I medici di famiglia in piazza il 5 aprile.

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COMUNICATO STAMPA

MEDICAL PRIDE: l’orgoglio di essere medici!

I medici di famiglia in piazza il 5 aprile.

 

Sabato 5 aprile i medici di famiglia pugliesi daranno vita ad una manifestazione che si svolgerà nel Teatro Kursaal Santa Lucia di Bari alle ore 11,00 e sarà preceduto da un corteo che si snoderà sul Lungomare N. Sauro di Bari per riaffermare l’orgoglio di essere medici contro una burocrazia che li schiaccia e contro il decreto “Sirchia” che li criminalizza.

“Vogliamo curare i nostri cittadini”- ha affermato il dott. Filippo Anelli, segretario regionale FIMMG – “ed offrire loro il meglio della nostra professione. Protestiamo perché vogliono trasformarci in burocrati deputati al controllo della spesa sanitaria. Per questo utilizzano la leva repressiva (il decreto Sirchia) per imporci un ruolo estraneo alla  nostra professione.”

Il decreto “Sirchia”, per i modi con cui è stato emanato e per le sanzioni eccessivamente sproporzionate rispetto ai fatti su cui interviene, è percepito dalla classe medica come un giudizio negativo sull’operato dei medici italiani.

Una sanzione di 50.000 euro (quasi 100 milioni di vecchie lire) per colpa grave, più condanne penali e disciplinari (fino alla radiazione dall'albo) per ogni confezione farmaceutica o per ogni ricovero o prescrizione di accertamenti ed analisi che il Ministero riterrà “non adeguata” sono l’oggetto di questo Decreto.

“Sia chiaro, non abbiamo la minima intenzione di difendere i corrotti e proviamo disprezzo per i medici disonesti che vanno isolati e perseguiti” – ha continuato il dott. Filippo Anelli – “ma non siamo così ingenui da non capire che si vuole colpire pesantemente la sanità pubblica intimidendo indiscriminatamente i medici e minando dalle fondamenta il rapporto fiduciario con i cittadini”.

Questo decreto intimidatorio - ultimo di una lunga serie emanata a livello nazionale e regionale - sta rendendo sempre più difficile fare una qualsiasi prescrizione a carico del Sistema Sanitario Nazionale. E' chiaro che tutte queste normative hanno il solo scopo di “risparmiare ad ogni costo” e stanno progressivamente svuotando i principi di solidarietà e di uguaglianza di fronte alla malattia che, da sempre, hanno ispirato il Servizio Sanitario Nazionale.

“Abbiamo la sensazione che l’equità nell’accesso alle cure sia pesantemente compromessa nella nostra regione a causa dell’eccessiva burocrazia”, ha dichiarato il dott. Anelli.

La FIMMG invita il governo regionale a riprendere il metodo della concertazione, abbandonando quei comportamenti tesi ad imporre decisioni con leggi e delibere regionali soprattutto in quei casi in cui la legge espressamente prevede il coinvolgimento dei legittimi rappresentanti di categoria.

In particolare la FIMMG chiede di rivedere, di concerto con le OO.SS.  tutti quegli atti che, nel determinare soltanto un inutile aggravio burocratico sia per il medico che per il paziente, ne minano il rapporto di fiducia.

Per presentare la manifestazione è indetta una

conferenza stampa venerdì 4 aprile ore 12,00

presso la sede regionale della FIMMG in via Santi Cirillo e Metodio n.5/B Bari, nel corso della quale sarà consegnato un documento e le richieste avanzate dalla FIMMG alla Regione Puglia.

            Bari, 03 aprile 2003 

 

 

 

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