L'orgoglio di essere medici: le proposte della Fimmg

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COMUNICATO STAMPA

FIMMG PUGLIA
COMUNICATO STAMPA


L'orgoglio di essere medici
Bari, 5 aprile 2003 

I Medici di Famiglia della FIMMG invitano il Governo Nazionale a ritirare il Decreto anti truffa e dicono no all'eccesso di burocrazia.

Al Governo Regionale chiedono di:
1. avviare una nuova stagione legata alla concertazione, abbandonando quei comportamenti tesi a imporre decisioni (leggi e delibere regionali), soprattutto in quei casi in cui la legge prevede espressamente il coinvolgimento dei legittimi rappresentanti di categoria;
2. rilanciare l'attività del Comitato Permanente Regionale per la Medicina Generale, quale sede istituzionale per svolgere una efficace azione di concertazione;
3. promuovere l'appropriatezza prescrittiva quale strumento di controllo e razionalizzazione delle risorse individuate dagli strumenti di programmazione (art. 72 DPR 270/00) rinunciando alla logica ragionieristica che ha ispirato numerosi provvedimenti legislativi regionali, che, imponendo al medico di famiglia responsabilità nel controllo della spesa che esulano dalle norme contrattuali,  lo aggravano di un notevole carico burocratico che ha come risultato quello di trasformarlo nell'unico soggetto abilitato ad utilizzare il ricettario unico del SSR. 
L'appropriatezza delle prescrizioni, prevista anche dalla L. 405/01 e ignorata dalla Regione Puglia, rappresenta la modalità organizzativa - contrapposta alla logica sanzionatoria e repressiva, per ottenere il controllo sulle prescrizioni. Con l'appropriatezza il medico è responsabilizzato a ricercare la migliore cura possibile per quella patologia e al più basso costo possibile. Ciò significa che l'appropriatezza costituisce una risposta efficace alle istanze di salute dei cittadini e non rappresenta - invece - un tetto di spesa, oltre il quale al medico è negato il diritto di erogare la prestazione. Il budget diventa, così,  lo strumento di programmazione e di allocazione delle risorse necessarie a dare le risposte adeguate alla domanda di salute della popolazione.
4. applicare le norme previste dal DPR 270/00 ed in particolare gli articoli 36 e 37 in riferimento all'uso del ricettario regionale, la cui costante disattesa crea riflessi negativi sull'esercizio della professione, compromettendo il principio di responsabilità professionale e determinando alterazioni nel rapporto di fiducia medico-paziente.
5. rivedere, di concerto con le OO.SS.  tutti quegli atti che, nel determinare soltanto un inutile aggravio burocratico sia per il medico che per il paziente, ne minano il rapporto di fiducia. In particolare si fa riferimento a:
a. prescrizione degli esami strumentali TAC e Risonanza Magnetica Nucleare;
b. prescrizione dei Day Hospital;
c. prescrizioni dei farmaci contro la cefalea, triptanici;
d. prescrizione della FKT;
e. definizione dei centri per la prescrizione dei farmaci con piano terapeutico.
In questo senso chiedono di costituire nell'ambito del Comitato Permanente Regionale per la Medicina Generale un gruppo di lavoro che elabori proposte tese a ridurre il carico burocratico sia per il medico che per il paziente, e a migliorare l'accesso alle prestazioni ai cittadini;
6. dare immediata e coerente applicazione dell'accordo sottoscritto il 30 ottobre 2002,   e fatto suo dalla Giunta Regionale con delibera del 28.1.2003, ed in particolare:
a) rispetto di quanto enunciato nei punti I e II:
I. Il ruolo del medico di medicina generale nell'ambito del SSN e SSR e quello riveniente dalla normativa vigente (L. 833/78 e D.L.gs 502/92). Il rapporto che si instaura tra le Aziende USL ed i medici di medicina generale, per lo svolgimento dei compiti e delle attività in regime convenzionale, è, come definito dalla vigente convenzione nazionale, di " lavoro autonomo, coordinato e continuativo ", con compiti e funzioni del medico di medicina generale, quindi, che non potranno essere esercitati o affidati ad altri soggetti o ad Enti privati. Detto rapporto non potrà, né dovrà in nessun caso configurarsi come rapporto di dipendenza ed eventuali ulteriori incombenze potranno essere attribuite, al medico di medicina generale, con contrattazione regionale.
II. La scheda sanitaria dell'assistito ha validità tecnico professionale e, nel rispetto delle norme sulla riservatezza, può essere utilizzata solo per i fini previsti dall'art.31 e 15 bis, DPR n.270/2000 nonché da altre specifiche norme vigenti in materia.
