Guardia Medica: la FIMMG chiede sedi più sicure!

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Guardia Medica: la FIMMG chiede sedi più sicure!

Importante iniziativa del Comitato Regionale per la Medicina Generale Pugliese

Importante iniziativa del Comitato Regionale per la Medicina Generale Pugliese per garantire la sicurezza delle sedi di guardia medica, all’indomani dell'assassinio della dottoressa Roberta Zedda di Oristano.

Il Comitato, infatti, ha stabilito “di chiedere ai Direttori Generali una relazione tecnica che affronti il tema della sicurezza,  dei requisiti strutturali, igienico ambientali, e di tutte le norme previste dal capo III della convenzione, entro e non oltre il 30/09/03”.

L'assassinio della dottoressa Roberta Zedda di Oristano ha indotto il maggior sindacato della categoria – la FIMMG – a proclamare lo stato di agitazione dei medici di Guardia Medica per sensibilizzare le Autorità competenti a rendere più sicure le sedi di Continuità Assistenziale.

 “Questa collega è l’ennesima vittima dell’isolamento in cui i medici di Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica ) effettuano il loro servizio, costretti come sono ad operare con modalità ormai superate quanto pericolose e poco efficaci”, ha affermato il dott. Nicola Calabrese – segretario regionale FIMMG della Continuità Assistenziale. “E’ venuto il tempo che anche in Italia il medico di Continuità Assistenziale possa riconoscere i propri pazienti tanto quanto il medico di famiglia, e i pazienti possano riconoscere in lui un’altra figura a cui fare riferimento con fiducia”.

“Chiediamo all'Assessorato regionale alla Sanità”, ha affermato il dott. Filippo Anelli – segretario regionale  generale FIMMG – “di avviare con estrema urgenza una ricognizione sistematica delle sedi al fine di individuare:

1) le carenze in termini di sicurezza delle sedi;

2) l'inidoneità e l'inadeguatezza logistica di alcune sedi assolutamente indecorose”.

Il Comitato Regionale per la Medicina Generale ha, dunque, immediatamente disposto una ricognizione sullo stato delle sedi di guardia medica in relazione alla sicurezza e alle norme igienico ambientali.

“La vera novità”, ha continuato il dott. Nicola Calabrese, “consiste nel fatto che tale relazione dovrà essere sottoscritta dai sindacati in ogni singola azienda. In questa maniera il Comitato Regionale avrà nelle mani una relazione del Direttore Generale con le osservazioni dei medici. Ciò consentirà una valutazione ottimale per affrontare il problema della sicurezza”.

Infatti, il Comitato Regionale ha stabilito che i dati raccolti saranno oggetto di un comitato monotematico al fine di rimuovere tutte le eventuali inefficienze. A completamento di questa fase, il Comitato regionale affronterà in seduta monotematica tutti i temi  della continuità assistenziale con particolare riguardo agli aspetti organizzativi e funzionali."

Nel frattempo la FIMMG Continuità Assistenziale  ha comunicato alle Autorità competenti lo stato di agitazione della categoria e ha richiesto l'attuazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione ai sensi dell'art. 2, comma 2, della legge 146/1990, come modificata dalla legge n. 83/2000.

“Dobbiamo evitare di abbassare la guardia in una regione come la Puglia, che ha già pagato un prezzo elevatissimo, con la morte della collega dott.ssa Monteduro”, ha continuato il dott. Nicola Calabrese. “La FIMMG procederà, in ogni caso, ad una sua autonoma ricognizione e provvederà a notificare i risultati di questa attività di monitoraggio e verifica all'Assessorato alla Sanità”.

Bari, 10 luglio 2003

 

 

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