Il Medical Pride: un successo!

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Comunicato Stampa

Il Medical Pride: un successo!

"Dobbiamo registrare, con grande soddisfazione, il successo del Medical Pride" - ha affermato il dott. Filippo Anelli, segretario regionale FIMMG - "grazie alla straodinaria partecipazione dei medici di famiglia pugliesi. Una giornata importante per la medicina generale pugliese che potrebbe segnare una svolta nei rapporti con la Regione Puglia".

Infatti, Ŕ stato convocato giovedý dall'assessore regionale alla sanitÓ il Comitato Permanente Regionale per la Medicina Generale per iniziare a discutere di burocrazia.

Una prova di dialogo, anche se le posizioni di partenza sembrano essere ancora molto distanti!

"Siamo disponibili ad avviare in Puglia una stagione di concertazione e di dialogo con la Regione Puglia", ha continuato il dott. Filippo Anelli. "Tuttavia, la Regione deve rinunciare al metodo della prevaricazione e della imposizione di norme e disposizioni, senza alcun confronto con le parti interessate".

Una situazione che ha creato notevole malessere tra i medici. Infatti, le disposizioni sanzionatorie per coloro che hanno superato il budget di spesa sono percepite dai medici come il chiaro esempio della rinuncia - da parte della Regione Puglia - ad applicare il principio costituzionale della tutela della salute.

La massiccia partecipazione dei medici - nonostante le pessime condizioni metereologiche - e la voglia di tornare a curare i cittadini - scandita nei vari slogan durante tutta la manifestazione - rappresenta il forte malessere che pervade l'intera categoria.

"Vogliamo continuare a batterci per un Servizio Sanitario Nazionale basato sui principi di solidiarietÓ ed universalitÓ, contro coloro che vogliono solo distruggerlo. Il Decreto Sirchia mina alle basi il rapporto di fiducia medico-paziente e mette in crisi l'intero sistema.", ha affermato il segretario nazionale della FIMMG -dott. Mario Falconi - in un intervento che ha entusiasmato i medici che lo hanno ascoltato in un gremitissimo teatro Kursal Santa Lucia.

Un servizio sanitario che in Puglia Ŕ a forte rischio proprio per la scelta regionale di perseguire una drastica politica di tagli e riduzione delle prestazioni sanitarie.

"Se la scelta di fondo" gli ha fatto eco Filippo Anelli - "Ŕ quella di garantire ad ogni costo il pareggio di bilancio e, solo successivamente, le esigenze di salute del cittadino, Ŕ ovvio che gli strumenti di regolamentazione del sistema sanitario, ossia la burocrazia, sono orientati a raggiungere l'obiettivo economico e non quello previsto dalla Costituzione Italiana".

L a burocrazia, infatti, rappresenta il male oscuro della sanitÓ pugliese.

"Bisogna realizzare le condizioni per rendere il percorso assistenziale appropriato, agevole e facilmente accessibile presso ciascun livello di assistenza interessato" , si legge nel Piano Sanitario Regionale.

Un obiettivo che a distanza di un anno dall'approvazione del Piano sembra non solo fallito, quanto addirittura tradito!

"E' la trascrizione delle ricette altrui che genera il maggior disagio tra i medici", continua il dott. Anelli. "I medici di famiglia si sentono umiliati nel loro orgoglio professionale ogni qualvolta sono obbligati - per disposizione regionale - a trascrivere le ricette di altri colleghi".

La trascrizione delle ricette, infatti, oltre ad essere un inutile aggravio burocratico per il medico Ŕ un peso per l'assistito costretto ad un inutile pellegrinaggio tra medici e strutture sanitarie al fine di ottenere una banale prescrizione.

"Giovedý, chiederemo all'assessore regionale alla sanitÓ risposte concrete sulla burocrazia", ha concluso il dott. Anelli. "In particolare esigeremo nuove norme sulla prescrizione degli esami strumentali TAC e Risonanza Magnetica Nucleare, dei Day Hospital, dei farmaci contro la cefalea e della FKT. Inoltre la Regione dovrebbe rendere noto i centri specialistici di riferimento per la prescrizione dei farmaci con piano terapeutico. Infine, dovrebbe dirimere la vicenda relativa alla definizione dei tempi di prescrizione di una terapia: 30 giorni come sinora affermato dalla Regione o 60 come prevede una Legge dello Stato".

 

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