b) liquidazione degli arretrati e di tutte le code contrattuali;
c) avvio del progetto obiettivo di educazione sanitaria;
d) definizione del secondo progetto obiettivo per l'anno 2003;
7. definire e sottoscrivere in tempi brevi il nuovo accordo regionale per la medicina generale, che prevede tutta una serie di prestazioni aggiuntive rispetto alla Convenzione nazionale e che la FIMMG Puglia ha definito e presentato in una proposta organica. Prestazioni che per i cittadini pugliesi rappresentano ulteriori servizi sanitari. In particolare la FIMMG propone:
a. un incremento delle percentuali delle forme di lavoro associato (associazione in rete e medicina di gruppo) ed avvio di nuove forme di assistenza territoriale: ospedali di comunità ed équipes territoriali; 
b. un incremento del numero di collaboratori di studio e di infermieri da assumere negli studi dei medici di famiglia (creazione di nuovi posti di lavoro);
c. sostegno ed incremento del livello di informatizzazione con ulteriori servizi per i cittadini: card sanitaria, prenotazioni degli esami e delle visite specialistiche dallo studio del medico di famiglia, scambio per via elettronica dei referti di esami e delle consulenze mediche, cartella clinica informatizzata a disposizione del paziente, ricetta medica virtuale, teleconsulto, telemedicina;
d. attivazione di progetti specifici per patologie croniche, quali l'ipertensione arteriosa, il diabete mellito, la broncopatia cronica;
e. erogazione di prestazioni specialistiche negli ambulatori dei medici di medicina generale;
f. di garantire la continuità assistenziale ai cittadini attraverso il coinvolgimento dei medici di guardia medica;
g. di individuare nuove forme di disponibilità del medico di famiglia nei confronti dei cittadini attraverso l'uso del cellulare o aumentando le ore di apertura degli studi.
Per tutto questo oggi manifestiamo pubblicamente il nostro
orgoglio di essere medici di famiglia
disposti a rivestire il ruolo di protagonista in un sistema che garantisca il diritto alla salute del cittadino. Pronti a rigettare qualunque ipotesi che veda la nostra professione trasformata in un ruolo che non ci appartiene professionalmente, culturalmente e storicamente: quello del ragioniere della sanità.
Un ruolo che il Piano Sanitario Regionale definisce accuratamente:
"Ai Medici di Medicina Generale ed ai Pediatri di libera scelta, è assegnato, parallelamente, un compito di grande importanza e "fiducia", non solo perché attraverso la loro professionalità passa l'accertamento ed il compimento degli interventi primari in relazione al "bisogno" di assistenza, ma perché essi concorrano a sviluppare, nel quadro delle risorse economiche assegnate, l'appropriata assistenza farmaceutica, specialistica, ospedaliera e riabilitativa, o quella necessaria, nel caso di cronicizzazione della malattia, divenendo essi "tutori permanenti dello stato di salute" di coloro che li hanno prescelti.
Avendo chiara  questa condizione di "centralità" del Cittadino, bisogna realizzare le condizioni per rendere il percorso assistenziale appropriato, agevole e facilmente accessibile presso ciascun livello di assistenza interessato.
La centralità del Cittadino, visto quale attore del servizio, consente, al tempo stesso, di ottenere quella partecipazione utile per identificare le situazioni attive e potenziali di rischio e danno per la salute nelle scuole, nei luoghi di lavoro, negli ospedali, nei settori produttivi, etc.
Occorre, quindi,  che "il sistema", in tutte le parti che lo compongono, garantisca al Cittadino più elevati standard di accoglienza e di relazione, di qualità professionali e di servizio, pervenendo ad una assistenza integrata "a tutto campo".
Perché ciò possa avvenire è necessario realizzare un coerente modello di organizzazione, caratterizzato da integrazione tra Ospedali e Territorio, tra Aziende USL, Aziende Ospedaliere, Enti Ecclesiastici, Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, Strutture e Soggetti privati.
SSR ed Università collaborano per la migliore realizzazione delle attività nell'ambito della formazione, della ricerca, della sperimentazione e della applicazione operativa.
Gli interventi programmati porteranno, così, ad una importante riorganizzazione del sistema, che assume, quale fondamentale obiettivo, quello di dare una risposta appropriata ai bisogni di "Salute".


