Farmatruffa nel Foggiano: ferma condanna della Fimmg

Comunicato Stampa Fimmg Puglia

               “Siamo costretti a registrare un nuovo e spiacevole episodio di presunta truffa, corruzione e comparaggio in Puglia da parte di operatori sanitari, medico – farmacista e informatori del farmaco”, ha commentato il dott. Filippo Anelli, segretario regionale FIMMG. “Anche in questo caso esprimiamo una ferma condanna per tali comportamenti delinquenziali che rischiano di screditare il lavoro sapiente e silenzioso dei tanti operatori del settore, medici di famiglia compresi”.

Ancora una volta viene a galla l’intreccio tra aziende farmaceutiche, medici e farmacisti che, grazie alla loro posizione nel Servizio Sanitario Regionale, utilizzano i meccanismi della prescrizione farmaceutica per mettere in atto comportamenti illeciti, con grave danno per il SSR.

“Speravamo che dopo i fatti del luglio scorso a Bari”, ha continuato il dott. Filippo Anelli, “tali episodi non si ripetessero più in Puglia. È necessario, perciò, che le Aziende Sanitarie vigilino con maggiore attenzione sui comportamenti prescrittivi dei medici e che si avvii al più presto, a livello regionale, un tavolo di confronto tra Regione Puglia, medici, aziende farmaceutiche, farmacisti e informatori del farmaco”.

I medici di famiglia rappresentano l’anello terminale e contestualmente i principali attori del sistema della prescrizione farmaceutica. È ovvio che su di loro, spesso, si concentrano le pressioni delle Aziende Farmaceutiche, che cercano di migliorare il loro fatturato. Sebbene la quasi totalità dei medici di famiglia svolge con puntualità ed onestà la propria professione, tali episodi rischiano di accreditare nell’opinione pubblica l’idea di un servizio pubblico minato dalla corruzione.

Tale interpretazione risulta fuorviante e poco generosa e rispettosa del lavoro di tutti quegli operatori sanitari che giornalmente svolgono con dedizione e abnegazione il loro servizio per la tutela della salute dei cittadini pugliesi.

“Dobbiamo tutti impegnarci”, ha continuato il dott. Anelli, “a creare una nuova cultura della legalità che non può essere basata solo sulla repressione, ottimamente svolta dalla Magistratura e dalle Forze dell’Ordine. Dobbiamo riscoprire i valori che sono alla base del nostro servizio sanitario nazionale, come la solidarietà, l’uguaglianza dei cittadini e l’equità, e della professione medica. Così come è necessario svolgere una intensa azione culturale, attraverso la formazione continua, al fine di qualificare ancor più la professionalità dei medici di famiglia”.

Bari, 22 gennaio 2004 

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