No alla devolution e al tentativo di smantellare il SSN 

 Comunicato stampa

 

 A favore di un servizio sanitario nazionale

No alla devolution e al tentativo di smantellare il SSN 

Lo sciopero dei medici ospedalieri e dei dirigenti sanitari ha il grande merito di riproporre all’opinione pubblica italiana il tema della tutela della salute nel SSN, del suo frazionamento in 21 servizi sanitari regionali, del sottofinanziamento del sistema e della conseguente riduzione dei servizi garantiti dallo Stato ai cittadini.

“Le motivazioni che hanno spinto tutte le Organizzazioni sindacali dei dirigenti sanitari a indire lo sciopero ” - ha affermato il dott. Filippo Anelli, segretario regionale della FIMMG Puglia –“sono completamente condivisibili. L’attuale sistema, oramai, non è più in grado di garantire i livelli di assistenza uniformemente in tutte le regioni italiane in quanto mancano le risorse e , nella logica del risparmio a tutti i costi, si tagliano sempre più le prestazioni riducendo gli investimenti che sono alla base dello sviluppo di un qualsiasi sistema”.

L’attuale federalismo ha già prodotto 21 servizi sanitari regionali e una crescente disuguaglianza nell’accesso ai servizi che dovrebbero essere garantiti, nella stessa misura, a tutti i cittadini italiani. Invece, si tagliano i posti letto, si riducono le prestazioni, si abbandona il territorio che resta sguarnito di servizi e di personale. L’assistenza domiciliare resta una chimera. Il diritto ad essere dignitosamente curato a casa, anche nelle fasi più drammatiche della malattia: un sogno! Riabilitazione ed attenzione per coloro che sono soggetti svantaggiati un optional! Il tutto nel nome di un falso aziendalismo e del pareggio del bilancio!

“Siamo all’emergenza sanità! Le lunghe lista di attesa, la necessità di rivolgersi sempre più al privato per l’accesso alle prestazioni specialistiche stanno orientando i cittadini ad accettare l’idea di un diverso servizio sanitario basato sulle assicurazioni”, ha continuato il dott. Filippo Anelli. “Più paghi e più sei garantito! Se non hai soldi ti garantisce, per quello che può, lo Stato! Questo sembra essere la nuova filosofia che sta alla base delle scelte politiche di fondo in questo. Eppure, con le assicurazioni chi ci guadagna è solo l’imprenditore e la malattia diventa un business da realizzare”.

Giusta, quindi, la richiesta dei sindacati dei medici di fare chiarezza!

Devolution e sottofinanziamento del sistema, sono due colpi mortali per il servizio sanitario nazionale.

Con l’approvazione della devolution non avrà più senso un servizio sanitario nazionale. Ogni regione avrà il suo, distinto e diverso dalla regione limitrofa. Solidarietà, uguaglianza e equità nell’accesso alle prestazioni: un ricordo di altri tempi.

Nel frattempo si prova a smantellare il sistema: nessun aumento del fondo sanitario nazionale così come richiesto dalle Regioni italiane (per coprire le spese per l’assistenza agli immigrati regolarizzati con la Legge Bossi-Fini); divieto alle Regioni di imporre nuove tasse per finanziare autonomamente il proprio servizio sanitario;  ricorso alla cartolarizzazione o alla possibile vendita degli ospedali per ridurre il pesante deficit; nuovi e gravosi carichi burocratici derivanti da leggi, coma la privacy, che trasformano il lavoro del medico in atti facilmente perseguibili e rendono gli ambulatori e le strutture pubbliche e private ai limiti della illegalità.

“Diciamo no a questo sconsiderato disegno”, ha affermato il dott. Filippo Anelli. “I medici italiani sono mobilitati per contrastare questo progetto e per difendere e rilanciare una grande opera, patrimonio di tutti gli italiani: il servizio sanitario nazionale”.

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