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Segreteria
Regionale Puglia
COMUNICATO
STAMPA
Il
Decreto anti truffe: solo demagogia che mette ulteriormente a
rischio l'assistenza ai cittadini!
Un
provvedimento che ''sembra
piu' adatto a un regime dittatoriale che a una democrazia
come dovrebbe essere la nostra''.
Cosi', il segretario nazionale della Federazione dei medici di
famiglia, Mario Falconi, ha commentato il decreto anti truffe.
Un
decreto demagogico!
Si utilizza, infatti, la leva repressiva al posto della trasparenza
e della regolamentazione del sistema., rinunciando a far chiarezza
sui rapporti tra medici e industrie farmaceutiche, così come più
volte chiesto dalla FIMMG. Una misura che da sola risulta inefficace
e, dunque, demagogica!
Un
decreto che mette ulteriormente a rischio l'assistenza ai cittadini!
Il provvedimento, infatti, ha tra gli obiettivi non dichiarati il
controllo e la riduzione della spesa sanitaria. Minacciare di
sanzioni i medici prescrittori, non solo per gli episodi di
corruzione, ma per errori burocratici e formali è un atto
gravissimo in quanto sostituisce alle norme sull'appropriatezza
prescrittiva - contenute nel D. L.vo 229/99 e DPR 270/00 - quelle
legate alla sola attività repressiva.
Un
decreto miope
che prende in considerazione solo i fenomeni legati all'attività
prescrittiva - che rappresentano una piccola fetta del mercato della
salute - mentre lascia volutamente fuori tutto il resto della
gestione sanitaria in cui sono coinvolti i politici e gli
amministratori!
Un
decreto ambiguo e contraddittorio con la pratica di governo.
Infatti, ambiguo è il tentativo di delegittimazione, agli occhi
dell'opinione pubblica, di tutti i professionisti medici del Sistema
sanitario pubblico e di condizionarne, nel senso del risparmio, il
comportamento professionale con norme terroristiche che possono
colpire il medico prescindendo da qualsiasi valutazione di
appropriatezza. Contraddittorio, poi, perché si pone in antitesi
all'attività sinora svolta dal Governo tesa a introdurre norme per
la depenalizzazione di importanti reati come il falso in bilancio.
"Siamo
contro ogni forma di corruzione", ha affermato il
dott. Filippo Anelli - segretario regionale della FIMMG. "La
FIMMG si costituirà in giudizio contro i medici corrotti. Tuttavia,
non possiamo accettare che episodi marginali possono spingere il
Governo a modificare il codice penale e a considerare questi
fenomeni alla stregua dell'associazione a delinquere! Questo è il
peggior giudizio della classe medica che siamo costretti a
registrare dai tempi di De Lorenzo ad oggi".
"Sconcertante
- è definito nella mozione conclusiva del Consiglio
Nazionale FIMMG del 1 marzo 2003 - il
comportamento del Governo e del ministro Sirchia il quale,
dichiaratosi disponibile per l'accoglimento delle proposte della
categoria a trovare soluzione ai problemi legati alla promozione
dell'appropriatezza nella prescrizione farmaceutica e nella lotta
alla corruzione, ha imposto brusche soluzioni, adottando un decreto
che colpevolizza i medici, assimilandoli a pericolosi mafiosi"
"La
FIMMG", continua la nota, "ritiene
che tale azione costituisca un grave pericolo per la sopravvivenza
del SSN, che già da tempo attraversa una fase di gravissimo
pericolo e che emerga, evidente, la necessità di denunciare
all'opinione pubblica ed alle forze sociali coinvolte tale pericolo
ed il rischio concreto che il principio della solidarietà e
dell'universalità che fino ad ora hanno ispirato il Servizio
Sanitario Nazionale, lasci posto ad un sistema assicurativo di tipo
americano che finirà per proteggere sempre più le classi abbienti
a danno di quelle a minor reddito".
Burocrazia,
violazione delle norme contenute nell'accordo nazionale, decreto
anti truffa, inaffidabilità della Regione Puglia incapace di
mantenere fede agli impegni assunti, sono solo alcune delle tante
motivazioni alla base dello stato
di agitazione che la FIMMG ha proclamato.
Bari,
03 marzo 2003
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