Il diritto alla salute in Puglia ed il ruolo del medico di famiglia
Il diritto alla tutela della salute in Puglia, così come previsto dall'art. 32 della Costituzione Italiana, è soggetto a pesanti limitazioni. La Regione Puglia ha più volte dichiarato che questo diritto non può essere tutelato liberamente, ma deve essere soggetto alla disponibilità dei mezzi finanziari allocati appositamente nei relativi capitoli di bilancio. La Delibera di Giunta Regionale 1392/01 prima, e la Legge di Bilancio del 25/2/2003 poi, hanno riaffermato questa volontà da parte del Governo Regionale.
Se la scelta di fondo è quella di garantire ad ogni costo il pareggio di bilancio e, solo successivamente, le esigenze di salute del cittadino, è ovvio che gli strumenti di regolamentazione del sistema sanitario, ossia la burocrazia, sono orientati a raggiungere l'obiettivo economico e non quello previsto dalla Costituzione Italiana.
In questo senso il ruolo del medico di famiglia appare fortemente condizionato da questa scelta. Infatti, tutti i provvedimenti regionali insistono sul ruolo chiave del medico di famiglia quale controllore della spesa.
Un ruolo che la Regione Puglia ha cercato di imporre ai medici, senza alcun tentativo di concertazione.
Il progetto prevedeva che al medico di famiglia fosse assegnato il ruolo di mandatario al fine di rendere invalicabili i limiti imposti dai tetti di spesa stabiliti dal Governo Regionale (DGR 1003/99). esponendo - così - il medico a giudizi contabili per responsabilità non previste dal Contratto Nazionale.
La Giunta Regionale della Puglia ha dovuto rivedere tale assunto a seguito del ricorso presentato dalla FIMMG al TAR Puglia. Con Delibera n.1832 del 27/12/1999 ha affermando che "il medico di base non va ritenuto mandatario dell'Azienda USL".
Ciononostante, l'impostazione dei provvedimenti regionali rimane la stessa. Al medico di famiglia viene imposto l'onere di controllare la spesa ed ai Direttori Generali l'obbligo del controllo dell'operato del medico.
Così, la DGR 1832/99 conferma la parte dispositiva della delibera n. 1003/99, con la quale ha ordinato ai direttori generali delle aziende di assegnare "a ciascun medico della medicina di base . in ragione del numero degli assistiti ad essi affidati, in materia di prestazioni specialistiche e di assistenza farmaceutica" i tetti di spesa per l'anno 1999.
Con la Delibera 1392/01, la Giunta Regionale, individua i medici di famiglia come "fiduciari" delle aziende USL affermando che "i risultati della loro attività costituiscono oggetto di periodici rendiconti al committente".
Al fine di condizionare l'attività prescrittiva la Regione Puglia impone ai medici di riportare sulle ricette il numero di codice, previsto dal nomenclatore regionale, per ogni singola prescrizione specialistica (esami di laboratorio, visite specialistiche, ecc.).
Inoltre, la Legge di variazione di bilancio del 28/11/2001, ha imposto al Medico di Famiglia l'obbligo "di riportare sulla scheda individuale sanitaria tutte le prescrizioni farmaceutiche e di specialistica ambulatoriale ai fini dei controlli di competenza delle Aziende Sanitarie".
Sul medico di famiglia si concentra, dunque, una frenetica attività repressiva finalizzata alla riduzione della spesa sanitaria ed in particolare di quella farmaceutica. Il fine è sempre lo stesso: raggiungere gli obiettivi di bilancio. Nessuna considerazione, invece, viene espressa per le esigenze di salute dei cittadini pugliesi.
A marzo del 2002 viene emanata la Delibera n.203 che introduce provvedimenti importanti sul consumo dei farmaci: il delisting.
Per i Medici di famiglia si inaspriscono i controlli ed aumentano le responsabilità. "Ogni mese (non oltre il giorno 20 del mese successivo a quello di riferimento) le ASL controlleranno i medici che non hanno rispettato il budget assegnato. In caso di ingiustificata prescrizione, saranno applicate le sanzioni previste dal L. 425/96 (rimborso dei farmaci) e nei casi più gravi, sanzioni disciplinari previste dal DPR 270/2000. I dirigenti di distretto devono informare mensilmente la Regione, tramite le strutture competenti sull'esito di tali controlli e sul monitoraggio dell'effettiva aderenza delle prescrizioni ai tetti di spesa stabiliti (sono stabilite sanzioni anche per i dirigenti che omettano tali funzioni di verifica)".
Verifiche e controlli confermati anche a Luglio 2002 con la DGR n. 1073: "applicazione di tutte le conseguenti disposizioni di controllo e razionalizzazione della spesa farmaceutica di cui alla DGR 203/02".
