Le cannonate di Bossi e il rispetto della persona 

Comunicato stampa 

Le cannonate di Bossi e il rispetto della persona 

La proposta del Ministro Bossi di parare cannonate contro i barconi dei clandestini o, nella versione corretta, l’ordine di abbordaggio da parte della marina militare rievoca alla mente episodi luttuosi che avremmo preferito non evocare. L’incidente del venerdì santo causato dall’abbordaggio di una nave della marina militare  e di conseguente affondamento della nave dei clandestini albanesi è un ricordo ancora vivo nella mente di tutti i pugliesi.

“Siamo per il rispetto della vita umana”, ha commentato il dott. Filippo Anelli, segretario regionale della FIMMG Puglia. “Come medici consideriamo inviolabile il diritto alla vita e nessuna ragione politica può consentire, a nostro avviso, che si metta a repentaglio la vita umana ”.

Ancora una volta la soluzione dei gravi problemi legati all’immigrazione non può essere risolta violando principi fondamentali, sanciti non solo dalla nostra Carta costituzionale, ma anche dalla Dichiarazione dei Diritti dell’uomo di Helsinki.

“Siamo preoccupati che un Ministro della Repubblica ”, ha continuato il dott Anelli, “scelga di adottare delle soluzioni drastiche abdicando al primato della politica basato sulla tolleranza e sulla ricerca di soluzioni di mediazione. Come medici ci auguriamo che il rispetto della vita diventi il principio verso cui orientare tutte le scelte della politica anche nelle fasi  più drammatiche”.

Bari, 16 giugno 2003

 

 

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