Privacy: puntualizziamo ! 

(Lettera al Direttore della Gazzetta del Mezzogiorno)

 Caro Direttore,

le affermazione pubblicate dal suo giornale in data 17 gennaio, sulla pagina curata dall’Ordine dei Medici di Bari, in merito ai nuovi compiti attribuiti ai medici dalle nuove norme sulla privacy, potrebbero dare adito a comportamenti non propriamente coerenti con le norme e quindi eventualmente esporre i medici alle gravi sanzioni previste dalla legge. In particolare si vuole puntualizzare l’affermazione: “La firma certificata: Non occorre più raccogliere la firma dell'interessato e conservarla; il medico può annotare anche a penna ai propri atti la circostanza che ha informato l'assistito su come tratta i dati e che questi vi ha assentito.”. Tale affermazione è imprecisa in quanto a norma dell’art. 81 del D. Lvo 196/2003 “Il consenso al trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute, nei casi in cui e' necessario ai sensi del presente codice o di altra disposizione di legge, puo' essere manifestato con un'unica dichiarazione, anche oralmente. In tal caso il consenso e' documentato, anziche' con atto scritto dell'interessato, con annotazione dell'esercente la professione sanitaria o dell'organismo sanitario pubblico, riferita al trattamento di dati effettuato da uno o piu' soggetti e all'informativa all'interessato, nei modi indicati negli articoli 78, 79 e 80”.

Ragioni di prudenza e di cautela nel trattamento di dati sensibili come quelli relativi allo stato di salute del cittadino, impongono di precisare che il consenso viene raccolto in via ordinaria per iscritto, previa idonea informazione all’utente. Il consenso orale rappresenta una modalità residuale ed alternativa, che pur contemplata dalla Legge, è opportuno riservare a casi particolari e/o di necessità o urgenza. In ogni caso il consenso reso in forma orale può essere fonte di contenzioso, ove sorgessero contestazioni, in quanto il medico si assume autonomamente la responsabilità di certificare che ha compiutamente informato il cittadino, dichiarando che questi ha poi prestato il consenso al trattamento dei dati, senza conservare alcuna prova.

Ciò premesso, l’affermazione che “potrebbe scaturire, presto, uno standard di informativa snella ed efficace, che si potrebbe stampare in piccole carte tascabili contenenti un allegato pieghevole e di facile uso” è approssimativa, poiché non vi sono ad oggi altre indicazioni legislative o interpretative in merito che consentano di dare per assodato che “non occorre più”  raccogliere e conservare la firma dell’interessato.

Il tentativo da parte dell’Ordine dei Medici di Bari di minimizzare l’impatto della Legge sull’attività quotidiana dei medici non solo non raggiunge il suo scopo, ma potrebbe ingenerare comportamenti non perfettamente aderenti alle prescrizioni di legge.

In realtà, l’Ordine dei Medici avrebbe dovuto prendere posizione durante l’iter di adozione della legge, propugnando la tesi del consenso implicito al momento della scelta del medico e preservando, così, il medico da un nuovo e gravoso carico di lavoro che rischia di sottrarre altro tempo alla cura del paziente.

La FIMMG Puglia, dunque, pur non condividendo l’aggravio burocratico che deriva dal condivisibile principio della tutela della privacy, invita i medici a raccogliere per iscritto il consenso al trattamento dei dati sino a quanto nuove disposizioni non stabiliranno che il metodo ordinario della raccolta del consenso è quello orale.

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