Fiducia nei medici e nella magistratura

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Comunicato Stampa Fimmg Puglia

                       Fiducia nei medici e nella magistratura

"Abbiamo grande fiducia nella magistratura", ha affermato il dott. Filippo Anelli, segretario regionale FIMMG, "e siamo certi che anche l´indagine sui lavoratori socialmente utili evidenzierà la corretta professionalità dei medici".
Non è la prima volta che la magistratura avvia in Puglia una indagine che ha anche risvolti sul lavoro del medico di famiglia. Tutte queste indagini, come quella dell´"Emoclot", hanno dimostrato in maniera inequivocabile la correttezza dei medici e del loro operato. Non è un mistero che la fiducia degli italiani nei confronti del proprio medico sia molto alta.
Dalle indagini del CENSIS a quelle dell´ISTAT o, per citare solo l´ultima in ordine di tempo, quella di Manneimer presentata a Porta a Porta che registrava una fiducia nel proprio medico pari all´84%, emerge l´alto gradimento e lo stretto rapporto di fiducia tra medici di famiglia e cittadini. Tuttavia, tale fiducia, invece, sembra essere bruscamente negata dal Governo e in maniera particolare dal ministro Girolamo Sirchia.
La modifica dell'articolo 640 del Codice Penale che prevede, per i medici che abbiano commesso tali reati, una "pena decuplicata" rispetto agli altri cittadini, nonché la "confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato" ed il deferimento all'Ordine per "la radiazione dalla professione del responsabile", rappresenta un giudizio durissimo da parte del Governo contro i medici italiani, assimilabili a pericolosi mafiosi.
Non vi è alcun pudore nel prendere simili provvedimenti nei confronti di una categoria che è riuscita a far classificare la Sanità italiana al 2° posto nella graduatoria dell´organizzazione mondiale per la Sanità in una nazione nella quale si è avuto il coraggio di depenalizzare reati importanti come il falso in bilancio. La buona sanità di oltre 35mila medici di famiglia onesti che curano i loro assistiti, però non va spesso alla ribalta.
Neanche il comportamento della Regione Puglia, nei confronti dei cittadini pugliesi sulla vicenda burocrazia, brilla per efficienza  e correttezza. Infatti, i cittadini pugliesi sono costretti ad  inutili andirivieni tra medici e strutture sanitarie per la clamorosa disattenzione delle AUSL  pugliesi dell´applicazione dell´art. 37 del DPR 270/00. Tale norma, infatti, prevede che il cittadino debba ottenere la prescrizione sul ricettario rosso del Servizio Sanitario Nazionale da parte del medico dipendente o convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale. Questa "disattenzione"  costa al cittadino un inutile esborso di ticket con un pesante aggravio sul bilancio familiare oltre alla perdita di tempo e di giornate lavorative.
Bari, 04 marzo 2003

 

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