L'atteggiamento del Governo Regionale nei confronti del medico di famiglia non muta neanche con l'introduzione dei ticket farmaceutici in Puglia (DGR 1162/02).
Infatti, oltre ai controlli previsti dalla DGR 203/02, il nuovo provvedimento prevede che il Direttore Generali adotti gli strumenti sanzionatori previsti dal DPR n. 270/00 contro i medici che abbiano tenuto comportamenti "non conformi all'etica professionale, alle norme e al rapporto fiduciario in virtù del quale operano nell'ambito del SSR".
Una impostazione, questa del Governo Regionale, fermamente rigettata dalla FIMMG che ha presentato ricorso contro tutte queste delibere davanti al Giudice Amministrativo.
Infatti, tutti questi atti sono stati adottati senza aver sentito le Organizzazioni sindacali, in totale dispregio dell'obbligo previsto dalla legge 405/01 che, stante la delicatezza della materia, ha volutamente evitato di riservare esclusiva potestà alle Regioni, attraendo la materia nel sistema delle relazioni sindacali.
 Inoltre, il rispetto dei tetti di spesa è disciplinato dal DPR n. 270/00 che prevede una dettagliata normativa che si articola attraverso 2 passaggi: l'appropriatezza delle prescrizioni e la concertazione con le OO.SS. maggiormente rappresentative a livello regionale.
L'appropriatezza delle prescrizioni, prevista anche dalla L. 405/01 e ignorata dalla Regione Puglia, rappresenta l'altra modalità organizzativa - contrapposta alla logica sanzionatoria e repressiva, per ottenere il controllo sulle prescrizioni. Con l'appropriatezza il medico è responsabilizzato a ricercare la migliore cura possibile per quella patologia e al più basso costo possibile. Ciò significa che l'appropriatezza costituisce una risposta efficace alle istanze di salute dei cittadini e non rappresenta - invece - un tetto di spesa, oltre il quale al medico è negato il diritto di erogare la prestazione.
Il budget, così, diventa lo strumento di programmazione e di allocazione delle risorse necessarie a dare le risposte adeguate alla domanda di salute della popolazione.
Nonostante i numerosi ricorsi presentati dalla FIMMG, il Governo Regionale ha confermato tale impostazione approvando - il 25 febbraio 2003 - nuove norme per la medicina generale all'interno della legge di bilancio. Una strategia, quest'ultima, tesa ad evitare nuovi ricorsi. Infatti, è noto che una Legge non può essere impugnata in quanto tale. Al massimo può essere abrogata attraverso l'istituto del referendum abrogativo.
Dunque, l'attività sanzionatoria e di controllo sull'operato dei medici di famiglia ora viene stabilita per legge. "Per i soggetti di cui al comma 1 (MMG e PLS) per i quali, a seguito dei controlli e del monitoraggio cui sono obbligati per legge i Direttori generali, a pena di decadenza automatica, ed esperite le procedure di contestazione e di accertamento con le modalità previste nei regolamenti di esecuzione di cui al comma 4, siano stati accertati comportamenti prescrittivi non conformi alle norme e alle disposizioni regolamentari di ordine generale, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 4, del decreto-legge 20 giugno 1996, n. 323 (Disposizioni urgenti per il risanamento della finanza pubblica), convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1996, n. 425 e, nei casi più gravi, le ulteriori misure di legge".
Una Legge che consente la piena operatività al Decreto anti-truffa del Ministro Sirchia!
Un decreto che decuplicando le pene e introducendo sanzioni sproporzionate alle infrazioni possibili - anche se per colpa grave - rappresenta un giudizio negativo dell'intera classe medica!
Da questa situazione emergono con chiarezza le motivazioni che sono alla base dello stato di malessere che coinvolgono i medici di famiglia.
A questo sistema che cerca di imporre al medico di famiglia responsabilità nel controllo della spesa che esulano dalle norme contrattuali, si aggiunge il notevole carico burocratico che ha come obiettivo quello di trasformare il generalista nell'unico soggetto abilitato ad utilizzare il ricettario del SSR.
Una posizione inaccettabile sia per la clamorosa violazione degli articoli 36 e 37 del DPR 270/00, sia per i riflessi negativi sull'esercizio della professione. Infatti, la trascrizione di prescrizioni effettuata da altri sanitari compromette il principio di responsabilità professionale e determina alterazioni nel rapporto di fiducia medico-paziente.


 

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