’esprimere il forte disagio del personale medico che opera nel servizio sanitario.

“Il mancato rinnovo del contratto di lavoro, scaduto nel lontano 31/12/2000 ”, ha proseguito il dott. Anelli, “è un’ulteriore spia della mancata volontà di rilanciare il Servizio Sanitario Nazionale ed un forte motivo di preoccupazione e disagio da parte di tutti gli operatori del settore”.

Bari, 06 marzo 2004

 

Home

Fimmg Bari: Sezione Telematica e Comunicazione: in rete dal 25/02/2008